Il Trono di Spade, una breve recensione assolutamente “nel coro”

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 Il Trono di Spade, una breve recensione assolutamente nel coro

Il Trono di Spade. La serie dell’anno.
E dell’anno scorso.
E di quello prima.

Ieri, in tarda serata, quando tutti in casa dormivano, mi sono concesso la nona puntata di Games of Thrones “The Rains of Castamere”.
In italiano – per quelli che ancora non lo conoscessero – la serie si chiama “Il trono di spade”

Praticamente manca solo un episodio alla fine della stagione e – dopo lo sconvolgente finale di puntata -ho un solo commento: wow.

Non starò qui a dirvi che puntata dopo puntata e serie dopo serie ci si sente sempre maggiormente coinvolti nelle storie dei personaggi (tanti e tutti con percorsi e profondità proprie).

Ne vi tedierò con la manfrina del “si ok, è fantasy, ma a me il fantasy fa cagare, mentre questo è superiore ad ogni classificazione di genere”.

E neppure proverò a propinarvi il banalissimo fatto che attori, ambientazioni, regia, musica e tutto quello che è cinema si condensano in modo armonico per farne un capolavoro che supera tutte le serie televisive in onda in questi anni.

Ovviamente non cercherò di rabbonire chi non sopporta la serialità a puntate spiegandogli che deriva dalla lunga tradizione che, partendo dai racconti di cantastorie attorno al fuoco nell’antichità, è passata per le saghe dell’epica greca, romana e medioevale, per arrivare fino ai fumetti, ai sequel dei film e ai serial televisivi ad alto budget.

Vi dirò solo che l’intera vicenda è coinvolgimento, adrenalina, eros, speranze e un flusso di emozioni che si riversano su di un rivolo di trame che non so no mai, e poi mai scontate.

Magari è un po’ difficile entrarci per chi non l’ha vista dall’inizio (tante storie che si evolvono e tanti personaggi che interagiscono rendono ostico l’arrivo in corsa di new entry) ma quando sei calato nel climax non ci scappi più.
Di qui un consiglio: se volete provare a dare una chance a questa serie, partite dall’inizio.

Questo finale di puntata, la nona puntata delle terza serie, ti insegna a non dare mai nulla per scontato quando guardi Il Trono di Spade.
E quando un film o un serial televisivo riesce a stupirti, senza essere banale, è una gran bel passatempo.

Alcune opinioni sulla serie da altri siti?

Da BadTV:

un twist narrativo che consacra e dà corpo a quel sentimento di sconfitta umana e morale che permea tutta l’architettura su cui poggia lo svolgimento della sagaQUI (e questa parla proprio della 9° puntata della 3 serie)

Già con la prima stagione, Il Trono di Spade aveva dimostrato non solo di riuscire ad adattare una serie di romanzi non facilissimi da tradurre in linguaggio visivo, ma anche di mettere in scena una storia intrigante, adulta e realistica, in un mondo che sembra tanto tangibile da credere che sia successo veramente e che mette in scena una serie sterminata di personaggi, luoghi e culture sempre multisfaccettati e stratificati.QUI

Da Masedomani

Una storia dalla trama tanto fantasy quanto al passo coi tempi, con effetti speciali che strabiliano per la realtà che donano a creature e situazioni che non appartengono al nostro mondo, ma soprattutto per essere spudorata e senza veli, ossia secondo alcuni, per essere realistica come mai prima.”QUI

Da Inchiostro:

Molto presto vi accorgerete che i veri protagonisti di questo fantasy atipico non sono i personaggi, bensì la trama. Non affezionatevi troppo a nessuno di loro perché tutti sono sacrificabili per il bene supremo della storia.
Insomma, “Il Trono di Spade” è una serie TV fantasy completa: al suo interno troverete un mondo immaginario perfettamente credibile, una storia intrigante e molto ben strutturata, combattimenti epici e battaglie. Oltre a qualche scena piccante, giusto per non farci mancare niente.QUI

Da StateofMind:

Il Trono di Spade affascina per una trama complessa, ricca di colpi di scena e con personaggi ben sviluppati dal punto di vista psicologico, anche se a volte schematici e rudi.” QUI

Da Riflessioni Telefilmiche

Una serie intelligente e curatissima, ben recitata da attori non particolarmente famosi o conosciuti al grande pubblico. In particolare, è interessante l’elemento narrativo che racchiude in sé elementi prettamente fantasy e favolistici come i Draghi, ad aspetti più strettamente legati alla realtà medioevali (le casate, i giuramenti di fedeltà, gli stili di vita) e diversi elementi di novità (quali il tema dell’incesto, i riferimenti al Monoteismo “sacrificale”, la presenza dei Morti viventi al di là della Barriera)” QUI

Insomma, se non vi ho fatto venir voglia di correre a recuperarvi tutte le puntate con queste recensioni e con quello che ho scritto, beh, non so che farci.

Siete voi che vi perdete qualcosa.

PS: io sto con la Kalisi.

happywheels

Mi occupo di comunicazione aziendale orientata al web: webmarketing, architettura dell’informazione, supervisione di progetti web, sviluppo di sistemi per l’e-commerce, marketing contenutistico e social media marketing per aziende e marche che hanno bisogno di un digital manager freelance.

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