[Intervista] Davide Pozzi: la SEO è una maratona

[Intervista] Puntate alle conversioni: i consigli di Davide Pozzi per chi cerca SEO

7 domande per i migliori consulenti SEO d’Italia, quelli che si occupano, per l’appunto, di ottimizzare un sito per i motori di ricerca.
Chi sono?
Ce lo dice Google, posizionando i migliori ai primi posti della SERP della ricerca “consulente SEO”.

consulente seo semrush

Non cerchiamo segreti o formule magiche ma da loro vogliamo un consiglio per gli imprenditori che si avvicinano al mondo (molto mistico per chi lo guarda da fuori) della SEO e dell’inbound marketing. Oggi ospitiamo il consulente di web marketing Davide “Tagliaerbe” Pozzi, con il suo sito Taglierbe, che oggi occupa la 4° posizione assoluta in Italia (stando Semrush)  per “consulente SEO”.

davide pozzi consulente seo

DOMANDA:
1. La maggior parte delle aziende che negli ultimi 10-15 anni si è dotata del sito web istituzionale, raramente ha orientato il lavoro fatto alla “rintracciabilità” del sito in base ai servizi/prodotti offerti: in troppi si sono limitati al semplice sito statico di presentazione istituzionale, salvo poi lamentarsi che da internet non sono mai arrivati contatti. O troppo pochi. Quale, secondo te, il cambio culturale che devono affrontare queste aziende prima di contattare un consulente SEO?

RISPOSTA:
Mi rendo conto che chi è stato scottato tende ad evitare il fuoco; è assolutamente normale.
Spesso queste persone sono state mal consigliate 10-15 anni fa. Molte di queste lo sono tuttora. Prima di contattare un consulente SEO, consiglio loro di leggere la guida di Google “Hai bisogno di un SEO?“, soprattutto i punti in grassetto dalla metà in giù.

2. Il marketing su web non è più un terreno da pionieri come negli anni ’90: oggi è un canale di promozione, di vendita e commerciale importante dove ci sono grossi player con grandi investimenti. La piccola e media azienda rischia di essere tagliata fuori? O si può fare SEO anche con piccoli budget? Come?

Hey, stai parlando con un pioniere degli anni ’90 :-)
Mi sento comunque di dire che nessuna azienda è completamente tagliata fuori: l’importante è avere un buon prodotto/servizio, che possa incontrare la richiesta del mercato. Poi la strada si trova, e non è detto che sia la solo la SEO: può essere un mix di vari strumenti (SEO, social, PPC, email marketing, etc.)“.

3. Spesso arrivano proposte aggressive alle aziende da parte di aziende che propongono pacchetti pronti di attività SEO pubblicizzando risultati sicuri a prezzi relativamente bassi (la vostra azienda prima su Google etc..). C’è da fidarsi? Ovvero: quali sono i parametri con cui un’azienda dovrebbe valutare l’affidabilità di consulenti SEO o agenzie che si occupano di posizionamento, per non incorrere in fregature colossali?

Come dirò nuovamente più in basso, la SEO è una maratona, non uno sprint. Chi promette un posizionamento low-cost, e in tempi rapidi, lo fa spesso su parole chiave inutili, e/o comprando link in gran quantità su pagine di pessima qualità: il rischio è ottenere un boost rapido, e poi una sonora mazzata (=penalizzazione o ban dai risultati di Google) difficile da sanare.
Meglio ragionare sul lungo periodo: un po’ come la nota favola di Esopo della lepre e la tartaruga ;-)“.

4. Meglio puntare su keyword che intercettano più possibili clienti ma più competitive o puntare sulla coda lunga e su query meno competitive e meno costose? Oppure il rischio è che poi manchi un’adeguata conversione? Ovvero: meglio regnare all’inferno o tentare la scalata al paradiso?

Meglio puntare alle conversioni, sempre. Le “ego-keyword”, quelle che soddisfano l’ego del SEO (o, più spesso, del cliente), richiedono di sovente uno sforzo (anche economico) enorme, senza portare ad alcun risultato. Ne parlai anni fa in questo vecchio post sulla long tail e la SEO.
Il paradiso sta spesso sulla lunga coda, e l’inferno sulle keyword secche...”.

5. Il lavoro di SEO mira – a definizione scolastica – ad aumentare gli accessi ad un determinato sito. Ma la conversione del contatto in una richiesta di preventivo è qualcosa che esula dall’attività di SEO? O
il professionista dovrebbe “trascendere” il campo ristretto dell’ottimizzazione per avere uno sguardo più ampio sul web marketing dell’azienda al fine di ottimizzare gli accessi e le conversioni, con uno sguardo alla redditività o al ritorno? Insomma, cosa dici ai tuoi clienti?

Come ho scritto anche sulla mia pagina “Consulenza SEO”:
“Iniziamo col dire che sono un SEO Specialist un po’… anomalo :-) Credo infatti fortemente che l’obiettivo finale di chi ha una attività sul web non sia (solo) quello di ottenere un buon posizionamento organico su Google, di avere più fan su Facebook o più follower su Twitter, ma sia invece quello di ottenere più vendite e conversioni: le mie azioni partono dunque dal comprendere la vera esigenza del cliente, per offrirgli lo strumento più adatto a raggiungere il suo scopo.”
Il SEO che si ferma al buttare traffico organico (o, peggio, a posizionare keyword inutili) su un sito che non può convertire, sul lungo periodo fa solo del male al settore. Fa il Ponzio Pilato della SEO.

6. Monitorare il lavoro svolto da un consulente SEO. Spesso si demanda allo stesso consulente – difficilmente le piccole medie aziende, che sono la maggior parte in Italia, vanno da due consulenti, l’esperto SEO e l’analista del lavoro SEO ;) – l’analisi e l’interpretazione dei risultati raggiunti. Qualche consiglio per costruirsi in casa dei framework semplici ed avere dei parametri di valutazione del lavoro
svolto – senza per questo penalizzare chi porta avanti un’attività che di regole certe ne ha poche?

Il monitoraggio più semplice che può effettuare qualsiasi cliente con un minimo di competenza, è l’aumento del traffico organico sulle pagine del suo sito: è sufficiente Google Analytics.
Come già detto più volte in questa intervista, si dovrebbe però puntare non tanto ad aumentare il traffico, quanto ad aumentare le conversioni: anche questo parametro è facilmente configurabile da Google Analytics“.

7. Domanda libera. Una cosa che ritieni sia importante da dire ad un imprenditore in ambito ottimizzazione per i motori di ricerca. Un pensiero con cui lasciarli.

Se avete un sito che vi porta traffico, ma non vi porta conversioni (o, peggio, non vi porta né traffico, né conversioni), avete certamente bisogno di un SEO con una “visione olistica”. Fissate assieme degli obiettivi che NON siano legati all’ego (=posizionamento di parole chiave inutili, aumento del traffico fine a se stesso, etc.), ma alle conversioni. E abbiate anche un po’ di pazienza: la SEO è una maratona, non uno sprint“.

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[Intervista] Puntate alle conversioni: i consigli di Davide Pozzi per chi cerca SEO ultima modifica: 2015-02-18T07:16:27+00:00 da Giovanni Fracasso


 

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