Egomnia, La startup, secondo una buona parte della stampa.
Onore e gloria al ragazzo che l'ha pensata: finalmente il social che mancava, il social che mette in contatto i laureati e le aziende.
Wow.
Il genio italiano all'opera.
Algoritmo che mi fa venire il mal di testa solo a capire cosa produce.
Un genio, davvero.

Ma il progetto finale...davvero vi piace?
Cioè, voglio dire...a me LinkedIn non dispiace. Infojobs funziona anche bene.
E sono fatti bene.
Qui c'è un sito approssimativo da navigare, con una grafica ridicola e un gusto grafico che sa di moderno quanto le pettinature cotonate degli anni '80.

Quello che non capisco è che per siti da 3.000 o 4.000 euro a me spaccano i maroni sul pelo...qui incenso e incoronamento come se fosse arrivato Gesù in terra: ma ditemi, il mio problema è che mi sono laureato a Ca' Foscari invece che alla Bocconi?
Voglio dire, basta essere laureati alla Bocconi per infinocchiarli tutti?
E non dico che lui non sia un genio, per carità.

Ma poi, come fa a stare in piedi questa roba?
Soprattutto: ma i giornalisti che lo reclamizzano...lo fanno aggratis?

Poi magari ci racimola un bel gruzzolo vendendolo alla BigXSuperWeb di turno che lo compra: e sarebbe la dimostrazione ulteriore che viviamo in un mondo di fuffa.

Guardate per esempio il "chi siamo":

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E chi ca##o sono? Vi sembra un "chi siamo" degno di un sito che chiede tutti i vostri dati?

E vogliamo scoprire i contatti? Ah no, ho già cliccato sul chi siamo...

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Un'apertura a popup veramente bella. Bravi.

I parametri poi...un .pdf esterno...

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Un PDF esterno?

Dai...ma date ancora credito ai giornali italiani?

Ora non è che ce l'ho in particolar modo con Egomnia (ma anche si: la formazione scolastica italiana non è un buon modo per calcolare quello che uno è capace di fare, solo uno laureato alla Bocconi può pensarlo) è che mi sembra tanto la cartina tornasole del mondo fuffa delle startup italiane.
Accanto a personalità di spicco di primo livello (uno per tutti Fabio Lalli) che sanno fare impresa, business e hanno - sopratutto - una visione, è cresciuto un mondo coccolato da Wired&affini che prendono personaggi di varia estrazione e che li trasformano nei lustrini che un sistema vecchio, raggrinzito, decadente (quello dell'industria, della finanza, della politica e di certo giornalismo generalista superficiale) utilizza per autocelebrarsi.

Comunque se queste sono le startup italiane dio me ne salvi.
Sono stanco.
E vado a letto.
Senza dare ad Egomnia i miei contatti.

[immagine tratta da: http://www.getsmellout.com/how-to-get-vomit-smell-out-of-clothes/]

PS
Aggiunta di un mio commento ad un post di Antonio Lupetti sullo stesso tema:
Un governo che si attacca al mito delle startup per parlare di rilancio dell'economia Italia banalizza gli imprenditori che fanno davvero la differenza, fatta di migliaia di industrie piccole, medie e grandi che producono ricchezza senza avere mai avuto un briciolo di agevolazioni.
Imprenditori visti quasi sempre come evasori, sfruttatori e solo dopo una lunga serie di epiteti arriva anche "nerbo dell'economia e del benessere".
Gli startupper, in questa visione folle del mondo, sono quelli che dovrebbero far crescere l'Italia, e loro no, non sono evasori, a loro diamo anche le agevolazioni - tutte quelle del caso - e finanziamo pure le loro aziende.
Ecco con una leadership tecnica che parte da questi presupposti, cosa vuoi che arrivi dal giornalismo e dai media?
Si agganciano alla spettacolarizzazione della fuffa.
Io pago 5 stipendi al mese da 6 anni.
Se un giorno chiuderò perché non faccio figo spero che vengano riassorbiti dalle startup.
Ma dubito.