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Arrivano le prime indicazioni SEO per il 2015 di Forbes. E, visto che sono interessanti, parliamone...

1. La SEO si focalizzerà sugli elementi tecnici, il content marketing dei risultti sui motori di ricerca.

In passato i termini “marketing contenutistico” e “SEO” possono essere stati utilizzati come sinonimi. Non è così folle, dato che c’è una grossa area di sovrapposizione tra i due. Ma devono essere trattate come due discipline differenti. Per il 2015 la SEO incrementerà la sua importanza e sarà orientata sempre più alle componenti “tecnologiche” del marketing online (anche dei contenuti pubblicati), mentre il marketing contenutistico sarà il fattore chiave di posizionamento sulla sSERP.

La SEO quindi si occuperà di cercare le parole chiave, i meta tag, i tag interni ai contenuti, della struttura semantica del sito…il content marketing si occuperà della visibilità sulla ricerca.

LE aziende che continueranno a fare SEO senza avere un buon piano dei contenuti sono destinate a ridimensionare la loro importanza online, e saranno obbligate a puntare sul contenuti di qualità per ottenere visibilità significativa sui motori di ricerca.

2. I siti che non saranno ottimizzati per il mobile sono destinati a fare una brutta fine…

Nel 2014 ci è apparso chiaro che Google sta privilegiando i siti che sono stati ottimizzati per l’usabilità mobile. Anche sui Webmaster tools è stata aggiunta una sezione che monitora l’efficienza mobile del sito. Con il tempo questo diventerà un fattore sempre più importante, al punto da determinare l0insuccesso dei siti che non si attrezzeranno.

3. Le menzione e le citazioni del brand diverranno forti come link in entrata

In una recente brevetto google ha differenziato tra “link espressi” e “link impliciti”. I link espressi sono i link che siamo abituati a vedere e ad utilizzare su web, con una url di puntamento. Quelli impliciti sono richiami al marchio, al sito, all’azienda…senza il link classico. A causa dell’abuso degli specialisti di SEO della pratica del link building interna ed esterna al sito (si è colpa tua che stai leggendo), Google sembra intenzionato a dare sempre maggiore importanza alle menzioni e alle citazioni, senza le manipolazioni derivanti dall’inserire i link in un testo.

4. Dopo l’esperimento fallito dell’autorità dell’autore legato a Google+, Google sarà più importanza alle segnalazioni di Twitter e Facebook.

Negli ultimi anni abbiamo tutti avuto la spinta ad essere presenti su Google+, in particolare per legare la propria pagina alla credibilità autoriale derivante dal profilo su Google+.

Ad Agosto dello scorso anno l’esperimento “programma autore” è stato dichiarato concluso, a causa dei bassi tassi di adozione del sistema e, quindi, per l’inutilità globale.

Ora, seppure io sia convinto che essere presenti con i propri contenuti freschi all’interno del sistema di Goole male proprio non faccia, è chiaro che verrà abbandonato da molti.

Ma Google ha bisogno di un sistema di autorità che superi quello dei link. E’ impossibile che non dedichi maggiori attenzioni agli altri social (visto che il suo non viene usato :))

Da anni si discute sull’importanza dei social per influenzare i risultati della ricerca di Google: Google ha sempre negato correlazioni, anche se molti continuano a vedere sorti presenze sociali che influenza siti che altrimenti sarebbero decisamente meno importanti sulla SERP.

Insomma, molti credono che già Google includa l’attività social - in qualche modo - nell’elaborazione del suo algoritmo. Questo potrebbe decisamente palesarsi nel 2015, diventando sempre più evidente.

5. Le classifiche del rank saranno sempre meno influenzate dalla tecnica e sempre più delle relazioni

Le aziende producono contenuti per riuscire a posizionarsi sulla SERP. Fanno una grande attività di ottimizzazione per posizionarsi meglio possibile. Sempre più siti lo fanno. Ma questo sarà sempre meno sufficiente per raggiungere i risultati ottimali.Si dovrà sempre più spingere sulle strategie relazionali: campagne di sensibilizzazione dei blogger, costruire relazioni con fornitori, clienti o sostenitori, raggiungere le persone sui social interessate al nostro prodotto perché ne parlino…

6. La SEO negativa diventerà un pericolo sempre più grande.

SEO negativa è quando qualcuno crea migliaia di link spam che puntano sul sito del concorrente fadendo precipitare la sua reputazione per Google. Essendo difficile da individuare, per Google, quando quesa pratica è fatta da altri o dal proprietario del sito, è evidente il pericolo per il vostro sito se viene preso di miro da pratiche SEO negative.

7. Ad occuparsi di SEO non sarà più un singolo dipartimento ma diventerà sempre più una pratica diffusa all'interno dell'azienda

Ne abbiamo parlato qui. Conoscenze più o meno diffuse di tecnica SEO saranno distribuite tra tutte le figure che si occupano di web marketing (e non solo...).

 

E tu che ne pensi? Cosa succederà alla SEO nel 2015?