elezioni2014

C'è un sacco di gente che si candida alla elezioni amministrative ad ogni tornata elettorale. Per dire, nel mio comune da 26.000 abitanti 5 anni fa erano circa 250 persone che correvano nelle varie liste civiche o di partito.
E si sa, quando uno si candida alle elezioni vuole prendere voti.
E per qualche mese si trasforma in un virtuale uomo sandwich fatto di carta moschicida "appiccicapreferenze".

Ma che tu sia candidato sindaco o corra come aspirante consigliere comunale, ecco un elenco di errori comuni di webmarketing e di social media marketing da evitare nel 2014 durante la tua campagna elettorale:

  1. Se non hai aperto un profilo di Facebook finora, non farlo per le elezioni: non saresti affatto credibile. Non pensare che ti arrivino voti in più solo perché sei su Facebook e racimoli qualche amico.
  2. Non aprire una pagina di Facebook di "io candidato consigliere nel comune mio", destinata a diventare un cimitero di buone intenzioni e che creerebbe confusione con il tuo account: quelli che capiscono che non soffri di un disturbo della personalità sarebbero in pochi. E in ogni caso questa astuta mossa non ti porta più voti.
  3. Evita di sfracassare su Facebook le uova pasquali a tutti con questa tua rinnovata foga politica: la gente sta su Facebook per cazzeggiare, seguire contatti di lavoro, broccolare, ricordare i bei tempi passati sulle varie pagine "Sei di vattelappesca se...". Non ha bisogno delle tue illuminanti dissertazioni politiche, a meno che non ti segua da anni proprio per quelle. Ma, nel caso, quanti "amici" ti sono rimasti?
  4. Non sponsorizzare un banner su Facebook sulla barra laterale piccolina con la tua faccia con scritto "Un voto per la tua città" o "Per un impegno nella mai città" o qualsiasi altra ovvietà e banalità che hai letto tu stesso fin da piccolo in tutti i "santini" elettorali che ti sono passati davanti agli occhi. La gente si chiederebbe dove trovi i soldi e perché ti accanisci a cercare una visibilità che non è tua.
  5. Scrivere le tue opinione a raffica su Twitter concentrandoti sulla politica locale non faranno di te un influencer dell'ultima ora. Prima di perdere tempo su Twitter anziché andare a trovare a casa le persone pensaci: meglio un caffè con un amico che potrebbe votarti o scrivere messaggi che verranno visti da una percentuale misera di quelli che ti seguono per sbaglio?
  6. No, non serve che ti apri un sito a 60 giorni dal voto: per quanto tu possa desiderarlo ardentemente l'incidenza di questo sito sul tuo risultato elettorale sarà nulla. Google non ti indicizzerà "primo sui motori" per il materiale geniale che condividerai con il mondo.
  7. La pubblicità sul PPC di  Google costa e nessuno cerca chi votare in città su Google. Quando non vedrai risultati e allargherai le maglie delle keywords per avere più accessi, buttando i tuoi soldi del tutto.  Per nulla, ovviante.
  8. Googlate e vedete che cosa appare su di voi: se le notizie non sono incoraggianti sotto il profilo dell'immagine (magari qualche problemuccio pregresso salta fuori) lasciate perdere. Voglio dire: se il vostro nome è associato a delitti di varia natura, in particolar modo contro lo stato o il patrimonio pubblico, forse  non è il caso di immolarvi sull'altare della controparte politica che userà queste informazioni contro di voi in qualunque modo.
  9. Internet non costa poco, non è facile da dominare, da risulti nel breve  tempo in due casi: il primo è se avete grandi capacità e un gran budget e lo gestite in modo corretto; il secondo caso è quello che abbiate contenuti veramente spettacolari, dite cose che vi fanno trascendere il web e fanno parlare le persone nella vita reale, al bar, al lavoro, a cena di quello che dite.
    Siccome per la maggior parte  di chi si candida non rientra in queste due categorie, lasciate perdere il web. Davvero. Per il bene vostro e nostro.

 

PS
Il consiglio è sempre valido: se state facendo le cose seriamente, affrontate con un professionista la questione delicata del vostra candidatura pubblica, perché spesso entra in gioco anche la vostra rete di relazioni sociali. Fare una figura barbina muovendovi goffamente potrebbe portarvi peggio che non raccogliere poche preferenze...