Accessibilità e SEO: mondi diversi che si sovrappongono

Accessibilità e SEO: mondi diversi che si sovrappongono

Conoscete qualche non vedente? Qualcuno che ha grossi problemi con i colori o che è completamente cieco? Ecco, provate ad immagine a come deve essere per loro utilizzare internet. Dai: chiudete gli occhi e provate a trovare le notizie di oggi o ad interagire con i vostri amici su Facebook. Una semplice sfida che è la quotidianità per moltissime persone.

La legge Stanca

E’ una questione molto dibattuta in Italia: vi ricordate la legge Stanca? 12 assunti che i siti web della pubblica amministrazione dovevano rispettare per essere a norma. Il tema era quello di favorire l’accessibilità ai siti della pubblica amministrazione a chi fa uso di tecnologie assistite.

Si parlava di contenuti non testuali (requisito 1); contenuti audio, contenuti video, animazioni (requisito 2); adattabilità (requisito 3); degli elementi distinguibili  chiaramente sulla pagina (requisito 4);  accessibilità da tastiera a tutti gli elementi della pagina (requisito 5); di cresi epilettiche (requisito 7); navigabilità (requisito 8).
Insomma, molti termini che quando si parla di SEO, responsive e motori di ricerca, sono ancora validi.
Non era certamente esente da difetti: nessun procedimento disciplinare è stato fatto nei confronti di chi ha continuato a realizzare siti infischiandosene dell’accessibilità da parte di tutti gli utenti. E poi, ahimè, li si è fermata, nona aggiornandosi mano a mano che la tecnologia proseguiva. E’ diventata vecchia e vetusta già nel momento in cui le Pubbliche Amministrazioni hanno iniziato ad utilizzare Facebook per comunicare, che non rispettava pressoché un solo punto della normativa.
Un’esperienza che comunque ha servito a sensibilizzare i più in Italia, quando ancora nel resto del mondo l’anarchico internet non si era mia posto queste problematiche.

Se volete ripassare i 12 punti della legge Stanca potete leggere il DM 8 luglio 2005.

L’accessibilità

Sempre il governo, nella legge 4/2004, definisce in modo coerente cosa si intende per accessibilità: “Per accessibilità si intende “la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari“. In particolare un sito web è accessibile quando fornisce informazioni fruibili da parte di tutti gli utenti, compresi coloro che si trovino in situazioni di disabilità.

Per Wikipedia questi sono i requisiti base di un sito accessibile:

  • Utilizza un codice o struttura semanticamente corretta, logica e con una grammatica formale validata
  • Utilizza testi chiari, fluenti e facilmente comprensibili
  • Utilizza testi alternativi per ogni tipo di contenuto multimediale
  • Sfrutta titoli e link che siano sensati anche al di fuori del loro contesto (evitando, ad esempio, link su locuzioni come “clicca qui”)
  • Ha una disposizione coerente e lineare dei contenuti e dell’interfaccia grafica
  • Inoltre, dovrebbe essere compatibile col maggior numero di configurazioni software e hardware e utilizzare colori standard e ad alto contrasto fra di loro.

Gli screen reader

Quando parlate di SEO e di ottimizzazione del vostro sito web, state parlando, spesso senza saperlo, anche di migliorare la vita online di queste persone.

Chi ha problemi di vista può navigare sul web utilizzando gli screen reader, i lettori di schermo, come VoiceOver o NVDA (NonVisual Desktop Access) o JAWS (Job Access With Speech). Insomma, in giro se ne trovano: NVDA è anche opensource e gratuito.

Gli screen reader funzionano come gli spider dei motori di ricerca, leggono il codice HTML della pagina, per determinare la struttura e il contesto di quello su cui stanno passando. Le finalità sono differenti: il crawler del motori di ricerca vuole capire il senso di quello che sta leggendo per catalogarlo e poter offrirlo ai navigatori che esprimono quelle intenzioni di ricerca; lo screen reader deve capire quello che sta leggendo per interpretarlo al meglio.

Ma di base hanno lo stesso problema: devono capire la struttura della pagina, leggerla con il giusto ordine, dando il giusto significato agli elementi che incontrano. Quindi, se pensate che la parte tecnica della SEO sia divertente, provate a soddisfare tutti questi requisiti su ogni pagina del sito web che realizzate…

La sovrapposizione tra Accessibilità e SEO

Ora, è abbastanza importante capire dove l’ottimizzazione SEO si sovrappone con l’ottimizzazione per lo screen reader, perché non è che coincidano in tutto e per tutto: voglio dire, se tu hai ottimizzato la pagina per lo screen reader, non è detto sia anche ottimizzata SEO – e viceversa.

Karl Groves, un esperto di accessibilità web ha parlato recentemente dell’accessibilità e del mito della SEO: Groves spiega che l’ottimizzazione dell’accessibilità va ben oltre l’ottimizzazione per i non vedenti e, nel complesso, è molto più complicata rispetto all’ottimizzazione in page per i motori di ricerca.

Ma nonostante non vi sia una piena sovrapposizione, se si capisce dove sta questa sovrapposizione degli elementi, è possibile ottimizzare con successo entrambi SEO ed accessibilità

Ecco una serie di elementi in cui SEO e accessibilità vengono ottimizzati allo stesso modo:

  • Trascrizione dei video
  • Sottotitoli nelle immagini
  • Attributi ALT per le immagini
  • L’uso corretto del meta tag Title
  • L’uso dei tag di intestazione ben strutturati (H1,H2,H3…)
  • Testo del link (link anchor text)
  • Sitemap nel sito, indice e utilizzo dei breadcrump nelle pagine del sito
  • Dimensione, colore e contrasto del testo
  • HTML semantico

Se date un’occhiata poi alle Linee guida per l’accessibilità dei contenuto del W3C vedrete che ci sono un sacco di elementi di cui tener conto, molti di più di quelli che guardiamo quando ci limitiamo ad una semplice ottimizzazione SEO

Ottimizzare per l’accessibilità o per la SEO?

Molto probabilmente, se state ottimizzando un sito per l’accessibilità, state coprendo la maggior parte dei requisiti che servono per ottimizzare quel sito SEO. Ma non sempre funziona al contrario, a seconda di quale tecniche SEO si intraprendono.

Il sito Converse ha inserito l'alt text correttamente

Pensiamo ad uno screen reader che arriva sulla pagina delle scarpe da donna Chuck Taylor della All Star e si trova l’alt text “Women’s black Chuck Taylor All-Stars buy Chucks online women’s chuck taylors all-stars for sale.” (ovvero, alla lettera: “All Star da donna nere Chuck Taylor compra Chuck online chuck taylor  da donna all-star in vendita”). Non è il massimo vero?

Oppure confronta questo titolo di pagina con quello che hai in testa per la SEO e l’accessibilità: “Calcola il rimborso delle imposte” con “Calcolatore di tasse online | dichiarazione dei redditi | Stima le imposte rese | Tasse rimborsate”.

Immagina di aver incontrato questa pagina e di essere un cieco: quale dei due descrive meglio la pagina incontrata?

Mentre è utile ed interessante conoscere che l’ottimizzazione SEO influirà sullo screen reader di un non vedente, è importante capire che i due argomenti (la SEO e l’accessibilità) sono due mondi molto grandi e molto complessi, con alcuni ambiti di sovrapposizione, e che la semplice ottimizzazione SEO non basta però a far capire al disabile con chiarezza il contenuto di quella pagina.

 

[Mashable ha dedicato il primo di una serie di articoli per parlare del tema Accessibilità e SEO, dal quale ho preso spunto per trattare lo stesso argomento]

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Accessibilità e SEO: mondi diversi che si sovrappongono ultima modifica: 2016-03-31T07:14:26+00:00 da Giovanni Fracasso


 

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