agcom

L'Autorità Garante per le Comunicazione, nella persona del Presidente Corrado Calabrò, ha presentato al Parlamento italiano un quadro disastroso per l'utilizzo del web, delle nuove tecnologie e delle condizioni strutturali della rete internet italiana.

Un popolo "tutto Facebook e pirateria" nella sostanza.
Una copertura strutturale della banda larga da terzo mondo che non sta crescendo e non prevede di crescere sostanzialmente nel prossimo futuro.

Insomma, mezzi e contenuti allo sbando.

La colpa giustamente viene imputata al governo e alla Telecom, rei di non andare nella stessa direzione e di non avere un piano preciso.

Poi insiste nella sua folle idea che anche i top player del web (es. Google) contribuiscano alla rete. Il che ovviamente, se ci fosse del buon senso, non sarebbe neppure una opzione valutabile. Google paga l'accesso alla rete, la banda che consuma, in entrata e in uscita dove cono i suoi server. L'accesso alla rete non è gratuito per Google: cosa dovrebbe fare un sito, sulla base di questo principio? Pagare un dazio extra ad ogni stato in base al numero di visitatori di quello stato? Cosa sarebbe, una tassa doganale sull'utilizzo dei contenuti?

Vabbeh, lasciando perdere la sua battaglia, aggiunge un altro dato interessante: 12 milioni di italiani navigano via telefono e il valore del mercato mobile italiano ha superato nel 2010 il miliardo di euro. Di qui l'allarme: le reti mobili saranno a breve intasate se non saranno assegnate nuove frequenze. Ma non ci sono quelle dei canali analogici da assegnare? Che cosa si aspetta? il collasso?

Primi al mondo per la diffusione del social network Facebook, al pari del Brasile, con 20 milioni di utenti.
Peccato che poi sia la TV il mezzo da cui prevengono le notizie per il 90%; il 61% quotidiani. Internet ha solo un 20% di affezionati che la usano per informarsi.

Questo, assieme alla pochezza strutturale del sistema è forse il dato più brutto (per il paese) che emerge: abbiamo bisogno che la gente spenga la tiv acceda il web per stare connessi con il mondo e non solo per il cazzeggio su Facebook ma anche per informarsi da Facebook e da tutto il mondo delle news che con pochi click possono arrivarti sullo schermo in basa ai tuoi interessi.

Ma la Tv non fa informazione in tal senso - anzi, fa killeraggio come l'ultima puntata di Report dedicata al web: perchè darsi la zappa sui piedi e perdere il "controllo" sulle masse quando sei determinante nella loro quotidianità?

Parlando di pirateria Calabrò denuncia ovviamente la sua enorme diffusione: Agcom usa ovviamente questo dato per far passare la delibera che mira a sequestrare con estrema facilità i siti che sono coinvolti in qualche modo nello scambio dei materiale protetto da copyright. Come spiega a Repubblica Fulvio Sarzana, avvocato esperto di internet e tra i promotori della campagna. "Si legge che Agcom si riserva il diritto di sequestrare (cioè di impedirvi l'accesso agli utenti italiani) siti prevalentemente adibiti alla violazione del copyright o i cui server sono posti all'estero. Come si vede, con quella congiunzione "o" si apre un mondo". "Qualunque cosa connessa al diritto d'autore e posta all'estero può finire nel mirino dell'Authority, che deciderebbe il sequestro in autonomia, senza passare dall'autorità giudiziaria. E' una cosa inaudita nei Paesi democratici. Ed è incostituzionale", aggiunge Sarzana. "Addirittura si legge in delibera che nelle intenzioni dell'Authority questo sistema di sequestro dovrebbe diventare automatico".

Fonte notizia: Repubblica