Oggi parliamo di cultura. Parliamo di arte. E parliamo di innovazione.

Parliamo di Alma Artis Academy, la nuova Accademia di Belle Arti in Pisa (la sede è in via di definizione).

E ne parliamo prima degli altri. Perché ci piace la formazione accademica che pensa in modo innovativo all'evoluzione delle professioni del web.

È infatti ormai prossima l’apertura dell’Accademia privata di Belle Arti Alma Artis Academy, che nasce con l’intento di formare una nuova generazione di artisti che nel rispetto delle arti tradizionali cerca nuove forme espressive sfruttando le nuove tecnologie visive e di comunicazione.

Il grande problema della formazione universitaria, quando si parla di web, è che “rincorre”, e, spesso, rincorre con un bel ritardo, rispetto a quello che accade ogni giorno nel world wilde web.
Ci troviamo così con artisti che vengono formati con visioni e capacità che andavano bene fino a quando non esistevano i computer e che di fronte al mondo digitale non sanno cosa fare (e questo pregiudica la loro entrata nel mondo del lavoro). O che non sono così iperspecializzati da poter affrontare un progetto di sviluppo web e digitale all’interno di un team.

Alma artis academy - corrado corradini

Alma Artis Academy vuole colmare questo gap. Un’idea e una visione di cui il mondo della grafica, della scrittura e dello sviluppo digitale che lavora e produce fatturato ha bisogno.
E ne parliamo con il professore di marketing Corrado Corradini, una delle anime e menti del nuovo progetto.

In breve…che cos’è questo progetto?

Partiamo dal nome. Un nome preso dal latino, dal grande significato: “l’accademia dell’anima dell’arte”. L’Accademia è formata da un unico Dipartimento per la Progettazione e Arti Applicate, con una sola scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte e si propone di avviare gli studenti verso il mondo della realtà digitale/virtuale e dell’utilizzo intensivo della rete.

L’accademia propone una serie di percorsi formativi per soddisfare la richiesta sempre più pressante di realizzare nuove forme espressive ma anche di saperle comunicare al mondo per mezzo di Internet. Per questo motivo un indirizzo è dedicato esclusivamente alla Net Art Internet of Things, cioè alla possibilità di creare percorsi multimediali in rete per far conosce le opere ma anche e soprattutto per fare in modo che lo strumento utilizzato sia l’opera d’arte.

Su cosa verteranno gli studi, quale il percorso formativo?

Il programma di studi si basa su alcuni capisaldi di creatività: la parola, il segno ed il colore.

La parola, quando si parla di web, è alla base del marketing contenutistico, dell’architettura dell’informazione, del dialogo…Come si interpreta questo nella vostra Accademia?

La parola come mezzo espressivo da studiare in tutte le sue forme per arrivare a capire che l’uso nella comunicazione e nella pubblicità determina il successo delle campagne in tempi molto brevi. La parola intesa come simbolo che racchiude la potenza del suono, come magia fonetica che attira e seduce.

La parola non solo come suono ma anche come veicolo di valori per il web. L’uso delle parole per riuscire in poche battute a sintetizzare concetti complessi che rappresentano prodotti, aziende, programmi e attività a sfondo etico. La parola come chiave di apertura dell’inconscio individuale per spostare il centro di interesse e suscitare attrazione.

Il segno, quando lo associo all’arte, viene di solito abbinato alla pittura, al disegno. Quando diventa tecnologie e digitale, dove va a finire?

Il segno non è solo come grafica ma anche campo e spazio che separa ciò che non ci interessa da ciò che ci interessa e piace. Il segno come sintesi che associato alla parola crea un mondo nuovo di concetti adatti alle nuove forme di comunicazione, dalle icone ai campi grafici dei siti web, stimolando la curiosità e l’attenzione.

Ci resta il colore. Di solito, su un progetto digitale in campo business, diventa il colore che piace al proprietario o allo sviluppatore. Qui, immagino, sia anche molto altro…

Il colore come massima espressione della creatività collegato agli stati d’animo e alle emozioni e sensazioni. Lo studio del colore e la sua applicazione cromatologica soprattutto in ambito web per facilitare la scelta e generare sufficiente attrazione verso l’utente.

Alma Artis Academy si propone di formare un nuovo modello di artista che non pensa solo alla sua opera d’arte ma che partecipa e rende partecipi gli altri alla sua creazione utilizzando tutte le tecnologie disponibili generando interattività.

Accanto a questo indirizzo si affianca quello della ricerca artistica o Artistic research, un artista che sa coniugare la ricerca con le tendenze in atto e che trovi nuove forme estetiche per la moda, il design, la grafica web, le performace musicali ed altro, un artista che riesce a comunicare utilizzando i materiali più svariati con i linguaggi espressivi più innovativi.

Se dovesse scegliere una nota caratterizzante di Alma Artis Academy, quale sarebbe?

Citerei una novità assoluta, ovvero l’introduzione dei temi collegati alla valorizzazione dei beni culturali per mezzo del Web, una nuova cultura della promozione delle opere d’arte e dei luoghi in cui sono conservate. Questo indirizzo è in stretto contatto con la Net Art per uno scambio proficuo di idee e tecniche e tecnologie innovative per il rilancio di una economia turistica alla ricerca di bellezze e ambienti ricchi di storia e fascino.

Altri indirizzi che potrebbero fare la differenza per chi sceglie la vostra Accademia?

Esistono poi altri indirizzi come la fotografia, presente anche come materia di supporto agli altri indirizzi, ma soprattutto il Multimedia che si è imposto come nuovo modello di comunicazione e di arte. Un settore sempre più in espansione dove gli artisti possono misurarsi con temi e percorsi che possono esser visti in simultanea da milioni di persone per mezzo dei Social Media.

La multimedialità necessita di altri percorsi paralleli come il graphic design e il sound design che completano l’offerta dei percorsi formativi, ma tutte queste proposte poggiano su una filosofia che tocca tutte le attività dell’Accademia: il rapporto tra arte e scienza.

Bell’argomento la scienza, quando si parla di arte e tecnologie digitali.

Certo, ma la scienza che non va confusa con tecnologia ma come ambito di immaginazione dello spazio e del tempo in cui le forze controllate da leggi universali modellano la nostra vita quotidiana come la legge di gravità, la legge di causa effetto o la forza dell’attrito. Mentre lo scienziato deve necessariamente dimostrare per mezzo della prova empirica o della simulazione matematica, l’artista può immaginare e descrive spazi e tempi apparentemente illogici e irrazionali.

Da questo rapporto possono nascere nuovi orizzonti e panorami su cui impostare un’arte tutta ancora da scoprire e stimolare lo scienziato ad abbandonare la rigida divisa dell’empirico e provare ad immaginare soluzioni nuove e rivoluzionarie.

Se volete saperne di più: www.almaartis.it