Amin El Fadil è uno a cui piacciono le cose pulite: le vie brevi per raggiungere risultati non le ama. Attivo nel mondo del Web Marketing dal 2005,  attualmente Amin  è attivo come consulente SEO a Modena e gestisce in proprio community personali.

Amin El Fadil consulente SEO

Domanda
1. La maggior parte delle aziende che negli ultimi 10-15 anni si è dotata del sito web istituzionale, raramente ha orientato il lavoro fatto alla “rintracciabilità” del sito in base ai servizi/prodotti offerti: in troppi si sono limitati al semplice sito statico di presentazione istituzionale, salvo poi lamentarsi che da internet non sono mai arrivati contatti. O troppo pochi. Quale, secondo te, il cambio culturale che devono affrontare queste aziende prima di contattare un consulente SEO?

Risposta
1. Gli imprenditori devono capire che il web che per emergere è necessario differenziarsi dalla concorrenza, sia a livello comunicativo che di servizi. Il seo non è un prestigiatore che con un paio di trucchi e tecniche ben applicate ti porta in cima.

Sul web si arriva con una strategia che metta in luce i punti di forza dell'azienda rispetto ai concorrenti, vedo in troppi settori aziende che nei loro siti si promuovono con gli STESSI identici messaggi: noi offriamo qualità, convenienza, ottimo servizio, bla bla bla...differenziatevi, non presentatevi con le solite banalità! Cosa vi rende REALMENTE differenti?

Se avessi la possibilità di mandare un messaggio agli imprenditori che desiderano affacciarsi sul web gli direi questo:
"Caro imprenditore che stai cercando un consulente per promuovere il tuo progetto, ho un messaggio per te: tocca a te mettere la carne sul fuoco. Come consulente posso cuocertela a puntino, insaporirla come si deve con le giuste spezie, impiattarla bene e nelle giuste porzioni, ma sta a te mettere la materia prima. Non posso fare il tuo lavoro; posso solo presentarlo e renderlo visibile nel migliore dei modi. Ora che sai questo, come intendi intervenire per portare un cambiamento nella tua impresa?".

2. Il marketing su web non è più un terreno da pionieri come negli anni ’90: oggi è un canale di promozione, di vendita e commerciale importante dove ci sono grossi player con grandi investimenti. La piccola e media azienda rischia di essere tagliata fuori? O si può fare SEO anche con piccoli budget? Come?

2. Io credo che il web sia un luogo meritocratico, se tiri fuori la qualità e ti focalizzi sulle esigenze dei potenziali clienti i risultati presto o tardi arrivano.

Ho riscontrato che in vari settori i big player considerano la seo uno strumento di promozione secondario rispetto ai canali di marketing paid (principalmente Adwords e pubbliredazionali). Questa "trascuratezza" dà alle PMI la possibilità di potersi ritagliarsi uno spazio fra i giganti, quando non di competere ad armi quasi pari, nei (purtroppo) rari casi in cui oltre al budget, c'è disponibilità da parte del cliente sia di lasciare carta bianca al seo che di mettersi d'impegno in prima persona nel migliorare la visibilità online del proprio progetto web.

Spesso le grandi aziende sono - per via delle loro dimensioni - lente nell' afferrare nuove opportunità e i trend del momento. Le PMI devono sfruttare l'"agilità" insita nelle loro dimensioni contenute e agire là dove il "big" non può intervenire.

Una cosa che consiglio da subito ai miei clienti è di portare imprenditore e staff a diventare "brand ambassador" dell'azienda, tramite interviste, partecipazione a forum e gruppi di settore, attività di digital pr etc.

Come detto sopra è fondamentale che il cliente metta "la carne sul fuoco", ovvero idee solide e la conoscenza del mercato e delle esigenze dei potenziali clienti che solo lui può avere. Più il cliente riesce a mettere concretezza nel progetto, e più il seo ha margini di manovra per portare la "qualità messa in campo" in visibilità organica per il brand.

3. Spesso arrivano proposte aggressive alle aziende da parte di aziende che propongono pacchetti pronti di attività SEO pubblicizzando risultati sicuri a prezzi relativamente bassi (la vostra azienda prima su Google etc..). C’è da fidarsi? Ovvero: quali sono i parametri con cui un’azienda dovrebbe valutare l’affidabilità di consulenti SEO o agenzie che si occupano di posizionamento, per non incorrere in fregature colossali?

3. E' veramente difficile valutare a "prima occhiata" la competenza/esperienza di un seo o una web agency. Anche una lista di esperienze o case history potrebbe non essere sufficiente o addirittura fuorviante, ovvero quando un cliente viene inserito nel portfolio senza specificare dettagliamente cosa si è fatto per quel cliente e con quali tempistiche.

Una cosa comunque è certa: la Seo per sua natura non può essere un'attività low cost, perchè si compone di una serie di task complessi che hanno lo scopo di influenzare algoritmi di cui non si conoscono pienamente le logiche. E' importante capire che non si può garantire il posizionamento, e chiunque faccia promesse a tale proposito è da considerarsi un ciarlatano.

Un seo serio a mio parere è colui che nella prima fase di analisi col cliente tira fuori tutte le problematiche e criticità esistenti facendo capire che "ci sarà da lavorare": questa prima fase spesso è quasi traumatica per il cliente che tende a "farla facile" e sarebbe molto più felice di sentire "tranquillo, affida a me il progetto e in pochissimo tempo ti porto primo".

Io sull'esperienza che mi sono fatto sono estremamente franco a questo proposito, e qualora un potenziale cliente mi chiedesse che possibilità ci sono di posizionarsi in breve termine per una key ad alta competizione risponderei con franchezza:  "Vuoi la risposta piacevole o quella sincera?".

4. Meglio puntare su keyword che intercettano più possibili clienti ma più competitive o puntare sulla coda lunga e su query meno competitive e meno costose? Oppure il rischio è che poi manchi un’adeguata conversione? Ovvero: meglio regnare all’inferno o tentare la scalata al paradiso?

4. Va analizzato bene il mercato, solitamente coi miei clienti nella prima fase punto alle long tail e migliorare le conversioni, in modo che possa vedere in un tempo ragionevolmente breve dei risultati concreti, e sulla base di quelli fare un investimento adeguato per poter competere su quelle con maggior traffico.

5. Il lavoro di SEO mira – a definizione scolastica – ad aumentare gli accessi ad un determinato sito. Ma la conversione del contatto in una richiesta di preventivo è qualcosa che esula dall’attività di SEO? O il professionista dovrebbe “trascendere” il campo ristretto dell’ottimizzazione per avere uno sguardo più ampio sul web marketing dell’azienda al fine di ottimizzare gli accessi e le conversioni, con uno sguardo alla redditività o al ritorno? Insomma, cosa dici ai tuoi clienti?

5. Lo scopo ultimo della Seo è portare traffico qualificato dai motori e trasformarlo in potenziali clienti. Per la mia esperienza non è sempre possibile fare questo in un primo momento, ad esempio quando ti trovi di fronte a siti web con gravi problemi a livello di web design e usabilità, e non è previsto a breve termine un budget per un restyle adeguato. O peggio, quando il cliente si oppone alla necessità di dover fare cambiamenti.
Ad ogni modo, supponendo che ci sia il budget e la disponibilità per fare i miglioramenti di sorta, è compito del seo identificare le aree di miglioramento, e in collaborazione con altre figure (copy, web designer ed esperti di usabilità) operare per portare un miglioramento costante e graduale nelle conversioni.

6. Monitorare il lavoro svolto da un consulente SEO. Spesso si demanda allo stesso consulente – difficilmente le piccole medie aziende, che sono la maggior parte in Italia, vanno da due consulenti, l’esperto SEO e l’analista del lavoro SEO ;) – l’analisi e l’interpretazione dei risultati raggiunti. Qualche consiglio per costruirsi in casa dei framework semplici ed avere dei parametri di valutazione del lavoro svolto – senza per questo penalizzare chi porta avanti un’attività che di regole certe ne ha poche?

6. E' importante offrire dei report che rendano chiaro ed evidente il lavoro svolto, corredandoli con un breve commento. Io solitamente abbino ai report mensili delle mappe mentali divise per step, in modo da aver chiaro ed evidente il lavoro svolto e da svolgere e avere una correlazione chiara ed evidente fra ciò che si fa e i risultati che si ottengono dalle azioni svolte.
In questo modo il cliente ha da una parte un'idea chiara del lavoro che si sta facendo e ha anche una percezione maggiore della complessità del lavoro di ottimizzazione, cosa che ritengo molto importante.

7. Domanda libera. Una cosa che ritieni sia importante da dire ad un imprenditore in ambito ottimizzazione per i motori di ricerca. Un pensiero con cui lasciarli.

7. Ribadirei più volte il concetto di "differenziarsi" e mettere "carne sul fuoco" che ho descritto sopra, a mio parere PRIORITARIO rispetto a qualsiasi strategia o canale di promozione.
Un'azienda con un forte posizionamento nella mente dei suoi clienti sarà molto facilitata nel posizionamento dei motori.
Perchè ricordiamolo, Google è sì regolato da algoritmi, ma viene usato da esseri umani.