Analisi del sito web per ottimizzarlo (prima e a prescindere dalla SEO)

Analisi del sito web per ottimizzarlo (prima e a prescindere dalla SEO)

L’analisi del sito web prima di iniziare a lavorarci è sottovalutata.

Va di moda la SEO, è palese.
D’altronde, in una parola, esoterica quanto basta e tecnica oltremisura, si racchiude ogni speranza di far funzionare il proprio business online.
Purtroppo non è sempre la SEO la risposta. O, meglio, non sempre la SEO è la strategia di marketing di cui si ha bisogno. Meglio ancora: prima della SEO, spesso, ci sono un sacco di cose che devono essere prese in esame.

Lo dico con un esempio facile: se hai 1000 accessi al mese sul tuo sito e nessuna richiesta di contatto, prima di lavorare per avere 1000 accessi al giorno, pensiamo al perché nessuno di quei 1000 ti contatta o acquista.

Il primo lavoro, in concreto, è quello di capire come si può migliorare la conversione sul proprio sito. Come aumentare i contatti dei visitatori, come aumentare le vendite, le richieste di informazioni in chat, le iscrizioni al proprio canale social…insomma, quale sia l’obiettivo che si sia posto il sito web, il primo passo è quello di cercare di capire in che direzione muoversi.

Un momento…forse c’è ancora qualcosa prima: assicurarsi che il proprio sito web espliciti una di queste necessità. Voglio dire: magari vi aspettate email di contatto, ma da nessuna parte, sul vostro sito, avete creato delle “chiamate all’azione” per invitare i visitatori a compiere le azioni desiderate, in questo caso, inviare un’email.

Ecco alcune cose (è una lista di priorità, non esaustiva) che io guarderei prima di impegnarsi sull’attività di ottimizzazione del sito web.

Il primo passo: palesare la richiesta d’azione…e renderla efficace.

Sembrerà idiota, ma fatta esclusione per gli ecommerce, non sapete quante volte mi trovi di fronte clienti che si lamentano delle basse conversioni al sito…senza avere inserito nessuna “call to action” all’interno delle pagine. Voglio dire: un’indirizzo email specificato sul footer del sito non basta. Un form e un’email in bella vista dove invitate il visitatore a contattarvi per approfondire il discorso, per avere un preventivo o per risolvere i suoi dubbi, già vi fa fare un passo in avanti in questa direzione.
Anche il pulsante “compra” di un ecommerce è una “call to action” ma nell’apatia generale, data da tutti i pulsanti “compra” di tutti gli ecommerce del mondo, se riuscite a dare una marcia in più a quel pulsante…meglio.

Tanto più bravi siete a gestire le “call to action” nelle giuste posizione, con le parole giuste per invogliare il vostro visitatore, tanto maggiori saranno i risultati quando, con la corretta attività di SEO, si andrà ad aumentare il traffico “interessato” a quelle pagine.

Siamo all’interno dell’ambito “landing page” e ho affrontato il tema di come migliorarla in questo articolo. Ovviamente l’argomento può adattarsi a qualunque pagina del sito abbia una qualche forma di necessità di una risposta da parte degli utenti.

Quindi: prima si inseriscono le “call to action”, poi si cerca di ottimizzarle per aumentare le conversioni.

Il secondo passo: chiedersi se si presenta la cosa giusta

Ok, le call to action sono inserire. Ma il focus delle pagine è corretto? Sto presentando in modo corretto il prodotto o il servizio? Mi sto dilungando troppo? Sono troppo sintetico? Metto l’accento sul giusto focus per stimolare l’interesse delle persone che arrivano su quella pagina?

Entriamo nel discorso dei contenuti, insomma, e di quanto riescono a soddisfare il bisogno del navigatore. C’entra con le quei sui motori di ricerca che li hanno portati lì, certamente (se cerco “preventivo sito ecommerce” e arrivo in una pagina che ti spiega come realizzarlo, qualcosa sto sbagliando) ma sopratutto c’entra con la capacitò di catturare l’interesse per il servizio che vogliamo vendere. Risultiamo degli esperti? Delle persone affidabili? Il nostro ecommerce offre al cliente quello che si aspetta?

Non è sempre facile indovinare questo punto e dovrebbe essere un cruccio continuo, che dovrebbe portare a migliorare giorno dopo giorno il mondo in cui quella pagina è fatta, arricchendo, approfondendo, togliendo cose inutili…d’altronde nessuno nasce con questa “scienza” infusa e, come tutte le cose su web, la strada principale è una: provare.

Il terzo passo: chiedersi cosa vede il cliente.

Sei sicuro che il tuo sito web sia ottimizzato per tutti i dispositivi e tutti i browser? Capita spesso che siti studiati alla perfezione su desktop su mobile – per quanto siano responsive e mobile – offrano un’esperienza utente terribile. Perché non basta fare il sito “mobile friendly” per Google. Abbiamo fatto tutti i pensieri del caso, inerenti alla conversione, sul sito desktop. Poi su mobile sì, si vede bene, ma prima che qualcuno compili il form, ci chiami o clicchi sul pulsante acquisto ce ne vuole… Voglio dire: non dare nulla per scontato aiuta. E quello che dico relativamente alle differenze tra mobile e desktop, andrebbe verificato per i vari browser, perché non è detto che tutti renderizzino alla stessa maniera e senza errori.
Realizzare il sito web non è una cosa di qualche ora e le analisi andrebbero fatte prima di realizzarlo, durante la realizzazione e anche dopo averlo realizzato, cercando di mettere sub iudice ogni scelta grafica e strutturale. Tutto concorre al funzionamento del sito ai fini della conversione, architettura dell’informazione, impaginazione e disposizione degli elementi. La posizione degli elementi sulla pagina è determinante, così come la grafica, le parole utilizzate per introdurli o svilupparli, cosa succede quando ci clicco sopra o quando vengo attratto dall’elemento che sta sotto.
State dicendo che ci vuole un esperto anche solo per pensare al sito web? Certo. E cosa credete, che sia un gioco vendere o avere contatti su web?

Poi meglio testare (il quarto passo)

Una volta che credete di essere apposto (usabilità, esperienza utente, contenuti, call to action, immagini giuste, posizionamento degli elementi, navigabilità del sito, architettura e funzioni e tutto il resto) non vi resta che testare. Voglio dire: quanto costa fare una piccola campagna AdWords per cominciare a portare utenti e capire se il sito fa quello per cui l’avete pensato? 50 o 100 euro senza svenarvi? (ovviamente qualche spicciolo in più fornisce più dati e più dati si hanno meglio è).
Quello che voglio dire: PRIMA di cominciare  produrre contenuti come se non ci fosse un domani, cominciare un’attività relazionale per avere link in entrata, prima dei gusti post, e di tutto quello che può concernere, in qualche modo, l’ottimizzazione SEO e portare più utenti al sito, testiamolo.

Se non funziona? Dovete rimettere tutto in discussione.

Ci sono altre cose che dovrebbero essere analizzate secondo voi PRIMA di cominciare a spendere soldi – tempo – energie con l’attività di SEO?

 

 

 

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Analisi del sito web per ottimizzarlo (prima e a prescindere dalla SEO) ultima modifica: 2015-10-22T07:47:29+00:00 da Giovanni Fracasso


 

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