Aumentare il fatturato della tua azienda. Un mantra. Un imperativo. E il consulente SEO, il consulente Ecommerce, l'inbound marketing o quello che vuoi... ti può aiutare. O no?

Se leggo le presentazioni, le pubblicità, i post dei blog e se mi baso sulla comunicazione che, in generale, noi professionisti del web (dove la parola "professionisti" non sta lì ad indicare un albo o uno status specifico, ma piuttosto chi di web, in qualche modo, ci vive e ci campa) adottiamo per comunicare con i nostri potenziali clienti primari (proprietari di piccolo o medie aziende, responsabili marketing di aziende medie o grandi e via discorrendo), mi sorprende davvero molto vedere che in Italia ci siano ancora aziende che chiudono e che non ce la fanno.

LA CRISI NON ESISTEREBBE
Ma come, cara azienda in crisi, non vedi la pubblicità su Facebook? E non fai qualche ricerca su web, per scoprire che ci sono un sacco di professionisti che possono aiutarti a vendere di più con il web, portare i tuoi fatturati alle stelle con il web, risolvere i problemi della tua rete commerciale con il web, convertire tutti i visitatori del tuo sito in veri clienti paganti e aumentare a dismisura i visitatori al tuo sito internet, facendo in modo che vi arrivino solo persone con capacità di spesa?

Slogan o articoli ragionati che ti spiegano passo passo come fare, infografiche illuminanti sugli errori che stai commettendo e che non ti fanno trovare clienti online, video che dimostrano come tecniche di attrazione di visitatori al sito sono la base per l'aumento del fatturato...

Se devo basarmi sulle decine di messaggi che ogni giorno mi arrivano via email, via Facebook, Twitter o altro* in Italia puoi fallire solamente perché non ha mai ostinatamente voluto chiamare un consulente WebQualcosa o un WebCoso per costruire la tua rete commerciale all'estero, convertire visitatori in clienti, usare i social per far diventare famosa la tua azienda produttrice conto terzi di bulloni o tutte le altre buone pratiche che le pubblicità mi promettono.

[* ehi ragazzi, comunicazione di servizio: qualcuno, qui, sta sbagliando qualcosa se continuano ad arrivare a me proposte di cambiare la mia azienda con l'inbound marketing o se mi arrivano email dove mi si propongono consulenze SEO per attrarre moltitudini di visitatori che sbavano dalla voglia di leggere quello che scrivo sul mio sito]

COLPEVOLE!
Sì, sono COLPEVOLE, lo faccio anche io.
O per lo meno, nei titoli, spesso lo faccio.
Così come lo faccio per i miei clienti, qualsiasi sia il loro prodotto: una comunicazione orientata al problem solving del prospect (che, detta in italiano, diventa "una comunicazione che promette al tuo potenziale cliente di aiutare a risolvere i problemi o a generare opportunità").
Poi, sarà perché ho quell'innato senso, un po' veneto e provinciale, di non voler sembrare più di quel che sono o per l'educazione penitente e cattolica che ho avuto fin da piccolo, non sempre riesco a spingere sull'acceleratore e, va a finire, che dopo l'ipotesi di grandi promesse, abbasso il tiro e comincio a mettere paletti. No, tu per l'inbound è inutile che spendi, Ma guarda che vendere con un ecommerce è difficile e devi essere convinto... e via discorrendo, discorsi da chi il cliente poi lo perde ma che mi fanno sentire meglio con la mia coscienza.

QUINDI PERCHÉ ESISTE LA CRISI?
La domanda vera a questo punto diventa: perché, vista questa grande quantità di professionisti esperti nei vari ambiti del web che operano per aumentare fatturati, clienti e vendite, ci sono ancora aziende che falliscono, che licenziano, che vanno male?
Proviamo ad immaginare una casistica di sventure che possono essere capitate a queste aziende.

Ecco le 4 casistiche per cui un'azienda va male e non approfitta dal grande miracolo promesso da internet.

  1. Hanno visto la pubblicità di un consulente o professionista del web ma non hanno chiamato. Eh, ragazzi, non ci possiamo far nulla: se a fronte di cotali promesse c'è chi ancora si ostina a girare la testa dall'altra parte, mica i WebCosi possono salvare il mondo!
  2. Hanno chiamato gli esperti del web quando era troppo tardi. Eh... è come andare dal dottore quando hai un piede nella fossa, è difficile che possa salvarti. Adios!
  3. Hanno contattato ma hanno voluto spendere troppo poco. Ovviamente, nella maggior parte di casi - ma non tu mio fedele lettore che hai un'etica di ferro - anche se il budget non è sufficiente per raggiungere gli ambiziosi progetti che le aziende si pongono, ci si prova comunque. Non servirà ad un cazzo ma visto che ci credo poco nel web, continuo a spendere i miei 200 mila euro per le fiere ma lì, sul web ce ne metto 5-10 mila, vediamo come va, quanto vuoi che costi. Per il WebEsperto cambia poco, la fattura è staccata e l'impegno minimo.
  4. Sono andati dal WebCugino. La colpa è sicuramente dell'incompetenza di chi li ha seguiti. Sono andati dall'amico, dal cugino o dal ragazzo sotto casa ed è ovvio che le cose non vadano bene. Se non sei WebCoso certificato dalla comunità dei WebCosi è ovvio che le cose vadano male. Come andare dal giusto professionista può far crescere il tuo fatturato, ecco che, andare da quello sbagliato, risulta anche controproducente e si scagliano sull'azienda che lo fa le 118 piaghe dell'Egitto moderno.

MA DAVVERO IL WEB HA QUESTO POTERE?
Non ho mai pensato che il web abbia il potere di convertire clienti a prescindere dalle condizioni dell'azienda, dal tipo di prodotto, dal suo posizionamento e altre mille variabili. Ci sono casi, rari assai rispetto alla complessità del reale, in cui una buona campagna e un buon lavoro su web hanno creato le condizioni ottimali per il successo o la crescita di un'azienda. Quando dico rari, mi riferisco ad una rarità di casi rispetto alla grande quantità di aziende che hanno il social media qualcosa, il seo esperto, il web pro...

Oddio, resto convinto che "costruire una rete commerciale all'estero senza muoversi dal proprio ufficio" non sia una promessa strampalata o irrealizzabile, ma ci vogliono una serie di condizioni che - giocoforza - devono andare al di là del web. Dalla capacità imprenditoriale e visione aziendale di chi si occupa della cosa, per passare dal prodotto e, tra le mille variabili a cui pensare, anche ad un po' di fortuna.

False promesse quindi?
Non so, magari molti miei colleghi ne sono pure convinti. Titoli un po' tirati? Sicuramente.

Ma fidatevi, quando pensate alla vostra azienda non partite mai dall'idea che il web abbia il potere di cambiare il mondo. Il che non significa che dovete aumentare il budget che destinate ad internet (sopratutto se siete miei clienti o avete intenzione di diventarlo) ma che dovete essere consci che questa, come molto altre azioni, non può che essere una stampella, complementare ad una visione organica e ad un'azione complessiva.

TUTTO CHIARO NO? SE NON CHE...
Sembrerebbe un discorso che ha senso, vero?
Occhio ragazzi, che quando vi avvicinate a noi pubblicitari dovete capire quali sono le reali potenzialità dei mezzi che vi offriamo.
Se non che, mi sembra che stiamo guardando il dito che indica la luna.
Perché?
Perché la aziende che utilizzano professionisti del web, gente che sa fare SEO per davvero senza prenderti per il culo, gente che gestisce i social utilizzando le dinamiche che essi sottendono, persone che sanno pensare alla giusta architettura dell'informazione del sito e via discorrendo... sono POCHE.

SEMPRE LE STESSE LOGICHE
Per quanto mirabolanti siano le nostre promesse, il problema di fondo è che non lo capite: il web può davvero aiutarvi a vendere di più, internet può aiutarti ad aumentare il fatturato della tua azienda,  i social media possono davvero aiutare anche il terzista di bulloni a trovare nuovi clienti, l'inbound marketing può aiutare davvero le aziende a crescere in modo armonico e a cambiare l'approccio al loro commerciale... Insomma, la dinamica mi sembra bidirezionale: da un lato il web non è la l'origine di ogni bene, ma voi imprenditori...o cazzo se non lo "scagate" alla grande...

Sì, magari tu - imprenditore che leggi - sei quello illuminato, quello che spende per le fiere o per i cataloghi lo stesso importo che destina al web. Ma sei una mosca bianca, in un panorama di mosconi che stanno continuando a gironzolare sempre attorno ai soliti vecchi mucchi di letame lasciati sul campo.

IL WEB NON TI SALVERA'...MA....
Questa disparità tra i budget destinati alla comunicazione all'interno dell'azienda è abissale nella maggior parte delle piccole e medie aziende. Qui il problema non è che chi si occupa di web, per farsi notare, sta alzando l'asticella della promessa. E' che per quanto la alzi, questo grido da mercato rimane troppo spesso inascoltato. La soluzione non sembra essere quella di consigliare ai comunicatori di comunicare più soft. La soluzione è aspettare, perché se è vero che il web non ti salverà dalla crisi, non usare il web oggi può contribuire ed essere uno dei fattori mancanti che possono portare verso l'insuccesso un'attività imprenditoriale. E alla fine, ma tanto alla fine, i player con i quali ci si confronterà sul mercato da un lato saranno preparati e capaci (WebCosi) e, dall'altro, con la capacità di accogliere strategie e comprendere nuovi scenari (aziende committenti).

O yeah!

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