Internet non sempre è la risposta. Non sempre l’investimento su web è prioritario rispetto ad una fiera. Ma anche all’interno del web, non sempre gli stessi strumenti vanno bene per tutti. Da queste pagine spesso insistiamo sull’importanza del marketing contenutistico e di un blog.
Ma anche un blog non sempre è la risposta.

consulente SEO

Proporre a tutti i tuoi clienti, indistintamente, di diventare un produttore di contenuti e di avere un blog per lavorare sulla SEO e sulla reputazione, è un errore strategico. Si deve valutare caso per caso. Con un’analisi del business e delle sue dinamiche.
La pensa così anche Isla McKetta , coprywiting e contributor di Moz che su questo articolo - che riporto un po’ reinterpretato - esplode il suo punto di vista.

Il tuo business deve avere un blog
Un blog aiuta la tua SEO
Non stai ancora bloggando?

Ascoltando certi esperti il blog è la soluzione a tutti i mali della tua strategia di webmarketing.
Il blog incrementerà il tuo traffico, espanderà il tuo pubblico, migliorerà il tuo engagment, potenzierà la tua autorità e ti permetterà di condividere da tuo spazio personale, la tua visione del mondo, la filosofia, la mission del tuo business.
E, in effetti, il blog è visto come una specie di panacea in grado di farti trovare la sposa perfetta, curare il raffreddore e trasformare i contatti in oro.
Quindi, mentre non si depreca l’utilizzo di un buon blog nel giusto sito (e ci mancherebbe, in generale è difficile negarne l’utilità), la realtà è che non sempre la risposta è giusta per tutti quelli che fanno la domanda.

Quando un blog non è necessariamente la giusta forma di content marketing?

Se ti stai chiedendo dove rivolgere le energie per potenziare il tuo webmarketing, il blog è veramente un investimento giusto. Ma vediamo alcuni casi i cui il blog sarebbero una pessima idea - o semplicemente inutili.

1- Quando possiedi il tuo mercato

Johnson & Johnson, Amazon, Google…queste compagnie hanno già catturato il cuore e la mente di così tanti consumatori che i loro nomi sono già sinonimi dei loro prodotti. Questi sono casi in cui il blog dell’azienda potrebbe fornire solo contributi molto marginali.

Traffico

Dovrebbe essere preoccupata la Johnson & Johnson del traffico sul suo sito quando il nome di alcuni suoi prodotti sono in tutte le cassette per medicinali? Certo, producono infografiche , ma non è un blog nel senso stretto in cui intendiamo quando parliamo di blog aziendali.

Raggiungimento del pubblico (audience reach)

Comprare qualcosa online, dai libri alle borse porta animali? Non c’è bisogno di un blog per far saltare fuori Amazon, che è così integrato nella storia di internet che probabilmente ti farebbe strano non pensare che se ne hai bisogno e copri su Amazon in due o tre giorni li avrai a casa.

Coinvolgimento (engagment)

Il principale obiettivo di engagment, quando Oprah e Tyra hanno cominciato a parlare di un negozio come Tarzhay e gli acquirenti hanno cominciato ad essere fedeli, è stato aggiungere marchi ai prezzi scontati. Non era importante che la maggior parte dei loro prodotti non fosse disponibile sul sito web, ma non hanno bisogno di un blog pe spiegarlo e avere la fila di clienti fuori dalla porta.

Autorità

E Google…certo che hanno un blog, ma Google è così tanto autorevole nel campo delle ricerche che la maggior parte dei consumatori non ha alcun interesse o non a bisogno del suo blog.

2. Quando hai strumenti migliori per portare i clienti nel tuo funnnel

Il blog è solo una strada per attirare nuovi clienti. Per esempio, posso decidere di non andare nel negozio di alimentare che ho vicino a casa, ma di fare più chilometri per andare in un’altra bottega che trovo più rifornita. E non importa se il negozio vicino a casa ha il più bel blog di sempre, questo non mi farà trovare gli ingredienti che mancano. Ma se mi manda un coupon con un buono sconto, potrei provare ad andarci lo stesso.

Il punto è questo: differenti tipi di business richiedono differenti tattiche per raggiungere i clienti.

Mia mamma, una commercialista in una piccola città che conosce i suoi clienti per nome, non blogga. Va molto meglio con il passaparola e le raccomandazioni dei vicini che non trovare clienti via internet. Se le ricerche a pagamento ti portano 50mila euro in conversione ogni mese e il tuo blog altri 10.000 euro, dai le priorità alle ricerche a pagamento. E se i tuoi clienti condividono le tue offerte via email o sui social network, proponi loro maggiori vantaggi nel continuare a farlo.
Questo non significa che non devi creare un blog. Solo che prima devi capire quali sforzi ti generano la conversione, quindi, i risultati migliori.

3. Quando le cose più interessanti sulla tua attività sono strettamente confidenziali (o molto complicate)

Certo che la CIA ha un blog …ma pubblicano cose più noiose rispetto a quelle che tutti vorremmo sapere da loro. Se lavori in un settore nel quale è meglio non divulgare quello che fai per i tuoi clienti, il loro nome o le tecniche che conosci…forse non è il caso di avere un blog.
Puoi bloggare quando hai qualcosa di tecnico di cui parlare e lo puoi fare senza infastidire qualcuno e che quello di cui parli possa essere trovato interessante dai più e siano spinti a condividerlo.
Oppure puoi fare come Deloitte che va oltre al concetto di un semplice blog e pubblica contenuti sempreverdi che non hanno bisogno di aggiornamenti frequenti.

4. Quando pensi che “presentarsi come leader” sia rimasticare le news pubblicate da altri

C’è una bella differenza tra curare nuovi contenuti o rigurgitarli.
La verità, dietro i discorsi di agenzia che incoraggiano il cliente a diventare il leader (una voce ufficialmente riconosciuta) nel suo settore avendo un blog, è che la maggior parte delle persone non hanno energia, visione e tempo per diventare un “leader di pensiero”

Un blog può essere una grande occasione per mostrare la padronanza e conoscenza del settore che ha la tua azienda. Ma se non trovi qualcuno in grado di scrivere post che ti qualificano come esperto e diano quel qualcosa in più…lasciate perdere: inchiostro sprecato.

Se non avete tempo o capacità per produrre qualcosa di veramente utile e unico per i vostri possibili clienti…lasciate perdere e concentratevi sui social media.

5. Quando il tuo sito presenta solo contenuti attuali

Un blog aiuta a diffondere messaggi sul tuo ramo di business o il tuo brand, ma a che cosa serve se il tuo brand è focalizzato sui messaggi? La BBX non ha bisogno di un blog perché i lettori sanno esattamente cosa aspettarsi leggendo il loro sito. E possono anche commentare i loro articoli (più facile commentare avvenimenti che pagine dei nostri siti prodotto).

Ora spiegatemi a cosa gli servirà il blog di FoxNews blogs.foxnews.com

6. Quando il tuoi business è completamente offline

C’è infine un’ulteriore caso in cui non dovreste avere un blog: quando non si incastra nel vostro modello di business e quel target a cui vi rivolgente non bazzica su web a cercare il vostro prodotto. Penso ad un gioielliere di lusso che non lavora sul brand ma sul passaparola dei clienti, già con molti clienti all’attivo, che lavora da solo, dopo aver imparato il lavoro di suo nonno da suo padre.

Quando, invece, hai bisogno di un blog?

1- Quando vuoi aumentare il traffico al tuo sito in modo naturale.
2- Quando vuoi espandere il tuo pubblico.
3- Quando vuoi entrare in contatto con nuovi clienti.
4- Quando hai qualcosa da aggiungere alla discussione online sul tema di cui tratti.
5- Quando sei disposto ad investire sul lungo termine.

Ecco non ce n'è uno meno importante dell'altro. Ma queste sono indubbiamente le spinte primarie che stanno dietro alla decisione di partire con un blog.

 

Hai bisogno di un'attività di SEO per la tua azienda? Clicca qui