Tra poche ore vedremo le prime proiezioni sulle elezioni e stasera conoscere il risultato quasi definitivo di questa tornata elettorale.
Tutti fanno considerazioni sull'argomento.
Non vedo perché non posso farle io...
Vado con un po di sano qualunquismo e populismo?
...
Ok, lo prendo come un sì.

Partiamo dalla legge elettorale.
Che, secondo me, non è proprio tutta da buttare.
Chiarisco subito quello che secondo me non va, per poi parlare di quello che mi piace: il problema più grande è che da troppo potere alle segreterie di partito e non permette di votare per la singola persona. Ok, detto questo, andiamo oltre
Una maggioranza che esce solida alla camera dei deputati è figlia di una legge con un principio giusto (chi prende qualche voto in più governa).
Lo stesso dicasi per il senato, su base regionale, con un voto volto a tutelare anche i partiti su base locale, per dare loro la possibilità di entrare in parlamento.

E allora penso che il problema stia a monte: dovrebbero avere due competenze differenti. E non rimbalzarsi la palla sulle stese leggi.
E poi, secondo me, la tornata elettorale andrebbe divisa: in modo che le due camere siano espressione di due contingenze differenti.

E ora passo all'attualità più spiccia.
Com'è stata questa campagna elettorale?
Secondo me una delle più interessanti dal 1994.
Era dalla discesa in campo di Berlusconi (antipolitica! liberismo! imprenditori al governo! meritocrazia!) che non si vedevano tante novità tutte assieme.

Beppe Grillo e il web, con candidati invero poco proponibili, sentendoli sul palco a Roma venerdì scorso.
Così come erano improponibili molti leghisti della prima ora.
O quelli di Forza Italia.
Come forse non lo sono neppure oggi tanti protagonisti dell'attualità politica.

E allora penso che va bene così, che entri chi non ha mai fatto politica, peggio di così non si può fare.

Fare per fermare il declino, con un programma liberista studiato molto bene ma con un mattatore matto a fare da trascinatore.
E l'altro co-fondatore che a tre-quattro giorni dal voto se ne esce con la verità.
Scusate proprio ma io non riesco proprio a non vederci qualcosa dietro.
C'erano molti modi di affrontarla, e questo è scientifico.

E allora penso che Fare dava fastidio e qualcuno ha voluto andare a penalizzarlo ma che comunque Fare è solo all'inizio di un percorso politico e ora i militanti si trovano in mano un contenitore davvero interessante.

Ma la questione principale per me resta l'incredibile atteggiamento delle istituzioni e della stampa di fronte ad MPS, il più grande scandalo finanziario della storia d'Italia, sul quale chi non era del PD avrebbe dovuto stracciarsi le vesti in piazza.
Qualche battuta, qualche ragionamento, qualche frasetta ad effetto e poi basta.
Poteva essere il grande cavallo di battaglia di Berlusconi, ma nulla.
Tutto vaporizzato.

E allora penso che la finanza non ha colore politico e che se è vero che il PD ha una responsabilità diretta, chissà in quanti sono coinvolti in una truppa di cotali dimensioni.

Penso che la grande occasione sprecata siano state le primarie del PD: ha vinto l'apparato e non l'uomo che era alternativo a chi comanda dentro al PD. E il PD è un partito molto - ancora - d'apparato. Speravo in Renzi, anche se, non l'avrei votato probabilmente. Speravo in Renzi perchè con lui sarebbe stato impossibile ripresentare Berlusconi e il centrodestra, spiazzato dalle primarie e destinato alla sconfitta, avrebbe potuto ripensarsi integralmente per il prossimo giro.
Una sinistra che si è tolta di torno l'incubo Berlusconi e una destra che fa a meno di lui per rinnovarsi avrebbe segnato l'inizio di qualcosa di nuovo, indipendentemente da Grillo, da Fare o altri nuovi attori.

E allora penso che ci meritiamo ancora questa situazione perché alla fine l'abbiamo scelta noi. E ci meritiamo tutta la fatica per superarla.