Emanuele Tamponi è uno dei migliori consulenti SEO in Italia. Chi ce lo dice? Google.
Alla ricerca "Consulente SEO" è saldamente nella top ten con il suo sito emanueletamponi.com.

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In questa intervista Emanuele spiega alle aziende che vogliono investire in inbound marketing, come possono valutare la professionalità del loro consulente SEO, quali obiettivi possono darsi e le attenzioni che devono avere quando muovono i primi passi in questo settore del web marketing.

emanuele tamponi consulente seo

DOMANDA:
1. La maggior parte delle aziende che negli ultimi 10-15 anni si è dotata del sito web istituzionale, raramente ha orientato il lavoro fatto alla “rintracciabilità” del sito in base ai servizi/prodotti offerti: in troppi si sono limitati al semplice sito statico di presentazione istituzionale, salvo poi lamentarsi che da internet non sono mai arrivati contatti. O troppo pochi. Quale, secondo te, il cambio culturale che devono affrontare queste aziende prima di contattare un consulente SEO?

RISPOSTA:
"Fare un sito e abbandonarlo al suo destino per anni (o anche solo mesi) è proprio il contrario di ciò che serve per ottenere i risultati sperati. Fare web marketing oggi significa cercare di migliorare nel tempo e quindi essere attivi. Metabolizzato questo, è più semplice prendere consapevolezza che la comunicazione, la pubblicità su internet e anche le operazioni SEO hanno bisogno di un tuning periodico, all'interno di un processo ciclico fatto di implementazioni e analisi dei risultati. Così come gli imprenditori si prendono cura della propria azienda quotidianamente, anche la comunicazione aziendale sul web ha bisogno di una attenzione continua".

2. Il marketing su web non è più un terreno da pionieri come negli anni ’90: oggi è un canale di promozione, di vendita e commerciale importante dove ci sono grossi player con grandi investimenti. La piccola e media azienda rischia di essere tagliata fuori? O si può fare SEO anche con piccoli budget? Come?

"Più si è piccoli, maggiore deve essere l'adattabilità: i grandi dinosauri si sono estinti mentre le piccole formiche stanno benissimo proprio per questa ragione. Ciò significa che si deve avere un approccio di web marketing intelligente e sostenibile per poter andare avanti. Si può fare SEO anche se si è una microimpresa, puntando a risultati abbordabili e migliorando progressivamente. Ma proprio per le ragioni di cui sopra consiglio di percorrere anche altre strade per mantenere agile la strategia, come lavorare bene sui contenuti e magari fare piccole campagne mirate con Adwords e Facebook Ads. E monitorare tutto, per capire senza pregiudizi cosa funzioni e cosa no e per poter migliorare nel tempo. Anche con budget relativamente contenuti si possono fare delle belle cose".

3. Spesso arrivano proposte aggressive alle aziende da parte di aziende che propongono pacchetti pronti di attività SEO pubblicizzando risultati sicuri a prezzi relativamente bassi (la vostra azienda prima su Google etc..). C’è da fidarsi? Ovvero: quali sono i parametri con cui un’azienda dovrebbe valutare l’affidabilità di consulenti SEO o agenzie che si occupano di posizionamento, per non incorrere in fregature colossali?

"Non è semplice per chi non ha le conoscenze per valutare le questioni tecniche. Ogni indicatore, alla fine, è solo una vista parziale del problema. Come valutare un pc solo dalla ram o solo dal processore. E' più complicato di così. Quindi, per chi è alla prima esperienza SEO, la soluzione migliore è affidarsi al passaparola, esattamente come facciamo un po' tutti quando c'è bisogno di un meccanico o un commercialista. Chiedete ad amici e conoscenti se conoscono un SEO bravo con cui hanno lavorato. In alternativa guardate se trovate commenti o recensioni on line su quell'agenzia o quel consulente. In ogni caso siate diffidenti con chi vi offre un servizio SEO a prezzi molto al di sotto di quelli che circolano normalmente. Guardatevi attorno, prima. Quando qualcuno vi dice "posizionamento garantito" guardatelo come guardereste un venditore di automobili usate che vi dice che l'auto che vi sta vendendo non avrà mai bisogno di combustibile per muoversi. Infine, i consigli scritti in questa pagina su Google sono un buon punto di partenza per chiarirsi le idee".

4. Meglio puntare su keyword che intercettano più possibili clienti ma più competitive o puntare sulla coda lunga e su query meno competitive e meno costose? Oppure il rischio è che poi manchi un’adeguata conversione? Ovvero: meglio regnare all’inferno o tentare la scalata al paradiso?

"E' meglio privilegiare uno studio di fattibilità :) Le storie, le serp e i target hanno prospettive diverse e quindi soluzioni diverse. Personalmente privilegio le keywords che hanno una intenzionalità manifesta, rispetto ad altre che invece non rivelano nulla sulle intenzioni di chi cerca informazioni tramite i motori di ricerca: solo così c'è corrispondenza tra i desideri che spingono a usare Google e la comunicazione delle pagine di destinazione, e solo se c'è questa corrispondenza si possono ottenere dei buoni risultati".

5. Il lavoro di SEO mira – a definizione scolastica – ad aumentare gli accessi ad un determinato sito. Ma la conversione del contatto in una richiesta di preventivo è qualcosa che esula dall’attività di SEO? O il professionista dovrebbe “trascendere” il campo ristretto dell’ottimizzazione per avere uno sguardo più ampio sul web marketing dell’azienda al fine di ottimizzare gli accessi e le conversioni, con uno sguardo alla redditività o al ritorno? Insomma, cosa dici ai tuoi clienti?

"Sì, tendenzialmente punto ai risultati, e quindi alle conversioni. Quindi, nei limiti del possibile, cerco di fare consulenze che non siano solo tecnico-operative, anche perchè la richiesta di contatto è un processo non solo legato alla visibilità, ma anche all'usabilità del sito, alla comunicazione, e alla strategia nel suo complesso. Quando mi trovo di fronte a un progetto che fa acqua da tutte le parti (sito ai confini della realtà, comunicazione inconsistente, usabilità da brividi, ecc) lo dico apertamente: dobbiamo far rifare tutto se vogliamo avere dei risultati. E in assenza di condizioni minime per far un buon lavoro, semplicemente non accetto l'incarico".

6. Monitorare il lavoro svolto da un consulente SEO. Spesso si demanda allo stesso consulente – difficilmente le piccole medie aziende, che sono la maggior parte in Italia, vanno da due consulenti, l’esperto SEO e l’analista del lavoro SEO ;) – l’analisi e l’interpretazione dei risultati raggiunti. Qualche consiglio per costruirsi in casa dei framework semplici ed avere dei parametri di valutazione del lavoro svolto – senza per questo penalizzare chi porta avanti un’attività che di regole certe ne ha poche?

"In ambito SEO ci sono due strumenti accessibili e gratuiti: Google Web Master Tools e  Google Analytics. Insieme possono dare un bel quadro complessivo. Da lì si può vedere se la visibilità sui motori di ricerca è migliorata (google web master tools è l'unico strumento davvero affidabile per vedere il posizionamento medio per una data keywords, anche se ha dei limiti), sia da un punto di vista quantitativo (numero di accessi tramite i motori di ricerca) che qualitativo (visite dai motori che si traducono in richieste di contatto, la frequenza di rimbalzo che cala nel tempo, un maggior coinvolgimento in generale, ecc). Prendere un briciolo di confidenza con questi due strumenti può far capire tante cose".

7. Domanda libera. Una cosa che ritieni sia importante da dire ad un imprenditore in ambito ottimizzazione per i motori di ricerca. Un pensiero con cui lasciarli.

"I motori di ricerca sono un canale per entrare in contatto con i potenziali clienti. Da lì può partire una conversazione, ma per alimentarla servono contenuti di qualità e una comunicazione convincente. La SEO è una parte del web marketing, non tutto il web marketing".

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