I migliori consulenti SEO italiani? Per me, lo decide Google.
Alla ricerca "consulente SEO" abbiamo sotto gli occhi la top ten dei consulenti SEO per il nostro paese.
D'altronde è una keyword "ambita" e ci sono centinaia di pagine di professionisti del web marketing che hanno nel titolo "Consulente SEO". Ma i migliori, sono - semplicemente - i primi. Oggi tocca alla prima. Alla prima posizione assoluta. Stando a Semrush (con aggiornamento 18 febbraio 2015) ha scavalcato Massimo Fattoretto e dalla seconda posizione è passata alla prima: parliamo del sito lauraventurini.it e della consulente SEO e web marketing Laura Venturini.

consulente SEO semrush 18 febbraio 2015

Ecco una serie di domande fatte a Laura che con le sue risposte elargisce preziosi consigli e spiega agli imprenditori come riconoscere un bon consulente SEO, come valutare il lavoro proposto e come abbracciare il mondo del'inbound marketing con la propria azienda.

laura venturini consulente seo

DOMANDA:
1. La maggior parte delle aziende che negli ultimi 10-15 anni si è dotata del sito web istituzionale, raramente ha orientato il lavoro fatto alla “rintracciabilità” del sito in base ai servizi/prodotti offerti: in troppi si sono limitati al semplice sito statico di presentazione istituzionale, salvo poi lamentarsi che da internet non sono mai arrivati contatti. O troppo pochi. Quale, secondo te, il cambio culturale che devono affrontare queste aziende prima di contattare un consulente SEO?

RISPOSTA:
"Il panorama sta, lentamente, cambiando. Sono sempre di più gli imprenditori che capiscono l’importanza di una presenza consapevole sul web. Non basta più avere un sito web (anche se dinamico, accattivante e ben posizionato), negli utlimi anni è un must have essere presenti in modo attivo (e intelligente) anche sui social network.
Credo che prima di contattare un SEO, sia necessario valutare in modo preciso budget e obiettivi ed essere aperti a valutare nuove ipotesi, senza alcun pregiudizio (gestire una pagina Facebook, per quanto possa sembrare banale, è un’attività importante e talvolta impegnativa; posizionare “accessori bmw gs 1200” ha più senso che non “accessori moto”, anche se “suona meno bene”; e così via)".

2. Il marketing su web non è più un terreno da pionieri come negli anni ’90: oggi è un canale di promozione, di vendita e commerciale importante dove ci sono grossi player con grandi investimenti. La piccola e media azienda rischia di essere tagliata fuori? O si può fare SEO anche con piccoli budget? Come?

"Sì, si può fare SEO con piccoli budget, in nicchie di mercato locali o in settori non troppo competitivi, è questione di pianificazione e obiettivi realistici.
Nel caso di attività con poche risorse, di norma, chiedo un po’ di collaborazione, che varia a seconda delle competenze del cliente."

3. Spesso arrivano proposte aggressive alle aziende da parte di aziende che propongono pacchetti pronti di attività SEO pubblicizzando risultati sicuri a prezzi relativamente bassi (la vostra azienda prima su google etc..). C’è da fidarsi? Ovvero: quali sono i parametri con cui un’azienda dovrebbe valutare l’affidabilità di consulenti SEO o agenzie che si occupano di posizionamento, per non incorrere in fregature colossali?

"Nessuno può garantire la prima posizione su Google e lo ribadisce lo stesso Google.
Non esistono nell’attività SEO (e di marketing in generale) “pacchetti pronti”, ogni business ha necessità peculiari.
Lanciare un nuovo brand di moda è come promuovere un servizio finanziario? Vendere vino online è come incoraggiare all’uso di un app? Ovviamente no.
Un/a professionista serio/a (non molesta nessuno tramite email promozionali) ascolta i vostri obiettivi di business e le vostre esigenze, analizza il vostro mercato di riferimento e i vostri competitor, vi fornisce un’analisi del panorama, vi presenta un ventaglio di possibilità (SEO, Social, Adv, etc.) e definisce tempistiche e risultati realistici (anche in base alle risorse investite)."

4. Meglio puntare su keyword che intercettano più possibili clienti ma più competitive o puntare sulla coda lunga e su query meno competitive e meno costose? Oppure il rischio è che poi manchi un’adeguata conversione? Ovvero: meglio regnare all’inferno o tentare la scalata al paradiso?

"L’attività SEO ha come obiettivo la conversione, altrimenti parliamo di un mero esercizio di stile. Bisogna intercettare l’utente/cliente e gli utenti combinano un insieme di keyword (long tail) per effettuare le ricerche. E non bisogna sottovalutare che le persone “cercano come parlano”. Banalmente, per intenderci, se cerco le crocchette per il mio cane, cercherò “crocchette cane senior” o “crocchette per cane anziano” o “le migliori crocchette per cani anziani” di sicuro non cercherò “crocchette”.
Bisogna scalare il paradiso con una valigia di parole sulle spalle e le antenne puntate verso i clienti."

5. Il lavoro di SEO mira – a definizione scolastica – ad aumentare gli accessi ad un determinato sito. Ma la conversione del contatto in una richiesta di preventivo è qualcosa che esula dall’attività di SEO? O il professionista dovrebbe “trascendere” il campo ristretto dell’ottimizzazione per avere uno sguardo più ampio sul web marketing dell’azienda al fine di ottimizzare gli accessi e le conversioni, con uno sguardo alla redditività o al ritorno? Insomma, cosa dici ai tuoi clienti?

"Ai miei clienti, qualsiasi sia il loro budget o la loro dimensione (dalla singola professionista, all’azienda multinazionale), consiglio sempre una strategia di web marketing che comprenda più attività, non solo la SEO. Come ho già detto, non basta avere un sito web posizionato bene, bisogna essere presenti sui social in modo consapevole e attivo, e in alcuni casi, investire in campagne CPC (Adwords, Bing, Facebook, Linkedin, etc) o nella realizzazione di materiale promozionale (ebook, video), ad esempio.
Un professionista DEVE avere una visione ampia e aggiornata sul panorama del web marketing, anche perché un cliente con un ROI soddisfacente è un cliente che investe, volentieri, più risorse sull’attività di web marketing (e di SEO)."

6. Monitorare il lavoro svolto da un consulente SEO. Spesso si demanda allo stesso consulente – difficilmente le piccole medie aziende, che sono la maggior parte in Italia, vanno da due consulenti, l’esperto SEO e l’analista del lavoro SEO ;) – l’analisi e l’interpretazione dei risultati raggiunti. Qualche consiglio per costruirsi in casa dei framework semplici ed avere dei parametri di valutazione del lavoro svolto – senza per questo penalizzare chi porta avanti un’attività che di regole certe ne ha poche?

"Credo sia doveroso fornire ad un cliente report trasparenti e comprensibili, in ogni caso, ci sono molti strumenti che si possono utilizzare per valutare un lavoro SEO: il più funzionale e semplice per un cliente è senz’altro Google Analytics.
Personalmente, preferisco rendere i clienti automi e consapevoli nell’analisi dell’attività. Una volta definiti gli obiettivi, guido il cliente nella lettura delle statistiche di Google Analytics così che, in qualsiasi momento, possa avere sempre sotto controllo la situazione e monitorare gli sviluppi".

7. Domanda libera. Una cosa che ritieni sia importante da dire ad un imprenditore in ambito ottimizzazione per i motori di ricerca. Un pensiero con cui lasciarli.

"Da imprenditrice, oltre che da consulente SEO, vi invito a ricordare sempre che la qualità del lavoro dipende dalla qualità del professionista. Scegliete persone appassionate, aggiornate e professionali. Pretendete serietà e precisione e garantitene altrettante. Un rapporto stimolante e produttivo porterà risultati più significativi".

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