Curt Finch, su Mashable si parla di concorsi sui social media e contest su Facebook. E ci da 3 suggerimenti per non sbagliare approccio ai contest. Se ti occupi di social media marketing per le aziende non puoi ignorare questi consigli :-)

Justin Palmer di Palmer Web Marketing ha seguito decine di concorsi di social media per i suoi clienti e ha guadagnato “mi piace" e "seguaci" in tutti i contest.
Però, per ogni azienda che va da lui per fare un concorso sui social media per ampliare il business, Justin ha questo consiglio: lasciate perdere.

Infatti, concorsi e omaggi sono efficaci per rafforzare le statistiche social, come il numero di seguici, non necessariamente per vendere di più.

I contest sui social media possono essere un grande strumento di engagment, ma bisogna farli bene.

Ecco tre consigli imperdibili di Curt Finch ifondatore e presidente di Journyx, un’azienda che offre tracciamento in tempo reale e software per gestire risorse.

1. Scegliere un obiettivo

Per poter generare qualsiasi tipo di valore, i concorsi social, come qualsiasi attività di marketing, deve avere un obiettivo chiaramente definito. La maggior parte dei marker pensa di sapere qual è. E di solito si traduce in “Voglio aumentare i miei follower di x unità”. Purtroppo questo è un approccio sbagliato e poche aziende sembrano averlo capito.
Mentre è bello avere un gran numero di seguaci sui canali social, questo non dovrebbe mai essere l’obiettivo finale del concorso: le aziende dovrebbero andare oltre, scavando più in profondità. I follower conquistati con i concorsi o con un’offerta generalmente non hanno interesse per il business, al di la del premio.
Quindi, cosa dovete chiedere ai vostri concorsi, al di là dei follower?
Nella maggior parte dei casi la risposta corretta è: denaro.
Ecco perché risulta importante misurare il ROI effettivo in termini di nuovi contatti o conversioni del concorso. Un altro obiettivo potrebbe essere una ricerca sulla base dei consumatori, un’analisi geografica…Il punto è: si deve avere uno scopo utile all’azienda quando si fa un concorso.
Aumentare i follower non ci basta più.

Un esempio? Bryan Fulton CEO di Bullet Point Branding, ha un sacco di follower sui social ma aveva bisogno di conoscere qualcosa in più di una certa nicchia di mercato. In particolare voleva avere informazioni sui potenziali lead in campo cosmetico. Ha offerto quindi una penna lucida labbra al 500° follower in un contest. Basandosi su questa natura specifica de premio, è stato in grado di determinare quali clienti fossero interessati in quel prodotto. Aveva un obiettivo chiaro ed è stato in grado di ottenere i risultati sperati.

2. Scegliere il target

Definire chi è il target è altrettanto importante quanto avere un obiettivo da perseguire. Molti concorsi sui social tendono una vasta rete sperando di attirare il maggior numero possibile di persone.
E’ una tattica controproducente perché costringe l’azienda a soddisfare un pubblico ampio che si preoccupa solo del premio e non è interessato a ciò che propone l’azienda. E’ decisamente più efficace mirare ad un segmento specifico di pubblico ed indirizzare il concorso a loro.

Per Volusion, una piattaforma di e-commerce, i concorsi con maggior successo sono stati il risultato di uno sforzo di targeting sulla natura specifica della piattaforma. In questo caso, l’audience erano le imprenditrici-mamme (mompreneurs), una fetta di pubblico interessata all’e-commerce in crescita, molte delle quali apprezzavano condividere le loro storie.
Parte del concorso ha coinvolto le donne a descrivere se stesse e la ragione per la quale avevano iniziato la loro attività.
Molte mamme hanno partecipato al progetto raccontando le loro storie. Una di esse ha definito il suo racconto terapeutico.
Proprio perché è stata centrata la strategia sul target, Volusion si è fatto conoscere ed è cresciuto rapidamente sul mercato, guadagnando molti clienti.

3. Scegliere il premio giusto

La maggior parte dei concorsi presenta premi “luccicanti”. Gli ultimi tablet, vacanze o soldi (con buono acquisto). Il marketing dà per scontato che un sacco i persone saranno attratti da questi regali. E ha ragione. Ma la questione vera è che queste persone vogliono solo il premio luccicante.

Di solito le aziende offrono tre tipi di premi per i loro concorsi:

  1. premi prodotti da terze parti
  2. un prodotto proprio
  3. premi intangibili.

I premi di terze parti sono i più comuni, generalmente (pensate a quanti mettono come primo premio un iPhone o un iPad)
Stephanie Cicarelli, cofondatrice di Voice.com, ha fatto un concorso nel 2011 che aveva un iPad come primo premio. E’ una pratica pericolosa, perché potrebbe, ovviamente, portare molta gente a partecipare più interessata al premio che non al concorso e al contesto. Ma l’obiettivo del concorso era quello di ottenere fotografie dei cantanti nei loro studi di registrazione ed inviarle a Voices.com. E il richiamo “luccicante” di un iPad ha spinto molti a mandare comunque le foto, violando la propria privacy. Una vittoria tangibile utilizzando un prodotti di altri.

I propri prodotti hanno il vantaggio di minori spese e d’indirizzarsi direttamente ai sostenitori del brand. Il targeting diventa incorporato nel premio stesso.
Il Powderhorn Mountain Resort ha fatto un concorso richiedendo di caricare foto di se stessi nel resort e il premio era un pass stagione gratuito. Parlavano al loro pubblico e fidelizzavano i vincitori.

L’ultima categoria di premi, i premi intangibili, richiede un po’ di creatività, ma potrebbe dare un ROI enorme se tocca le corde giuste.
SpeackSocial, una società di marketing che si concentra sull’uso innovativo dei social media. ha indetto un concorso per un nuovo ristorante di sushi, il Roll-On Sushi Diner. Il contest permetteva ai partecipanti di inviare idee per il nome di un roll che sarebbe stato servito al ristorante. Il vincitore avrebbe visto il nome el piatto e il suo scritto sul menù del ristorante. Un premio che non costava assolutamente nulla e un grande ritorno sulla notorietà del ristorante che è stato un successo fin dalla serata d’apertura.