La censura in Italia esiste ed è potente, lavora nell'ombra senza che voi vi rendiate conto e si manifesta in varie maniere solo quando succede qualche fatto eclatante che la riporta alla ribalta della cronaca.
Il caso del fumetto Lady Mafia denunciato dall'Antimafia e le critiche dell'associazione di don Ciotti vorrebbero spingere in questa direzione.
Anacronistica e fuori dal tempo.
Che non tiene conto del web e delle dinamiche di distribuzione internazionali.
Operazione antipatia dell’antimafia che mostra ancora una volta il limite delle istituzioni quando “cagano fuori dal vaso”.

E io sul fumetto sono più suscettibile che mai.

copertina numero 1 Lady Mafia

Lady Mafia è un fumetto ambientato in Puglia che parla di una donna che si vendica dei mafiosi che hanno ucciso la sua famiglia e l'hanno poi stuprata.
E' stato "bocciato" dall'antimafia - con un invito al ritiro - perché diseducativo e offende la memoria delle vittime di mafia e perché non educativo visto che risponde alla violenza con la violenza.
Di fronte a prese di posizioni così autorevoli il sequestro o il ritiro sono azioni che possono arrivare in tempi anche brevi...

La domanda è perché l'antimafia prende posizione contro un fumetto?
Nel senso, non hanno cose più serie da fare? 

Perché in ambito libri, cinema e fumetti di esempi simili ce ne sono.
Ed escono regolarmente da anni in edicola, in fumetteria, nelle sale cinematografiche e in tv senza alzate di scudi. O meglio: sì, qualche fuoriuscito c'è...ma l'Antimafia. Wow.

C'è, per esempio, il Punitore, protagonista di due film di Hollywood - 3 se contiamo quello dei primi anni '90 da dimenticare - la cui famiglia viene uccisa in un regolamento di conti mafioso e che cerca vendetta. Trovandola, in un gran massacro finale.
Stessa storia di centinaia di fumetti dove l'andazzo è simile: Frank Castle che sgomina mafiosi a migliaia, senza mai trovare la pace, in una continua e rinnovata sete di vendetta.

Ma alziamo il tiro.
Il Padrino, il film, il libro, la trilogia...un mafioso che si vendica della violenza di altri mafiosi ed esercita anche maggiore violenza. Capolavoro.
Ed è pure un personaggio affascinante, di quelli che ti viene voglia di essere come lui.
In un racconto crudo e realistico, lontano dalle "iperbolie" (iperboliche funambolie) di cui spesso solo il fumetto è capace.
Ma anche questo è lontano: nel tempo e nello spazio in una "Nuova Yorche" e in un "Gersei" lontani lontani...

Quindi è solo perché nessuno dei due personaggi si muove nello scenario nostrano della Puglia, perché nessuno dei due personaggi ha delle ambiguità bisessuali e nessuno dei due personaggi  è donna.
E' tutto qui?
Dai...non può essere.
Siamo veramente a questo livello nell'azione educatrice e moralizzatrice dell'antimafia nostrana?

LadyMafia

Tutta la mia stima e la vicinanza all'autore/editore Pietro Favorito (e anche al disegnatore Domenico Nagliero che tutti dimenticano di citare in queste ore) un foggiano che ben conosce la realtà del sud. E che non mi pare abbia tra le sue mire quelle di portare nuovi affiliati alla mafia o di redimere la memoria dei mafiosi morti.

Tutto il mio sdegno per chi censura.
La censura va abolita, non merita di esistere.
Decide il mercato, su qualsiasi cosa.
Mai mi stancherò di puntare il dito contro chi vuole decidere per me su qualsiasi cosa.

Avevo già visto un feroce accanimento sul fumetto, in tempi recenti: "Psychopathia sexualis"di Miguel Àngel Martìn, "Hitler = SS" di Gourio Vuillemin e le retate della guardia di finanza sono un'immagine che pensavo di non dovere immaginare di nuovo. Non in Italia, per lo meno.
Ma quando un organismo come l'antimafia tira in ballo certi valori e concetti...il passo può essere veramente breve.
Loro sono "il bene" no?
E se il bene dice che fai male...beh...qualcuno potrebbe attivarsi.

Ma poi, guardatevi attorno: che censura pensate di esercitare sul web?
Ogni tentativo è morto in partenza.
Io spero, ovviamente, che la questione si risolva senza problemi, che nessuno dia seguito a queste "denunce"...
E che si sia trattata solo di una bella pubblicità per una serie italiana, di quelle che fanno bene alle vendite degli editori locali.

Ma se così non fosse, e le cose si mettessero male, invito Pietro Favorito a pensare ad una vendita tramite Amazon o altri canali esteri alternativi, che delle baggianate italiane se ne fregano. E mettere in promozione su Facebook una qualche offerta a tutti gli amanti del fumetto. E nel caso più estremo a mettere a disposizione da un qualche sito estero (da una fanzine francese, per esempio) i  file .cbr almeno del primo numero.
Porta all'estero la vendita e lascia questi poveracci nel loro brodo primordiale.
Prima che scatti il sequestro di tutti gli albi...

Affinché, appunto, l'azione della censura si trasformi in un surplus di pubblicità e permetta a lui di trarre qualche vantaggio da questa squallida vicenda italica.

Anche perché le recensioni della critica più o meno specializzata,  lo hanno in questi giorni portato come buon esempio di fumetto noir italiano, nessuno dei critici si è lamenta per l'eccessiva violenza o per la violenza gratuita (diciamocelo: in una puntata media di The Walking Dead ce n'è molta di più, fisica, psicologia e comportamentale).

Vedi, per esempio:

Comunque, alla fine comunque, una bellissima operazione antipatia dell'antimafia.
Complimenti.
Questo è un ottimo modo per attirare una patina opaca e fosca su un'ente che dovrebbe risplendere ed esse un baluardo della libertà, contro chi vuole opprimere un territorio.

Ma non è opprimendo le idee e invitando al ritiro dal mercato di un fumetto o di qualsiasi altra opera intellettuale, privandomi della possibilità di scelta offerta dal mercato, che vincerete la guerra.