diaspora

Diaspora si presenta come un'interessante alternativa a facebook ovvero"un software per le reti sociali decentralizzato, open source e attento alla privacy". In altri termini è un social network che si può utilizzare per essere presente su differenti siti.
E' una combinazione di Facebook e di Twitter che ha la pretesa di prendere il meglio dei due mondi.
E' tutto abbastanza comprensibile tranne, forse, il termine "decentralizzato".
Viene spiegato dai creatori, facendoci capire cosa è invece un network centralizzato come Facebook.

Cos'è un Social Network centralizzato:

Facebook viene sviluppato da Mark Zuckerberg e dal suo staff tecnico. Producono nuove caratteristiche aggiungendo e modificando il codice del network. Questo codice è un segreto e non può assolutamente essere visionato o utilizzato da persone esterne allo staff.
E' accessibile solo ed esclusivamente a coloro che ci lavorano, il codice viene poi caricato sul server di Facebook al quale si ha accesso da facebook.com.

Tu in quanto utente, semplicemente visiti facebook.com e vedi quello che è il risultato del codice che viene prodotto,, che altro non è che il sito di Facebook con tutte le sue caratteristiche. C'è un solo Facebook, c'è un solo Facebook.com. Tutti quelli che vogliono usarlo devono registrarsi sul sito e i loro account con tutti i dati relativi verranno memorizzati sul server di Facebook.

Facebook è un social network centralizzato, in quanto tutti gli utenti fanno il login e mantengono il proprio profilo attraverso lo stesso sito, e quindi la stessa società. Questo significa che Facebook ha il totale controllo dei propri utenti, dal momento che si può comunicare con i propri amici su Facebook solo se si è registrati nel sito.

Se non condividi le decisioni prese dalla direzione di Facebook, non puoi fare altro che eliminare il tuo account. In pratica non si ha alcuna scelta, se Facebook è l'unico modo che si ha per rimanere in contatto con alcuni vecchi amici. In questo senso l'azienda Facebook ha una forte presa sugli utenti, essendo l'unica che fornisce il servizio che consente di rimanere in contatto.

Social Network decentralizzato e opensource: l'alternativa a Facebook

Diaspora è differente. Per chi inizia, il codice è libero di essere visionato, modificato e utilizzato da ogni utente. Ciò non vuol dire che si possa modificare senza autorizzazione, attenzione! La grande differenza qui sta nel fatto che si può semplicemente scaricare il codice, caricarlo in un server, configurarlo, ottenendo così il proprio personale sito Diaspora. E' come modificare i setting della propria pagina Facebook!

Naturalmente questo genere di pratica porta alla segmentazione: non avrebbe alcun senso usare Diaspora se i tuoi amici sono iscritti in un altro sito Diaspora e non ti è possibile comunicare con loro.
Tuttavia, Diaspora è costruito in modo che tutti i siti siano automaticamente in contatto l'uno con l'altro.
Puoi registrarti sul sito A e diventare amico di un utente iscritto al sito B.
E questo vale anche per le e-mail: non importa se utilizzi @live.com, @gmail.com o un indirizzo e-mail dal tuo provider, puoi mandare e-mail a chiunque, con qualsiasi indirizzo.
Lo stesso vale per Diaspora.

Vi starete chiedendo cosa ci sia di così interessante in questo… Bene, prima di tutto non si è più dipendenti da una singola società. In questo momento milioni di persone letteralmente dipendono da Mark Zuckerberg e dal suo staff, per poter comunicare con i propri amici tramite social network.
Oggi Facebook detiene un monopolio. Moltissime persone sono vincolate a Facebook per comunicare con gli amici, e quindi devono accontentarsi di quello che Mark offre loro.
Questo include rubare i dati degli utenti trasformandoli in moneta sonante, e contemporaneamente vendere la loro privacy.

Un'altra cosa importante in futuro sarà la possibilità data ad ogni utente di spostare il proprio account attraverso siti differenti. Quando Facebook combina qualche guaio, sei fottuto. Quando una persona che sta dietro a un profilo Diaspora fa qualcosa di stupido, perde tutti i suoi membri inclusi amici foto o altri contenuti che verranno dirottati ad un altro host.
Questa si chiama libertà.

Personalmente-ma è solo la mia opinione [citazione]- credo che Diaspora stia preparando un futuro in cui noi utenti non saremo più dipendenti da un webhosting. Il futuro probabilmente ci porterà server a basso consumo energetico, che assomigliano a adattatori, e che si possono molto semplicemente collegare ad una presa a muro. Questo consentirebbe di ospitare un sito Diaspora proprio nella nostra stanza, pagando una tassa una-tantum di circa 30 dollari.
Anche se questa è ancora fantascienza per l'utente medio e l'effettiva adozione di tali dispositivi ha ancora molta strada da fare, Diaspora sta gettando le basi per questo tipo di dispositivi.
Oggi è possibile muovere i primi passi con Diaspora registrandosi in uno dei grandi siti là fuori…nel giro di un paio d'anni speriamo di riuscire a spostare i nostri account, inclusi tutti i nostri dati personali, dai nostri piccoli profili Facebook proprio sotto i nostri letti.

Va premesso che Diaspora è ancora in una fase "alpha" - che precede la versione beta, ovvero quella fase di test diffuso che viene fatta prima di lanciare un programma - e che al momento mancano funzionalità, connessioni con il resto del mondo. Insomma: è ancora in fase embrionale (e proprio per questo non ci si può iscrivere se non previo invito).
Pur con tutti i "se" e i "ma" del caso qualche considerazione si può comunque fare.
Se Diaspora riuscisse nell'intento dichiarato di diventare "il social network" perno cambierebbe drasticamente lo scenario sul futuro dei social network, dai flussi degli investimenti pubblicitari, al controllo da parte degli utenti sulle funzionalità del sistema.

Wordpress è un bellissimo esempio di un programma open source che è diventato leader incontrastato nei software "serverside" per la gestione dei blog. Ha funzionalità avanzate e una facilità di utilizzo e di personalizzazione estrema. Di fatto non esistono competitor commerciali con le sue caratteristiche.
E' la dimostrazione che l'opensource può funzionare.
Resta da vedere se può funzionare anche dove si muovono interessi commerciali enormi e capitali da paura (guardiamo a Google+, l'ennesimo tentativo di Google di imporsi in un mercato nel quale attualmente è tagliato fuori) che stanno muovendo oggi il modo dei social media, una volta annusate le potenzialità.

C'è anche chi parla di possibile bolla speculativa su questa nuova frontiera dell'economia web, un ritorno alle sopravalutazioni di interi segmenti del web, e questo può essere.
L'interesse verso Diaspora, a maggior ragione, deriva dal fatto che, indipendentemente da ogni investimento terzo di pubblicitari, brand, organizzazioni...aventi come fine qualunque cosa da vendere (dal consenso ai prodotti) ha imboccato una strada che difficilmente risentirà di quanto sta accadendo in ambito finanziario. Che questo sia un bene per Diaspora o un male...beh, aspettiamo di vedere il progetto definitivo e come attecchirà tra le centinaia di milioni di utenti sociali mondiali