La crescita del marketing contenutistico è esponenziale negli ultimi tempi.
Grazie al cielo.

Solo 5/6 anni professionisti affermati che lavorano in campo pubblicitario mi guardavano con sufficienza quando rivendicavo una dignità differente per i siti web aziendali, con contenuti, materiale interessante e dei motivi per andare a visitarli.
Sono gli stessi che adesso fanno i consulenti SEO...

Mentre sostenevo fortemente la necessità di rifuggire ai siti di presentazione in flash, dai siti con la pagina d'introduzione (il sito web non è un libro!), l'inserimento dei banner sul footer per agevolare la navigazione di pagina in pagina...giudicavano questa visione frutto di una deformazione tecno-geek.

consulente SEO

Le risposte dei professionisti della comunicazione erano sempre le solite che si possono riassumere in due macrocategorie.

La prima è "Ma il cliente ha differenti necessità, bisogna mostrare la sua azienda/prodotto come vuole il marketing".
La seconda è "Ma se il cliente quello vuole, quello devi offrirgli"

Sulla prima la risposta è facile: il marketing interno non aveva la più pallida idea di cosa era un sito web, ragionava con le categorie mentali da company profile e presentazione dell'identità dell'azienda così come era stato abituato a ragionare negli ultimi 20/30 anni.

La seconda si commenta da sola: devo vendere una cosa che non serve assolutamente a nulla perchè il cliente non conosce quello che sta comprando?
Ok, non ho fatto il giuramento di un medico, ma un minimo di dignità ed etica professionale.

Vabbeh, per fortuna piano piano questo ce lo lasciamo alle spalle.
Non da tutto purtroppo (come testimonia questo articolo qui) ma la strada è tracciata.

I contenuti importanti per il tuo target sono la cosa principale che puoi offrire su un sito web.
Che questo sia un catalogo prodotti o FAQ sul loro utilizzo, che siano dei video per il montaggio o dei documenti tecnici di approfondimento, l'importante è offrire materiale che sia di qualche interesse.
E poi si va oltre: comunicare con il cliente anche attraverso recensioni, consigli ed altro è diventato una prassi comune che si allontana dall'identità grazie alla diffusione del concetto che "i mercati sono conversazioni".

Tutto questo per presentare un'infografica molto interessante che parla del marketing contenutistico e che mostra come questo stia esponenzialmente crescendo, almeno per le aziende che producono direttamente per il consumer (B2C).
il 90% dei player sul mercato B2C produce qualche genere di contenuto per la loro azione pubblicitaria; il 60% di questi prevede di spendere di più di quello che stanno spendendo ora per il marketing contenutistico nel prossimo anno.
Le tattiche più popolari per il marketing contenutistico sono: scrittura e divulgazione di articoli (79%), presenza sui social media (74%), il blog (65%), newsletter (63%).
Alcuni obiettivi raggiunti da queste aziende: brand awarness (69%), acquisizione di nuovi clienti (68%) e generazione di contatti commerciali (67%).

Le aziende del B2B stanno rispondendo bene. Anche chi si occupa della produzione di prodotti destinati alle altre aziende sono arrivati alla considerevole fetta del 26%, del totale delle loro spese pubblicitarie, destinata al marketing contenutistico. Nel B2B, tra chi spende sui contenuti per la propria visibilità e pubblicità, il 79% scrive articoli, il 74% va sui canali dei social media, il 65% investe sul blog e il 63% newsletter.
Tutti i dati completi nell'infografica di seguito realizzata da BlueGlass Interactive.