Wordpress è installato su oltre il 60% dei siti dinamici del mondo. Facile, oggi, quando si deve scegliere la piattaforma, imbattersi su chi te lo consiglia...oppure, dall'altro lato, di consigliarlo ad un cliente.

Devi sviluppare un sito in Wordpress e vuoi evitare errori basilari per la SEO? Oppure te lo stanno sviluppando e vuoi conoscere quali elementi essenziali di cui devi conto quando parli con lo sviluppatore?
Ecco i principali 7 con il quale mi  sono imbattuto.

consulente SEO

1# Non avere il tag <h1> o avere lo stesso tag <h1> in ogni pagina del sito.

Sono due casi differenti ma li ho riscontrati entrambi, sovente, su molti siti di aziende che mi hanno contattato.

Il problema di non aver fissato il tag <h1> in corrispondenza del titolo che si da al post o alla pagina, ha come conseguenza che in quella pagina tutti i tag sono lasciati alla discrezione dell'utente. Che non sempre è così skillato da rendersi conto di dover inserire comunque nella pagina un tag <h1> in corrispondenza di una breve frase che identifica l'argomento della pagina o del post.

Altrettanto frequentemente capita che il webdesigner associ il tag h1 con il titolo del sito, nel motto o nome del sito...insomma di avere in tutte le pagine e post del sito sempre lo stesso tag htlm. Ovviamente è un problema a cui l'utente non può ovviare, essendo un'impostazione data alla struttura del tema.

2# Utilizzare l'<h1> come uno stile qualunque e ripeterlo più volte all'interno del post o della pagina.

L'utente zelante lo fa. Utilizza lo stile Titolo uno come io in questo articolo utilizzo il Titolo 2 (ovvero l'<h2>). Avere più H1 in una pagina non fa capire al motore di ricerca in modo chiaro di cosa stai parlando. Un solo H1 e che contenga le parole chiave con le quali pensi di condensare brevemente l'oggetto di quello che stai scrivendo, meditate molto bene e comprensibili in modo chiaro. Non dovrebbe essere difficile: purtroppo spesso manca un minimo di formazione per chi si occupa di gestire i contenuti dell'azienda e  il risultato non tarda a farsi sentire: fallimentare.

3#. Installare Wordpress in un sottodominio senza sapere la differenza che potrebbe fare in una directory...

Sicuramente se lavori in un’agenzia e hai a che fare con i clienti, sai difenderti dalle richieste che ti potrebbero fare. Questa è una di quelle che richiedono la massima padronanza della materia: "Vorrei aggiungere il blog dell’azienda su blog.NomeDominio.it. Posso? O ci sono controindicazioni?"

a) Installare Wordpress in una sottodirectory

Con buona pace della SEO un sottodominio è visto come un dominio separato con la sua autorità e il suo posizionamento. Se un cliente sta creando un nuovo sito web e un nuovo blog, e il suo blog è ospitato su un sottodominio, significa che i link che arrivano al blog, non passano alcuna autorità al dominio del sito.
Se invece è installato in una sottodirectory, come è più logico, i link in entrata passano l’autorità al dominio del sito. Questo può aiutare a costruire la reputazione del sito ed aumentare i link in entrata più rapidamente, soprattutto se la grande quantità dei contenuti del sito è interna al blog.
Questo è uno degli argomento più discussi in ambito SEO, soprattutto perché ci sono volte in cui un’installazione in un sottodominio potrebbe essere la scelta migliore.

I pro di Wordpress nella sottodirectory:

  • aggiunge contenuti freschi al dominio principale;
  • aggiunge link alle pagine interne da altri siti web se i contenuti sono interessanti e si lavora bene sulla loro diffusione.

I contro di installare il blog nella sottodirectory:

  • non aggiunge un ulteriore voce del marchio nella SERP, e quindi aiuta meno la brand reputation;
  • non sono link che arrivano da un’altro sito web.

Fermo restando che questa è una regola d’oro valida nella maggior parte dei casi…vediamo i pro e i contro delle altre 2 casistiche dell'installazione su dominio e server proprietario.

b) Installare Wordpress in un sottodominio

Ovviamente ci sono i pro di costruire un blog su un sottodominio.
Va meditato e valutato, sapendo che non si lavorerà sulla SEO del dominio principale, che spesso è quello che dobbiamo o vogliamo “vendere”.

Si fa, generalmente, quando si ha un problema con la reputazione del brand e hai bisogno di occupare un posto al sole ulteriore nella SERP. Quando costruisci il blog su una sottodirectory devi essere conscio del fatto che stai dando ai motori di ricerca un’altra presenza web ufficiale, come un’entità separata, rispetto alla tua azienda, che potrebbe essere trovata dalla gente quando cerca i tuoi prodotti, servizi o il nome della tua azienda (poi dipende da come lo gestisci, ovviamente).

I pro di Wordpress in un sottodominio:

  • Far apparire il brand su un’altra posizione della SERP, controllandone il risultato.
  • Ottenere link da “un altro sito web” (visto che i sottodomini sono trattati come un altro sito web) e, in particolare, link alle pagine specifiche sul dominio radice.
  • Appoggiarsi sulle spalle della “già costruita” autorità della directory principale, senza avere la necessità di costruirne una per il nuovo sito web.

I contro d'installare il blog in un sottodominio

  • Non si lavora sul potenziamento della reputazione del dominio principale
  • Non apporta contenuti freschi al dominio principale
  •  I link non apporto molto valore alla root

c) Installare Wordpress in un altro dominio

E se si decide di mettere il blog su un’altro dominio?
Una scelta che si fa per una presenza “non ufficiale” che non è direttamente collegata al nome dell’azienda. Quando si vuole avere una “voce imparziale” (o almeno che appaia come tale…) e collegarsi al sito principale come se si fosse “terzi”.

Un’iniziativa che - se non sostenuta da un progetto serio e finalità chiare - è da sconsigliare al cliente, visto lo sforzo di cui si ha bisogno per far conquistare a questa nuova presenza web fiducia, autorità o forza di traino.

I pro di avere Wordpress installato su un altro dominio:

  • Si può creare una risorsa che (ai più) può sembrare “imparziale” per spingere prodotti o servizi anche del tuo sito web. Attenzione: non solo!
  • Se i contenuti inseriti meritano e valgono, il blog, con il passare del tempo, può guadagnare autorità e la può passare al tuo sito web in modo “imparziale”.

I contro di avere il blog su un altro dominio:

  • Ci vorrà molto tempo e bisogna spendere molte energie per guadagnare autorità e posizionarsi decentemente.
  • Non può aiutare in modo chiaro e diretto a mostrare la vision della vostra azienda e creare contatti diretti con il vostro mondo.
  • Se comincia a puntare link su ogni articolo al vostro sito aziendale c’è una buona probabilità che venga visto - sia dagli utenti che da Google - come un sito di annunci a pagamento vostri e non un riferimento imparziale. Questo è forse l’aspetto al quale, nel tempo, si deve dedicare la maggiore attenzione.

4# Link nei crediti, nel footer e nella sidebar di Wordpress… troppo aggressivi

Un errore molto comuni tra quelli che sviluppano un tema di Wordpress o i plugin.
Molti temi hanno nel footer i link al sito del creatore del tema, una pratica comune e diffusa. Resta il fatto che una tecnica aggressiva di link nei crediti può provocare un grave errore per la SEO del tuo sito.

Quando aggiungi un link nel footer del tuo tema, o ovunque con un plugin, di fatto quel link appare in ogni pagina del sito: è una pratica detta “sitewide link”. Generalmente è una pratica che puà portare vantaggi, che si basa sull’assioma che più ne hai, più autorità prende il sito che li riceve.

Nell’agenzia dove lavoravo in precedenza, in ogni pagina del sito, includevamo il link al nostro sito con testo e alt tag “sito web”. Il risultato fu che alla ricerca “sito web” eravamo tra i primissimi della SERP di Google (stile dalla prima alla terza posizione). Ma funzionava 4-5 anni fa.

Oggi l’algoritmo di Google è più “sgamato” e li può classificare come “link innaturali”. Quindi se il tuo tema (o il link al tuo sito web), va a finire su centinaia o migliaia di siti web, e questi hanno centinaia o migliaia di pagine indicizzate…beh…potresti avere un problema.
Dei sitewide link da alcuni siti, possono passare…ma cosa succede se la tua tattica ti porta ad ottenerne migliaia? Soprattutto da siti che parlano di argomenti differenti e si rivolgono a mercati differenti.

Incrementare la reputazione del tuo sito con un uso aggressivo dei link sul footer non è una buona idea. Per ovviare il problema, una buona pratica è quella di aggiungere il rel=”nofollow” ai link che vengono ripetuti in maniera spropositata all’interno del tuo o di altri siti.

5# Non prendere in considerazione la velocità del sito

Ci sono due modi in cui la velocità el sito influisce sul tuo lavoro di SEO:
1- Google preferisce i siti più veloci e darà loro la precedenza, grazie al suo algoritmo, su quelli più lenti
2- Gli utenti preferiscono i siti web più veloci e reattivi: se se ne vanno in fretta rimbalzando dopo esseri stancati dei tempi di apertura, Google ne terrà conto e penalizzerà il sito.

Ma cosa si intende per “velocità del sito?”
Uno studio di Moz ha rilevato che, ad avere influenza sul posizionamento del sito da parte di Google, non è tanto il tempo che ci vuole a caricare una pagina o l’intero sito…ma il tempo di caricamento del primo byte.
Pertanto se il server è lento o un plugin influisce in maniera pesante sul caricamento, il vostro sito potrebbe avere ripercussioni.

Anche in questo caso, comunque, il ragionamento deve essere “utentecentrico”: non è quello che vogliono i motori di ricerca, ma, più in generale, quello che vogliono gli utenti: gli utenti vogliono siti veloci, troppo veloce. I siti sono sempre troppo lenti per loro. I siti più veloci hanno tassi di rimbalzo più bassi e tassi di conversione più elevati.

6# I contenuti duplicati...

Qua i casi possono essere i più differenti.
Titoli di pagine ed articoli duplicati.
Meta description duplicate in tutte le pagine perché inserite nella struttura del template.
Contenuti ripetuti su varie pagine.
O, anche, più semplicemente, articoli scritto per un sito e poi ricopiati in un altro, semplicemente mettendo un link - o neanche quello.
Se proprio serve duplicare un contenuto, mette la pagina in noindex o fare riferimento al contenuto canonico di quel contenuto, sarebbe meglio...

7# Ignorare completamente la SEO

Ignorare completamente e deliberatamente la SEO è forse il peggior errore che potrebbe fare chi ha o chi sta sviluppando un blog con Wordpress.
L’ignoranza non è beatitudine: se si sta facendo il lavoro per un cliente, se si sta sviluppando, configurando o sistemando il suo sito in Wordpress, bisogna “farlo funzionare”.
E se un cliente investe in contenuti, probabilmente tra i suoi scopi è che questi contenuti si posizionino meglio possibile.
Lo dovete ai vostri clienti: dovete conoscere la basi della SEO e di come può essere utilizzata per migliorare le loro condizioni attuali e le vostre attività di sviluppo dei siti.

Anche se fai parte di un team, o se sarà compito di qualcun altro, responsabile della SEO, continuare il lavoro iniziato con la realizzazione del sito, resta fondamentale che se fai parte dello sviluppo del sito web tu conosca come funziona l’attività di SEO e ne capisca l’importanza.
Se sviluppi un tema lento, con plugin pesanti, pieno di link, senza installare un CDN, con le immagini non ottimizzate, senza confrontarti con la corretta struttura sia per la SEO che per le call to action al cliente…stai portando più lavoro a qualcun altro che entrerà successivamente nella gestione del lavoro - e potrebbe imputarti degli errori per il lavoro che hai svolto nella beata ignoranza.

Fonte:
http://searchenginewatch.com/article/2049117/SEO-Best-Practices-Setting-Up-a-Blog
http://www.sitepoint.com/top-4-seo-mistakes-wordpress-developers-should-avoid/
http://www.authoritydomains.com/blogs/seo/6-common-wordpress-seo-problems-you-can-fix.php