Evoluzione dei modelli relazionali. Non per le aziende.

Evoluzione della socialità personale, mentre le aziende restano al palo.

Mentre sono cambiate le dinamiche che creano socialità e relazione tra le persone, le aziende stentano ancora ad abbracciare nuovi linguaggi e strumenti. Ma avere il coraggio di far fare questo passo alla propria organizzazione, porta benefici alla vostra immagine digitale e al vostro inbound marketing, migliora la SEO e la presenza social, rende più sereni i rapporti con i possibili clienti e, in ultima analisi, può aiutare ad aumentare il fatturato o a consolidare i rapporti con i clienti esistenti.

Direi che è impossibile, anche se non siete grandi osservatori della realtà, non essersi accorti che negli ultimi anni è cambiato in modo radicale il modo di comunicare e di entrare in relazione sociale tra di noi.
In vent’anni abbiamo assistito al passaggio dalla socialità generata dal contatto diretto a svariate forme di socialità, non necessariamente mediate dalla fisicità del rapporto.

Il telefono cellulare e gli SMS prima, e i social network e Whatsapp oggi, hanno modificato le abitudini di contatto e di relazione di fasce sempre più grandi di popolazione.

Le conversazioni fatte al bar si sono trasferite sul telefonino, negli sms, nelle email, passano per la chat in real time ed arrivano su WhatsApp e i gruppi di amici.

Un cambio di usi e costumi che ha comportato anche un cambio nei modelli relazionali, portando ad una lenta scomparsa delle forme di reverenza e al “tu” in qualsiasi contesto in maniera veloce, dopo le prime parole scambiate.

Una riflessione che non ha mancato di coinvolgere privacy, diritto all’immagine e modelli educativi, ma che qui, forse, non ci interessa approfondire.

Quello che mi preme ribadire è che la comunicazione e le relazioni tra le persone sono cambiate, sono evolute in modo drastico.

Ora… pensiamo alle aziende. No, non sto parlando della Ceres e di poche altre entità che hanno colto questo cambiamento, portandolo anche nel loro linguaggio. Parlo delle centinaia di migliaia di aziende (piccole, grandi e medie) che non hanno cambiato il loro modo di comunicare: la fiera, il catalogo, il sito web vetrina, ogni tanto la newsletter.

E non è che l’evoluzione della comunicazione sia venuta a mancare perché queste aziende sono gestite da persone che non hanno cambiato il loro modo di comunicare. Gli imprenditori usano Facebook, usano Instagram, usano WhatsApp o Telegram, usano Facebook Messenger e sono sempre connessi in mobilità. E quando vedono la pubblicità della Ceres su Facebook ci scappa pure un sorriso e il commento “bravi”.

La domanda è: perché non lo fanno anche loro? Perché non adottano i nuovi modelli sociali e relazionali anche per l’azienda? La loro comunicazione e il loro linguaggio è cambiato. I loro usi e costumi digitali anche. Perché si ostinano a non far fare lo stesso passo alle loro aziende?

In fondo costruire relazioni è alla base di qualsiasi attività imprenditoriale: sono le relazioni con i possibili clienti che vendono. I commerciali più bravi sanno della materia che trainano ma sanno anche essere empatici e mettersi in relazione con gli altri. Le aziende hanno un mondo di strumenti con cui fare “socialità” ed estendere le potenzialità della loro rete commerciale nello spazio digitale, ma, anche quando ci provano, hanno il timore ad utilizzare i linguaggi più adatti per comunicare con gli esseri umani che trovano di fronte a loro.

Se siete nella posizione di poter decidere l’evoluzione della comunicazione della vostra azienda e vi state chiedendo come fare questo salto, la risposta è semplice: in modo naturale. Non forzato. Pensate che la vostra azienda sia una persona, che ne so… pensate al più bravo commerciale che potete desiderare. In che modo comunicherebbe con le persone? Quanto aperto sarebbe al contatto? Quanto disponibile con tutti? Sarebbe supponente o umile? Farebbe battute e scherzerebbe o sarebbe sempre serio e musone?

Così dovrebbe tentare di essere la vostra azienda. Nel linguaggio, negli strumenti e nei contenuti. Ok, magari non arrivare a raccontare barzellette sulle puttane di Berlino come se foste ad una cena tra amici, ma perché la Ceres “brava” e l’azienda che produce bulloni no? Cioè, dove sta scritto che per far parlare una birra sui social posso fare del sarcasmo e con una bulloneria devo essere pesante, monotono e assolutamente “antisociale”?

Il Cluetrain Manifest è del 1999. Già nel 1999 gli autori propugnavano un’idea che, purtroppo, non è stata capita dai moderni imprenditori (beh, dalla maggior parte, magari voi siete quelli illuminati):

È cominciata a livello mondiale una conversazione vigorosa. Attraverso Internet, le persone stanno scoprendo e inventando nuovi modi di condividere le conoscenze pertinenti con incredibile rapidità. Come diretta conseguenza, i mercati stanno diventando più intelligenti e più veloci della maggior parte delle aziende”

E, tanto per rinfrescarvi le prime tesi, così ci meditate un po’ sopra:

  1. I mercati sono conversazioni.
  2. I mercati sono fatti di esseri umani, non di segmenti demografici.
  3. Le conversazioni tra esseri umani suonano umane. E si svolgono con voce umana.
  4. Sia che fornisca informazioni, opinioni, scenari, argomenti contro o divertenti digressioni, la voce umana è sostanzialmente aperta, naturale, non artificiosa.
  5. Le persone si riconoscono l’un l’altra come tali dal suono di questa voce.
  6. Internet permette delle conversazioni tra esseri umani che erano semplicemente impossibili nell’era dei mass media.
  7. Gli hiperlink sovvertono la gerarchia.
  8. Sia nei mercati interconnessi che tra i dipendenti delle aziende intraconnessi, le persone si parlano in un nuovo modo. Molto più efficace.
  9. Queste conversazioni in rete stanno facendo nascere nuove forme di organizzazione sociale e un nuovo scambio della conoscenza.
  10. Il risultato è che i mercati stanno diventando più intelligenti, più informati, più organizzati. Partecipare a un mercato in rete cambia profondamente le persone.
  11. Le persone nei mercati in rete sono riuscite a capire che possono ottenere informazioni e sostegno più tra di loro, che da chi vende. Lo stesso vale per la retorica aziendale circa il valore aggiunto ai loro prodotti di base.

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Evoluzione della socialità personale, mentre le aziende restano al palo. ultima modifica: 2015-12-17T16:29:16+00:00 da Giovanni Fracasso


 

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