Facebook ROI calcolo crollo

Facebook, dopo essere entrato in borsa, deve produrre utili.
In qualsiasi modo.
Anche se la strada intrapresa probabilmente non è la migliore.
La pubblicità a pagamento su Facebook negli ultimi mesi ha avuto, per me, un calo di rendimento importante.

Oltre ad essersi impennati decisamente i prezzi del payperclick di diversi annunci (dal mi piace alla propria pagina, alle offerte, agli annunci sulla barra laterale...), la resa sugli investimenti fatti è spesso bassissima.
Che mi sta bene se Facebook fosse gratis.

Ma gratis, ahimè, Facebook non lo è più, se vuoi usarlo come strumento per farti pubblicità.

Le cause dell'abbassamento della resa degli annunci a pagamento potrebbero essere differenti.

In primis sicuramente un'eccessivo affollamento di inserzionisti che alzano il "rumore" e i prezzi. Uno o due anni fa c'erano sicuramente meno sistemi per sponsorizzare qualcosa all'interno di Facebook ma c'era sicuramente più "spazio" e potevi essere, a parità di prezzo, più presente. Anche il numero ridotto degli inserzionisti contribuiva al successo delle campagne.

C'è poi l'abitudine degli utenti ad ignorare i messaggi sponsorizzati: la gente è diventata più "sgamata" e riconosce con più facilità le inserzioni a pagamento che non sono generate dalla spontanea interazione con i clienti. Prima era più facile dare il mi piace a cani e porci.
Oggi, mediamente, uno ci pensa prima di cliccare qualcosa.

Da quando Facebook si è quotato in borsa, obbligandolo di fatto a massimizzare i profitti, ho notato una progressiva perdita di visibilità per i messaggi delle aziende (e quelli degli utenti) se non sponsorizzati.
Cosa sto dicendo?

Dico che c'era un "prima", quando vedevo molti status di aziende a cui avevo dato il "Mi piace" e c'è un "dopo" in cui i messaggi delle pagine azienda sono progressivamente scomparsi dalle pagine della maggior parte dei loro fan.

Ora, non ho statistiche alla mano comparate, ma indicativamente - sulla base della mia esperienza - ogni 1.000 fan, uno status di una pagina azienda passa nella timeline (quindi, può essere visto) in media da 50/100 persone. 10.000 fan? 300-600 persone di media che si vedono passare il vostro status in timeline non sono nulla. Quanti di questi cliccano e approfondiscono? Pochi.

E' abbastanza palese per me, arrivati a questo punto del ragionamento, che per raggiungere un pubblico potenzialmente più ampio su Facebook bisogna pagare.

20-30 € per mettere in evidenza la notizia e raggiungi 15/20.000 possibili utenti.
Con un problema: la grande indifferenza che molti hanno generato nei confronti delle inserzioni sponsorizzate.

Ho come l'impressione che dietro all'algoritmo che decide quali status di che amici mostrarti nella timeline, si nasconda un sapiente mix di elementi che, valorizzando quegli amici con i quali hai maggiori interazioni, nasconda quasi tutti gli status delle decine di pagine a cui puoi avere dato il "Mi piace", riducendo al minimo la loro diffusione. Il che è lecito e ovvio: è più facile che tu abbia interazioni più frequenti con i tuoi amici che non con un brand o con un negozio.

Quindi non è che Facebook ci gabba, ma dando la precedenza agli amici con i quali scambiamo più messaggi o con quelli di cui guardiamo la pagina, di fatto, crea delle cerchie ristrette nelle quali di solito non ci entrano le pagine aziende.

Non sono una persona che presta orecchio alle teorie complottiste e ritengo perfettamente lecito per Facebook attuare una politica che faccia pagare chi vuole fare pubblicità utilizzando il suo canale sociale.

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