Ecco la seconda parte del mio post sulla Food Photography, ovvero l’arte di fare le foto al cibo, ottenendo immagini in grado di far venire l’acquolina in bocca (e la voglia di assaggiarle quanto prima).

Se vi è sfuggita la prima parte o siete talmente bravi e scrupolosi da optare per un rapido ripasso, la trovate qui. 

Se invece siete prontissimi... interrogazione a sorpresa  ehm no, scherzo, dicevo, continuiamo con gli altri cinque consigli che potrebbero esservi utili per rendere più appetibili le foto che utilizzerete per raccontare sui social che cosa proponete. stuzzicando gola ed appetito dei vostri followers.

6. Less is more.

Ovvero, disponete nel piatto una porzione minore di quella che portate effettivamente ai clienti. Sebbene piatti abbondanti e generosi possano sembravi più appetitosi, in realtà da un punto di vista estetico è molto meglio disporre con eleganza piccole quantità di cibo ed usare il piatto stesso come cornice. La nostra immagine diventa subito più elegante, ricercata e bella.
È ovviamente scontato che il piatto deve essere pulitissimo e il cibo disposto con stile. Il trucco di usare un coppapasta in metallo per tenere raggruppata la porzione e toglierlo all'ultimo funziona sempre alla grandissima.

foto al cibo: coppapasta

7. Stylist a rapporto!

Non distogliete l'attenzione dal re della foto, il cibo, con piatti eccessivamente decorati e colorati, nel senso di variopinti. L'ideale, soprattutto all'inizio, è optare per grandi piatti bianchi e lisci,  in grado di dare risalto al cibo ed insieme ampio respiro alla composizione fotografica. In alcuni casi si può scegliere di sperimentare con stoviglie insolite, ad esempio usando il vetro colorato (blu, nero) per giocare con l'effetto specchio.
La prossima volta che passare da IKEA, divertitevi per un giorno a fare il lavoro di stylist scegliendo tra le loro proposte qualche pezzo in perfetto stile minima spesa, massima resa!
Già che state facendo shopping, passate anche in cartoleria e procuratevi una serie di cartoncini colorati, (nero, rosa, azzurro, cioccolato, beige, verde pastello...) e di carte ad effetto (carta di riso, carte lavorate, ect). Tenete il vostro kit da food photo stylist a portata di mano, anzi di smartphone, ed all'occorrenza vi basteranno pochi secondi per allestire un mini-set! 

foto al cibo: food styling

8. Il fattore "slurp!"

Nelle vostre foto cercate sempre di far risaltare quello che io chiamo il fattore "slurp", ovvero la caratteristica che rende il vostro piatto appetitoso e desiderabile. Per fare un esempio, nel caso di una coscia di pollo, mostrare la pelle croccante e saporita può essere un sistema davvero efficace ed immediato per far venire subito fame a chi vede la vostra foto, specie se avete l'accortezza di pubblicarla in uno di quegli orari strategici intorno a mezzogiorno, quando la fame inizia a manifestare decisi segnali...

foto al cibo: pollo arrosto

9. Meglio poche ma giuste.

Scattate molte foto, sia durante la preparazione e l'ìmpiattamento che del cibo ben disposto e "pronto". Molte delle foto non vi piaceranno, alcune saranno sfocate, o mosse, o sbagliate, per qualche ragione. Io ne faccio sempre a decine, prima di pubblicare, per pura statistica di solito una decente esce... e neanche sempre.

Resistete strenuamente alla tentazione di pubblicare la prima foto che fate, anche se è mossa o sfocata o con lo sfondo che non va, "tanto i clienti capiscono lo stesso".  Certo, i clienti che vi conoscono possono anche fare uno sforzo di immaginazione e "perdonarvi" la foto sbagliata, ma non è detto che chi non conosce il vostro modo di lavorare e il gusto di ciò che proponete sia altrettanto incline a fare lo stesso.

E poi, a tutti noi piacciono le cose belle. Ce le ricordiamo più facilmente, perché ci colpiscono e ci emozionano, e siamo molto più inclini a condividere immagini esteticamente piacevoli, ricercate e curate sul nostro profilo, nella speranza che un po' di quella bellezza, per una strana sorta di proprietà transitiva, ricada anche su di noi.
Per questo vi conviene di gran lunga avere molte foto tra cui scegliere quella da pubblicare, che deve essere bella. Se non ne avete neanche una, NON PUBBLICATE NIENTE.

La mia timeline a volte è letteralmente invasa da immagini talmente "sbagliate" da indurmi quasi a SMETTERE di frequentare certi locali, tanto sembrano sciatti e poco curati i piatti che vengono condivisi.

Io magari sono un po' una rompiscatole, anzi, lo sono sicuramente, però ricordiamoci sempre che per attirare nuovi clienti, distogliendoli dai posti dove vanno di solito e convincendoli, anche con una  foto, perché no, a scegliere noi, dobbiamo dargli ottime ragioni per modificare le loro abitudini consolidate e rassicuranti, non certo "spaventarli" con foto brutte ed approssimative!

zuppa_pesce

 10. Per comunicare la vostra professionalità serve un professionista.

Quest'ultimo punto può sembrare in contraddizione con tutto ciò che abbiamo scritto finora, in questo e nel precedente post.  In realtà non è così, al contrario.

Le idee che mi sono permessa di condividere con voi in realtà le ho imparate lavorando con fotografi professionisti, osservando come si muovevano durante gli shooting, giocando con luci, forme e materiali per trasmettere nella foto tutta la magia che gli altrettanto indispensabili artigiani che lavoravano con me avevano saputo concentrare negli autentici gioielli che le loro mani esperte avevano creato e decorato.

Se usare il vostro smartphone e le più diffuse app di post produzione è un'attività che vi piace, vi diverte e vi sembra di riuscire a fare abbastanza bene (i commenti ed i likes di persone che non temano ritorsioni fisiche e/o ricatti economico-affettivi da parte vostra di solito sono un segnale abbastanza affidabile)  fatelo pure (con intelligenza) per la comunicazione "ordinaria" ma non posso concludere questa seconda parte senza sottolineare che, come scrivo nel titoletto, per comunicare professionalità serve un professionista.

Per le foto del menu, per eventuali promozioni, volantini, o se utilizzate le foto dei vostri prodotti per comunicare anche nel vostro locale, vi consiglierei fortemente di rivolgervi ad un fotografo professionista.
Magari in un post dei prossimi ne parliamo, anche, di come sceglierlo e cosa chiedergli, fateci sapere nei commenti qui o su Facebook se vi interessa.

Anche questa seconda parte del post è giunta (finalmente, dite, e avete ragione) a conclusione... solo che strada facendo m'è preso l'entusiasmo e quindi per uno dei prossimi post da foodie che Giovanni sarà costretto a sorbirsi sono riuscita ad aggiudicarmi una piccola sorpresa, ovvero una autentica I-n-t-e-r-v-i-s-t-a a uno che se ne intende parecchio. Di foto, di cibo (e non solo), di foto-di-cibo:  Stefano Caffarri, critico enogastronomico e direttore del Cucchiaio d'Argento online,  è stato tanto gentile e disponibile da dedicare un po' del suo (indaffaratissimo) tempo ad una breve ma densa chiacchierata.

Non perdetevela, esce qui mercoledì! ;-)