Come un fotografo professionista può usare Instagram per promuoversi

Come un fotografo professionista può usare Instagram per promuoversi

di Alessia Antoniazzi
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Sei un fotografo professionista e vuoi capire come usare Instagram per promuoverti?
Ecco qualche spunto di riflessione.

Questo post nasce da un breve scambio su messenger con un amico che ha recentemente convertito la passione per la fotografia in professione e si chiede se e come Instagram possa essere uno strumento utile per promuovere il suo lavoro.

La prima risposta, considerando che Instagram è “il social delle foto” per eccellenza, sarebbe “diamine, sì, che aspetti?”
Però la domanda implicita che il mio amico non sapeva di stare in realtà facendo mette in gioco diverse variabili.
Ecco perché ho pensato di rispondergli con questo post (ospitato qui perché non ha molta attinenza con il mio blog personale, nda).

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Perché un fotografo dovrebbe avere un profilo Instagram?

Per molto tempo i fotografi “veri” hanno duramente contestato Instagram, accusandolo di rovinare le foto, di illudere anche il più incapace facendogli credere che bastino due filtri e un po’ di bokeh (la sfocatura) per essere un artista della fotografia, perciò se ne stavano alla larga.

In realtà negli anni Instagram si è trasformato molto, abbandonando le terribili cornici e privilegiando strumenti di postproduzione meno invasivi.
Da app di fotoritocco (non certo tra le migliori) è definitivamente stata convertita in community di condivisione, in cui chiunque abbia una sensibilità estetica e un approccio visuale può letteralmente perdersi.
Ci sono foto orribili, foto brutte che si illudono di riuscire a sembrare belle, e molte foto meravigliose.  Sta al fotografo costruirsi un’identità attraverso le foto che sceglie di condividere: i risultati arrivano.

Come può un fotografo acquisire visibilità su Instagram?

La risposta può sembrare banale, ma non lo è:  facendo foto molto belle, ma soprattutto oneste.
I profili più seguiti hanno uno stile unico e costante nelle foto che pubblicano, una coerenza creativa che li contraddistingue. Può essere la desaturazione, un determinato tipo di costruzione dello scatto, il minimalismo, la scelta del formato portrait o landscape, o altro.

Inoltre sono selettivi: preferiscono pubblicare poche foto eccellenti ed evitare l’effetto catalogo generale.
Per il portfolio completo c’è il sito, o Flickr.

Su Instagram state raccontando una storia: ogni foto che scegliete non é un racconto a sé ma un momento del racconto grande. Prima di condividere, assicuratevi che sia in qualche modo riconducibile a voi.

Usate gli hashtag con moderazione: anche qui, la regola é less is more.
Se avete creato un progetto fotografico, coniate un hashtag specifico e invitate i followers a usarlo, se ci fa piacere.

Partecipate ai progetti dei gruppi (igersitalia, igers locali, weekend project di Instagram, eccetera) ma solo se questo vi diverte e vi permette di scattare immagini coerenti con il vostro stile.

Se condividete gli scatti anche su Facebook, limitate a uno o due hashtag la descrizione, riservando gli altri a un commento, in modo da lasciare più “pulito” il post su Facebook.

Dedicate qualche minuto a cercare nuovi utenti da seguire, mettete like, commentate. Siate generosi, ma sinceri: per dieci like ve ne tornerà uno, se siete fortunati, ma avrete visto cosa fanno gli altri, raccolto stimoli, ispirazioni, idee. Non copiate, ma lasciatevi influenzare dalle foto che “funzionano” meglio: perché piacciono?

Seguite chi vi segue e rispondete ai commenti, siate social: ma funziona solo se vi divertite.

“Vedrò risultati concreti e immediati?”

La risposta onesta? Molto probabilmente neanche mezzo. Anche se siete Avedon.

La vostra probabile prossima domanda: e allora? A che serve?
Avere un profilo Instagram non è indispensabile: potete utilizzare altri strumenti di promozione, limitarvi (si fa per dire) a Facebook, al sito web, al blog, al buon vecchio passaparola, che a livello locale è ancora la freccia più potente al vostro arco. I social non sono altro che un amplificatore: se è ben collegato e siete bravi, è fondamentale, ma se stonate, non c’è strategia che tenga.

E quindi? Che senso ha?
Ha senso farlo se non ti aspetti di convertire ogni scatto in una pubblicità per i tuoi servizi, ha senso se ti permette di sperimentare, osare quello che non puoi certo fare nello still life da catalogo con cui paghi le bollette.
Ha senso se ti rende felice condividere i tuoi sguardi e lasciarti arricchire da quelli altrui, ha senso se lo consideri una forma espressiva che ti permetta di raccontare e raccontarti.
Se volessimo fare i fighi ora useremmo parole come storytelling e personal branding.
Servono mica solo a Milano, sapete. (E comunque noi le usiamo poco perché sono ad appannaggio dei “fuffa-lovers” N.d.Giovanni)

Quanto tempo ci vuole?

Eh, un po’. Diciamo dieci minuti al giorno, senza contare quelli necessari allo scatto (smartphone o reflex) e alla post produzione (Snapseed vs Lightroom o Photoshop, ma anche Darktable, che è la versione opensource di lightroom e va una scheggia oltre a essere gratis. gira su linux però). Un po’ di like, ricerca gli hashtag giusti o i progetti a cui vuoi partecipare, rispondi ai commenti… Rischia di diventare un secondo lavoro, vero?

Il mio suggerimento, visto il tempo necessario per seguire i propri profili social è di attivarli solo se davvero li sentite un canale espressivo, un modo di raccontare chi siete e cosa ci fate, dietro quella macchina, cosa rende speciali i vostro ritratti, cosa vi splende dentro e si riflette nello specchio della vostra reflex.

Poi magari può aiutarvi una consulenza strategica iniziale, per capire meglio cosa volete dire, come dirlo in lingua “social” per non sprecare tempo prezioso.
Qualche altro trucco c’è, ma per questo post avete già abbastanza consigli da seguire.
Pronti, partenza, clic.

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Come un fotografo professionista può usare Instagram per promuoversi ultima modifica: 2015-10-04T15:36:15+00:00 da Alessia Antoniazzi


 

2 comments on “Come un fotografo professionista può usare Instagram per promuoversi”

  1. orlando caponetto Rispondi

    Brava Alessia, vermaente molto sincera e precisa nella tua analisi, e anche nei commenti, fantastico il rif ai fuffa lovers, grazie dei consigli, ero tra quei fotografi professionisti che l’hanno sempre sobbato, ma sempre di piu mi chiedono perchè non uso instagram, e le mie risposte cominciano a non essere piu convincenti per nessuno!, Valuterò il passo, anche grazie al tuo articolo! Thx ;)

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