Giuseppe Liguori, è, come dice lui, un appassionato di web a tutto tondo. Ma avete capito orami che questa è una condizione "sine qua non" per occuparsi di SEO, vero? E a Giuseppe piace ancora oggi sperimentare e studiare, per comprendere sempre meglio come ottenere risultati nel posizionamento sui motori di ricerca. Per i consulenti SEO sembra quasi una sfida vero?
In più Giuseppe Liguori da un paio di anni lavora con il suo socio Ivano Di Biasi al SEO Tool chiamato SEOZoom ("e ci sta portando molte soddisfazioni!"). E' uno dei fondatori della Seo Cube, società specializzata nello sviluppo di soluzioni per le strategie SEO. Qui lui si occupa di SEO, Web Marketing e sviluppo software.

Ecco le nostre 7 domande riservate ai SEO specialist. Da leggere tutte d'un fiato, per capire un po' di più sul perché fare SEO e con quale approccio.

Giuseppe Liguori consulente SEO

Domanda
1. La maggior parte delle aziende che negli ultimi 10-15 anni si è dotata del sito web istituzionale, raramente ha orientato il lavoro fatto alla “rintracciabilità” del sito in base ai servizi/prodotti offerti: in troppi si sono limitati al semplice sito statico di presentazione istituzionale, salvo poi lamentarsi che da internet non sono mai arrivati contatti. O troppo pochi. Quale, secondo te, il cambio culturale che devono affrontare queste aziende prima di contattare un consulente SEO?

Risposta
1. Il messaggio che deve passare è che il sito "istituzionale" non deve essere più considerato come un volantino, una brochure o un manifesto in strada. Molte aziende si limitano a dire al loro amico/cliente "Hey guarda, ho anche io il sito web". Nel marketing tradizionale sei tu che devi andare a proporti con la pubblicità nei canali dove la visibilità è alta, mentre nel web devi tu
interporti nel canale dove l'utente ha una necessità e tu hai un contenuto adeguato da presentare.
Molte aziende con cui ho avuto a che fare poi si sono documentate sommariamente e mi chiedono banalmente: "Si ok, mi stai vendendo la SEO, ma quante visite otterrò?".
Io mi limito a spiegare con tutta sincerità che una strategia di visibilità non si limita alle visite, ma a farti trovare da chi ha bisogno di te in un preciso momento.

2. Il marketing su web non è più un terreno da pionieri come negli anni ’90: oggi è un canale di promozione, di vendita e commerciale importante dove ci sono grossi player con grandi investimenti. La piccola e media azienda rischia di essere tagliata fuori? O si può fare SEO anche con piccoli budget? Come?

2. Assolutamente non si viene tagliati fuori. Bisogna giocare d'astuzia. E' chiaro che se vuoi lanciare un portale turistico e metterti a competere con Booking o Expedia e vuoi spendere 1000 euro hai già perso in partenza. Non bisogna fossilizzarsi sulle vanity keyword per poter dire "ce l'ho più lungo", bensì fare uno studio sulla potenzialità del tuo sito web ed ottimizzare il budget su quello che ti è possibile. Quindi dopo potrete tranquillamente affermare "ce l'ho più lunga ... la coda lunga"; Un modo quindi per spendere poco c'è. Capire bene gli obiettivi ed arrivarci pian piano e lateralmente. Chiaro che per poco non intendo i pacchetti da 99 €, ma almeno un budget mensile da destinare per tot mesi è necessario.

3. Spesso arrivano proposte aggressive alle aziende da parte di aziende che propongono pacchetti pronti di attività SEO pubblicizzando risultati sicuri a prezzi relativamente bassi (la vostra azienda prima su Google etc..). C’è da fidarsi? Ovvero:
quali sono i parametri con cui un’azienda dovrebbe valutare l’affidabilità di consulenti SEO o agenzie che si occupano di posizionamento, per non incorrere in fregature colossali?

3. E' semplice: Se ti offrono una garanzia di posizionamento ti stanno già fregando in partenza. Io consulente non sono Google, non posso garantirti alcunchè, se non un lavoro accuratamente pianificato e reportizzato.
I clienti spesso mi chiedono garanzie di posizionamento ed io non posso far altro che spiegare loro che non è ancora nelle mie capacità prevedere il futuro.
D'altronde se vai da un avvocato o da un medico la parcella va saldata indipendentemente dal risultato finale e nessuno si stupisce.
Un altro consiglio che fornisco è quello di documentarsi un minimo per capire che tipologia di pacchetto state acquistando.
So che il tempo è poco, ma il business è il vostro, non del consulente e l'investimento sbagliato ricadrà non solo sulle vostre tasche ma sull'intera azienda, perchè i concorrenti non stanno con le mani in mano ed il tempo mai come questa volta è davvero denaro.

4. Meglio puntare su keyword che intercettano più possibili clienti ma più competitive o puntare sulla coda lunga e su query meno competitive e meno costose? Oppure il rischio è che poi manchi un’adeguata conversione? Ovvero: meglio regnare all’inferno o tentare la scalata al paradiso?

4. L'una non esclude l'altra. Di base, su un sito relativamente nuovo e con poco trust la coda lunga è la strategia più efficace per avere risultati nel breve termine, ma rafforzare pian piano le keyword competitive ti consentono poi di fare il botto una volta che si ottengono posizionamento interessanti. Attenzione però a non gongolare troppo: Guadagnare tanto grazie a keyword competitive mette il vostro business davanti ad un rischio enorme. Domani Google si sveglia, cambia algoritmi, si blocca il
server o qualunque altra catastrofe e senza quelle money keywords vi ritrovate con un pugno di mosche in mano. Quindi in un mondo ideale bisogna guardare lungo ed utilizzare più fonti di traffico. Quindi io pur nascendo come SEO non disdegno Adwords,
Facebook ADS, programmi di affiliazione e quanto più possibile per bilanciare l'ingresso di utenti interessati.

5. Il lavoro di SEO mira – a definizione scolastica – ad aumentare gli accessi ad un determinato sito. Ma la conversione del contatto in una richiesta di preventivo è qualcosa che esula dall’attività di SEO? O il professionista dovrebbe “trascendere” il campo ristretto dell’ottimizzazione per avere uno sguardo più ampio sul web marketing dell’azienda al fine di ottimizzare gli accessi e le conversioni, con uno sguardo alla redditività o al ritorno? Insomma, cosa dici ai tuoi clienti?

5. Quello che spesso manca alle aziende è il controllo, il famoso ROI.
A mio avviso il consulente SEO può spiegarti, ma alla fine il portafogli è il tuo, devi imparare tu a capire come, quando e quanto ti ritorna del denaro investito in marketing.
Il consulente bravo è colui che smette di ragionare per keywords, anche se il committente te l'ha esplicatamente chiesto, ed inizia a ragionare per rendimento di pagine.

Faccio un esempio banale che mi è capitato realmente:
Cliente X vende latte di cocco.
Ora il latte di cocco ha tanti usi e si può utilizzare per preparare un dolce, per bere, per preparare delle creme per il corpo, per fare shampoo e tante altre cose.
La pagina quindi potenzialmente poteva posizionarsi per n-mila concetti, ma inizialmente l'ecommerce era strutturato solo per considerare la keyword secca.
Con una buona ottimizzazione sul potenziale della pagina ed una ricerca sulle necessità degli utenti, quest'ultima si potrà in futuro posizionare per:

  • latte di cocco ricette
  • latte di cocco calorie
  • latte di cocco capelli
  • latte di cocco fai da te
  • latte di cocco benefici
  • latte di cocco proprietà
  • latte di cocco valori nutrizionali
  • latte di cocco da bere
  • ...e tante altre migliaia di varianti.

Quindi alla fine l'utente finale ha una esigenza, ha trovato una pagina che soddisfa questa esigenza e compra il prodotto.

6. Monitorare il lavoro svolto da un consulente SEO. Spesso si demanda allo stesso consulente – difficilmente le piccole medie aziende, che sono la maggior parte in Italia, vanno da due consulenti, l’esperto SEO e l’analista del lavoro SEO ;) – l’analisi e l’interpretazione dei risultati raggiunti. Qualche consiglio per costruirsi in casa dei framework semplici ed avere dei parametri di valutazione del lavoro svolto – senza per questo penalizzare chi porta avanti un’attività che di regole certe ne ha poche?

6. In realtà ho già risposto nella domanda precedente. Il consulente SEO/SEM/o altra sigla a scelta ti potrà spiegare i grafici e le tabelle, ma secondo me è importante che esista una figura interna che faccia gli interessi diretti dell'azienda. Non è questione di fiducia, puoi anche fidarti ciecamente di me come consulente SEO, ma sei tu che fai impresa, sei tu che vendi il latte di cocco.
Per quanto io ne possa capire di keyword research tu imprenditore sei esperto del tuo settore.
I migliori rendimenti li ho sempre ottenuti quando l'azienda si mette in gioco in prima persona, guidati dal consulente.
Quando un cliente mi delega totalmente l'operatività il fallimento a lungo andare è una certezza, motivo per cui tendo a rifiutare lavori di coloro che mi vogliono delegare totalmente l'aspetto di remuneratività del loro sito web.

D'altronde ragiona, non sono mica scemo. Se io potessi fare tutto da solo ed intuissi la potenzialità del business, l'ecommerce me lo aprirei direttamente io, no?

7. Domanda libera. Una cosa che ritieni sia importante da dire ad un imprenditore in ambito ottimizzazione per i motori di ricerca. Un pensiero con cui lasciarli.

7. Internet non è la gallina dalle uova d'oro. Tantissima gente è convinta di avere l'idea del secolo. Molti imprenditori sono venuti da me con business plan su idee trite e ritrite, convinte di essere i novelli Mark Zuckerberg.
Purtroppo l'era delle startup innovative è già finita da un pezzo, e non sono convintissimo che l'Italia sia anche il mercato ideale per le innovazioni.

Le idee migliori sono quelle semplici. Proponiti sul web con la cosa migliore che sai fare.
Sei bravo a vendere frutta? Vendi la frutta.

Questo è il valore aggiunto, che unito a dei bravi consulenti poi ti porterà a svoltare.