google   minus

Un commento di Matteo Carioli ad un mio articolo di quasi un mese fa mi ha fatto un po' riflettere. Al punto che dopo un mese trovo il tempo e la voglia di scrivere (con la bimba di un anno che si sveglia due volte a notte, quello di 6 anni che ha cominciato scuola, un lavoro e una vita sociale...sto attraversando un periodo particolarmente impegnato della mia vita..."stressato" forse è la parola giusta, più che "particolare").

Matteo mi fa giustamente notare (in questo commento), semplicemente postando un link (questo), come gli elogi a Google, per quanto possono starci, stridono con la realtà dei fatti: il social network Google plus perde frequentatori. In maniera drammatica vista la giovinezza dello strumento, una gioiosa macchina da guerra che doveva sapravanzare a ritmi sempre più importanti.

Vi dico la esperienza personale: a luglio grande entusiasmo, tutti su Google plus, bello, fico, funzionale; mi inviti? si ecco, grazie tante, ci vediamo là.

Torno dalla vacanze ed ė avvilente.
Ho tre contatti che imperterriti postano di tutto e di più, tutti gli altri non so neppure se ci sono.

Il fatto che "il grosso" dei contatti sia su Facebook costituisce a mio avviso una massa critica che "pesa" ed ė difficile da spostare. Ė una montagna dalla cui cima, quando condividi un contenuto, hai una rete di contatti consolidata che prende coscienza di te. Ed è facile spostare un grammo, un chilo e pure, se ci mettiamo d'impegno, qualche quintale. Ma centinaia di tonnellate da smuovere sono un'altra questione. Anche perché poi sorge spontanea la domanda: perchè devo spostarle? devo spostarle io? devo iniziare io?

Su Google + il deserto, al confronto.
Ho 1000 amici su Facebook, di 200 o 300 potrei farne a meno. Ma ne ho comunque 700 che sono li, leggono quello che scrivo e condividono con me le loro esperienze. Quando posto su G+ parlo con 30 persone. Selezionate finchė vuoi ma sempre 30. Faccio quasi prima a mandare un sms o a chiamare quelle della cerchia che mi interessa...
Il patrimonio di relazioni resta forte su Facebook. Sno le pagine gialle all'epoca del telefono fisso: perché scrivere il mio numero da qualche altra parte se tutti in casa hanno le pagine gialle?

Credo che se Google non si inventa qualcosa in breve tempo potrebbe trovarsi con un pugno di mosche in mano. Il che sarebbe male per l'utente finale. In primis perché la concorrenza fa sempre bene e stimola le migliorie; poi perchė sono gli unici ad oggi con una potenza e bacino d'utenti in grado di supportare una competizione con un gigante come Facebook; infine perché ė proprio ben fatto e sarebbe un peccato vederlo sparire.

Si potrebbe malignamente aggiungere che Facebook la lezione di G+ l'ha imparata e già integrato le funzioni simili sulla sua bacheca e che quindi il ruolo che doveva esercitare sul mondo G+ l'ha già svolto :-)

Viene da chiedersi - salvo poi fra due settimane essere smentito dal mondo che cambia - dove stia sbagliando Google +.
Viene certamente da chiederselo.
Darsi una risposta ė decisamente più difficile che porsi la domanda.

Se una colpa originaria va individuata ė quelli di aver fatto un social network che fa le stesse cose di Facebook. Decisamente le fa molto bene, la gestione dei contatti ė migliore, le foto e i giochi anche...ma la sua funzione sociale ė la stessa: condividere contenuti privati con gli altri, generici e senza una mission specifica. Se non quella di relazionarti.

Sto lavorando con un gruppo di persone alla realizzazione di un social network dedicato al mondo degli affari. Ma già in questa affermazione c'ė una cosa che Google plus non ha: un'identità specifica e un obiettivo, un'offerta differente che manca al mondo social. Non so se il prodotto che stiamo concettualizzando funzionerà.
Ma di sicuro ha un'anima e studiamo gli aspetti che dovrebbero spingere gli utenti ad iscriversi e ad utilizzarlo.
Google ha peccato forse di superbia e ha pensato che le sue migliorie di Facebook fossero un motivo sufficiente per abbandonare in massa Facebook, pur senza proporre delle novità sostanziali nel mondo dei social network: una rivisitazione estetica e con qualche funzione aggiuntiva che non cambia il modo d'utilizzare il social network non si dimostra sufficiente.

Anche perché Facebook mica rimane a guardare: integra le cose più ovvie, ne migliora altre di meno appariscenti e sparisce il motivo che ti dovrebbe far lasciare alle spalle tutte le relazioni sociali online costruite negli ulti i 4-5 anni.