HubSpot e inbound marketing & sales sono un connubio imprescindibile: non sapremo mai se nella testa di Brian Halligan e di Darmesh Shah sia nato prima l'uovo a la gallina. Ovvero possono anche raccontarci di avere pensato e codificato questa nuova metodologia, l'inbound marketing, perché delusi dai risultati sempre meno performanti delle tecniche tradizionali e per cambiare il volto della comunicazione, per renderla meno intrusiva e fastidiosa. E fino a qui ci sta. Ma io non ho capito davvero se avessero in mente, fin da subito, di costruire un software per gestire questa nuova metodologia e trasformarlo in un'azienda globale.

 

inbound marketing hubspot

 

Partire da questa considerazione credo che vi avvicini al mio punto di vista. Dato per assodato che, mentre leggete questo, tutti sappiate cos'è l'inbound marketing e cos'è HubSpot, vado diretto al punto: non si può fare inbound marketing senza utilizzare HubSpot e il fatto che in Italia ci siano un sacco di agenzie e consulenti che propongano inbound marketing & sales senza far riferimento alla piattaforma - senza neppure sapere che esiste - è una situazione generata dall'assenza di HubSpot in Italia nei primi 10 anni in cui il termine inbound marketing & sales e la metodologia inbound, hanno travalicato i confini nazionali degli Stati Uniti per arrivare qui.

In altre parole: non usare HubSpot per fare inbound marketing, in assenza nel mercato di una piattaforma che "pensi" e "ragioni" come HubSpot, offrendo i servizi che offre HubSpot, significa in parole povere non fare inbound marketing.

Se hai capito la metodologia inbound marketing e inbound sales tutto si basa su attrazione, conversione, segmentazione, qualificazione commerciale e chiusura.

Per fare questo hai bisogno (e prendete un bel respiro perché la frase è lunga) di un software che ti permetta di gestire contenuti, ottimizzarli, gestirne la distribuzione (l'ottimizzazione SEO, mobile, la condivisione sui social), che ti permetta una raccolta di lead e la loro gestione in liste a seconda delle interazioni che questi hanno con i contenuti (post, pagine, landing, call-to-action, social, email, referral, link), che queste liste si aggiornino e siano fluide e dinamiche per accogliere i cambiamenti di interessi e necessità dei lead, che ti permetta di capire - attraverso una mappatura dei contenuti digitali dell'azienda - quando il contatto è qualificato commercialmente, in modo da procedere alla fase di smarketing e, con la marketing automation, curare l'alimentazione del lead e portarlo verso la chiusura, quando non si reputi necessario la creazioni di attività dirette dei commerciali. (Phew...).

Se poi assumiamo, come validi ed importanti, concetti collaterali dell'inbound marketing, come il marketing contestuale,  riassumibile nella formula "the right content to the right person at the right time", ecco che uno strumento come gli smart content, sono la ciliegina sulla torta di tutte le altre funzioni che ti permettono, giorno dopo giorno, di sviluppare e far progredire la tua strategia di acquisizione clienti ed i aumento del fatturato che arriva dal canale digital.

No, comunque, non sto dicendo che se vi hanno venduto "l'inbound marketing" senza HubSpot vi hanno truffato. Ma c'è speso un misunderstanding comune attorno a questa metodologia. Moltissime persone che "la vendono" o che sono convinti di farla, la scambiano per l'attrazione e la conversione in clienti. Ecco che questa diventa: fare un blog, attrarre con la SEO e convertire con una landing su un'offerta di sconto, di analisi gratuita, di consulenza, di acquisto o altro. Non c'è la minima attenzione su tutto quello che viene prima della chiusura, ovvero l'attrazione e la conversione di prospect che sono ancora lontani dal concetto di "acquisto" perché poi per segmentare, qualificare ed alimentare le liste che si creano,  è necessario utilizzare un software. Meno che meno si presta attenzione alla personalizzazione dei contenuti "in site", a seconda della lista di appartenenza, il sito di provenienza o altri parametri, non essendoci software che uniscono condivisione social, analisi del traffico sul sito, smart content e marketing automation.

Diciamola più chiara ancora: l'inbound marketing sta riscontrando nel mondo un discreto successo, perché - per la prima volta - nell'ambito del marketing digitale, si mettono in riga tutti gli strumenti utilizzati e si da loro uno scopo, mettendoli al servizio del commerciale. Ma fintantoché chi vende e dice di fare inbound marketing non ha mai neppure messo piede all'interno dell'Accademia di HubSpot o non ha neppure letto, guardato o studiato le certificazione inbound marketing e  inbound sales di HubSpot... di cosa parliamo?

SCOPRI HUBSPOT  e i servizi DI ICT(DIGITALTHINK)

SCOPRI HUBSPOT  e i servizi DI ICT(DIGITALTHINK)

SCOPRI HUBSPOT  e i servizi DI ICT(DIGITALTHINK)

SCOPRI HUBSPOT  e i servizi DI ICT(DIGITALTHINK)

SCOPRI HUBSPOT  e i servizi DI ICT(DIGITALTHINK)

E niente... se capisci l'inbound e hai provato un po' HubSpot, se ci provi senza usare questa piattaforma ti senti un po' nudo, mondo o inerme. Per quanto bravo e preparato tu sia. Certo, puoi farne a meno e costruire grandiosi e costosi accrocchi per simulare il tutto (vedasi, l'esperimento FrankenSpot, ovvero il tentativo a forza di plugin, servizi scoordinati e personalizzazioni, di usare Wordpress per scimmiottare HubSpot).

SCOPRI HUBSPOT  e i servizi DI ICT(DIGITALTHINK)

PS: scopri i costi di HubSpot e i costi dell'inbound marketing.