Quando aveva un anno mia figlia entrava nelle "sue" applicazioni per iPad, andando in cerca tra le schermate delle "sue" icone. Oggi, a due anni, interagisce in modo totale con i "suoi" giochi: il puzzle dei dinosauri, il gioco della vecchia fattoria, quello del coccodrillo...a dire la verità sono già diversi mesi che lo fa.
Una dimestichezza che la maggior parte dei miei coetanei non dimostra neppure lontanamente.

Nativi digitali? Sì, ma quello lo erano anche 10 o 15 anni fa.
Oggi sono i nativi touch che segnano la differenza con la generazione precedente.
Quando con la televisione entro in modalità "smart", ovvero accedo alle applicazioni per la tv (con la apple TV o altri mediacenter) Mariavittoria si avvicina allo schermo e comincia a toccarlo, infastidita dal fatto che, nonostante la virulenza dei suoi colpi, toccare quelle grandi icone non produca effetti immediati.
Incazzata perché le altre superfici non sono come l'iPad.
Per la generazione touch è normale essere immersi con le dita all'interno di dispositivi portatili. Sono anche un passo più avanti verso il multitasking: dispositivo portatile in mano e televisione contemporaneamente (un po' come faccio io quando sfoglio distrattamente il browser mentre guardo un evento sportivo, un telegiornale o un documentario).
La generazione touch oggi ha al massimo 4-5 anni ma sono negli ultimi due anni che - con l'entrata degli smartphone in molte famiglie - stanno diventando un fenomeno di massa.

Siamo lontanissimi dalla mia generazione: io alle medie ho avuto il mio Commodore Vic 20 attaccato alla televisione in bianco e nero della mia stanzetta. Per il mio primo personal computer ho atteso praticamente la maggiore età. Internet era un concetto ardito anche per le serie tv più fantascientifiche, la velocità dell'informazione che oggi diamo per scontata era utopia.
La potenza di calcolo delle cose che ci circondavano era motivo di ampie discussioni tra noi geek.
Senza arrivare ai nativi touch - vedremo nei prossimi anni di cosa saranno capaci - è innegabile vedere oggi due grandi macrogruppi sociali: quelli che hanno abbracciato il cambiamento delle abitudini e dei mezzi (dal computer fisso, al portatile, per arrivare al laptot e poi al tablet...e che magari aspettano gli occhiali di Google) in ogni aspetto della loro vita (scolastica, lavorativa, sociale) e quelli che proprio non ci stanno.

Sono molti di quelli che stanno tra la mia generazione e quella di mio padre che già si sono consumati per capire come funziona un computer...adesso basta. Che non capiscono perchè ci sia gente che racconta i fatti propri su Facebook, Twitter proprio non lo vogliono neppure immaginare e sanno che c'è un mondo dietro che non sono interessati ad indagare.
Molti addirittura ne derivano un senso di esclusività e di compiacimento da questo loro "essere avulsi" da una nuova realtà sociale che compenetra rete e vita reale.
Ne fanno fregio e vanto.
Sì, navigano, usano un po' l'email, qualcuno addirittura compra online. Ma stanno decisamente lontani dal lato social del web.
Forse un giorno saranno identificati anche questi dalla sociologia come una categoria particolare d'individui e questo loro comportamento avrà un nome.
Ma il mondo che verrà difficilmente lo costruiranno loro.
Il futuro appartiene alla nuova iGeneration, descritta anche da Jeff Bullas QUI) con queste parole:
"L'attuale iGeneration che va al liceo e all'università non ha conosciuto nient'altro che Facebook, Youtube e Google.
Ormai il giocattolo più ambito fra i bambini più piccoli è un iPad Apple che rende molto intuitivi l'apprendimento e l'intrattenimento.
I dispositivi mobili la fanno da padrone!"

Digital Media IX di recente ha svolto uno studio su 2.000 studenti al college per cercare di scoprire quali media digitali, quali brand e dispositivi vanno per la maggiore. DigitalMedialX ha sviluppato il rapporto DMIX (DMIX/R) per fornire informazioni sui brand e spiegare come essi vengono influenzati dalle varie forme di media digitali.

Potete trovare QUI (http://digitalmediaix.com/wp-content/themes/DMIX/CollegeStudentsDM4.pdf) la ricerca completa.

Ecco qui le 6 conclusioni di questa ricerca.

1. I 6 social network più usati dagli studenti al college.

Non è stata una sorpresa scoprire la top 3, che vede Facebook, Youtube e Twitter con oltre il 60% di tasso di utilizzo.
Facebook al 97% continua, come previsto, ad essere il social network de facto più apprezzato da quasi tutti gli studenti.
Lo studio ha anche rivelato che Linkedin è importante in particolare per gli studenti agli ultimi anni di università, visto che iniziano a pensare alla loro carriera.
Pinterest è ancora considerato roba da donne, con il 55% delle universitarie che lo usano e solo il 5% di ragazzi su questa piattaforma social media visiva.
Quello che mi ha stupito è stato trovare Google+ ad oltre il 20% con le utenti femminili che rappresentano il 60% dei partecipanti.

2. Come gli studenti interagiscono con i brand

Non abbandonerei tanto presto il vostro sito web perché è ancora utile per interagire con gli studenti universitari.
Rimane infatti la principale piattaforma digitale che visitano per ottenere informazioni. L'interazione con la pagina di Facebook è sostanzialmente limitata ai "mi piace"cliccati per partecipare ad un concorso o ottenere qualche bonus.
Oltre il 50% interagisce con video, soprattutto tramite Youtube.
Più di un terzo degli studenti scarica app sponsorizzate dal brand, sottolineando la crescente importanza delle app e del mobile per queste interazioni.
Twitter, nonostante sia il meno popolare, si è rivelato essere un potente strumento di marketing grazie a quelli che "cinguettano" e in questo modo influenzano un ampio gruppo di amici che ampliano il pubblico disponibile.

3. Smart Phones

Come ci aspettavamo, gli smart phone sono l'oggetto più importante da portarsi dietro. È stato impressionante il livello di influenza dimostrato da iPhone Apple su questa generazione (58%).
Sembra che anche il Blackberry (8%) sia stato usurpato dal HTC (11%); anche l'uso di Samsung è aumentato.
La ricerca svela il potere del brand Apple sulle giovani generazioni.

4. App mobile sui cellulari degli studenti

Nella ricerca gli studenti universitari hanno indicato 800 applicazioni mobile ma nove app rappresentavano quasi la metà delle risposte (come si può vedere nella grafica qui sotto).
Le tre app principali erano Facebook, Twitter e il meteo.
L'aumento di Instagram e Pinterest negli ultimi 12 mesi è stato altrettanto apprezzabile.
Come ci si aspettava, le app sullo sport sono state le preferite dagli uomini.

5. I dieci migliori brand digitali per gli universitari

L'influenza pervasiva di Apple è chiaramente dimostrata nella classifica qui sotto, nella quale 3 top brand digitali su 5 appartengono a questa azienda.