Sam Laird si occupa di sport, internet, social media e tech e dal novembre 2011 lavora per Mashable, dove ha pubblicato un'interessante analisi dell'azione di Jocktalk sui social media. Un caso di studio di una startup che sembra funzionare.

I social network come Twitter e Facebook sono stati la spina dorsale del marketing degli atleti professionisti e della loro capacità di coinvolgere i fan. Ma anche queste mega piattaforme hanno dei limiti, come sostengono i creatori del nuovo social network JockTalk.

L'obiettivo di JockTalk è sfruttare al massimo la leva di marketing che i social network hanno rappresentato per gli atleti, oltre a permettere loro di creare direttamente introiti per loro stessi o per le loro associazioni di beneficenza attraverso un'interazione sociale con i fan. Il sito è stato co-fondato dall'ex star del Baseball degli All-Star Shawn Green e l'imprenditore Brandon Kensel.

Green ha detto a Mashable: "Abbiamo visto che c'era un divario da colmare, perché anche se gli atleti si sono dati in massa ai social network, non esisteva uno strumento con cui veniva generato un profitto sui siti di social media per gli atleti e le loro associazioni di beneficenza".

Jocktalk debutterà con una beta privata questa settimana. Ha già convinto ad iscriversi un lungo elenco di circa 60 atleti dei principali campionati sportivi americani.
La lista include Kevin Love e Deron Williams dall'NBA, Wes Welker della National Football League, e Logan Couture della National Hockey League.
Infine, l'esperto CTO Monte Gibbs sta progettando l'architettura del sito.

Allora, come riusciranno Love, Welker e gli altri a raccogliere fondi usando JockTalk? Gli atleti avranno un profilo sul network, esattamente come i loro fan.
Il sito genererà profitti tramite la pubblicità, la pubblicazione di contenuti generati dagli utenti e piattaforme di e-commerce legate al mondo dello sport.

L'introito degli atleti cambierà a seconda di quanto saranno attivi. Potranno per esempio pubblicare le introduzioni a post di 300 caratteri (il massimo di JockTalk) via Twitter, per sfruttare l'ampia base di follower che hanno su questo social network e reindirizzare i visitatori al sito di riferimento affinché questi ultimi leggano il messaggio completo.

Kensel ci dice che "I giocatori e i fan useranno effettivamente i loro nomi di Twitter, poiché parte del nostro obiettivo sta nel creare di un'esperienza integrata...Non stiamo chiedendo agli atleti di cambiare le loro abitudini".

Questo sarà la chiave del successo di JockTalk, visto che non c'è possibilità che un sito si sostituisca facilmente alla visibilità che Twitter e Facebook hanno dato agli atleti professionisti. Ma se i giocatori sono in grado di usare questi affermati network per attrarre effettivamente un notevole numero di loro fan su JockTalk, anche soltanto per brevi visite, Kensel e Green potrebbero davvero avere qualcosa di interessante in mano.

Jocktalk è per il momento completamente autofinanziato, anche se in un intervista su Mashable i suoi co fondatori sembravano aperti all'arrivo di qualche investitore. Si prevede che uscirà un'app iOS mobile a giugno, con una versione Android a seguire. Il sito rimarrà per il momento ad iscrizione solo su invito dei fan, ma non aspettatevi delle grosse barriere all'entrata.

Green ci dice che "Avendo giocato a calcio a livello professionistico per 16 anni, ho molti rapporti con i giocatori e gli ex giocatori". "I giocatori sono molto interessati al progetto e il feedback che sto ricevendo è che c'è un forte bisogno di cose come queste: in particolare, considerano molto importanti le implicazioni che ci potrebbero essere per le loro associazioni di beneficenza".

Pensate che JockTalk potrà prendere piede nel mondo dello sport e dei social media?

[fonte: http://mashable.com/2012/04/19/jocktalk-startup/]