Erin Everheart è direttrice di web e social media marketing al 352 Media Group, un'agenzia di marketing digitale che si occupa anche dello sviluppo di applicazioni mobile e web (Seguitela su Twitter a @erinever)

Erin ha scritto un articolo su Mashable.com che dovrebbero leggere tutti quelli che si occupano in qualche modo di web, sopratutto chi fa il consulente SEO. Non solo chi i siti li realizza ma soprattutto chi li usa per raggiungere i suoi obiettivi di marketing. Perchè avere un sito che si indicizza bene è solo l'inizio.

consulente SEO
Quando parliamo da queste pagine di marketing contenutistico, di cercare contenuti che interessino ai vostri clienti, stiamo già andando nella direzione giusta. Se fate le cose per bene (e se le avete sempre fatte) non dovrete preoccuparvi della ricerca semantica.
Anzi, attendetela con ansia.

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Il panorama del SEO (l'ottimizzazione dei siti) è cambiato radicalmente negli ultimi mesi, ma una cosa è rimasta piuttosto costante: continua ad essere rilevante il potere dalle parole chiave (nella vostra struttura URL, nei meta tag, nwi vostri contenuti e vostri link...) Ovunque vogliate considerarle le keyword sono ovunque nelle pratiche di SEO.

Anche nei più recenti aggiornamenti dell'algoritmo di Google (Panda, Search Plus Your World e Venice, giusto per nominarne alcuni) le keywords sono rimaste relativamente immutate. Ma il prossimo aggiornamento segnerà un aumento del peso della ricerca semantica perchè -secondo il responsabile "guru" di Google Search, Amit Singhal - Google sta aggiungendo un elemento completamente nuovo: l'elemento umano.

Che cos'è la ricerca semantica?

La ricerca semantica usa l'intelligenza artificiale per capire le intenzioni di chi effettua la ricerca e il messaggio della query, piuttosto che fare l'analisi grammaticale delle parole chiave, come un dizionario.
Adesso, quando cercate, Google vi dà dei risultati basandosi soprattutto sul testo e le parole chiave che mettete nella vostra ricerca. Fondamentalmente, Google cerca di indovinare come meglio può. (Nota di Giovanni: Gli elementi semantici probabilmente oggi si limitano a verificare la congruenza delle parole utilizzate nel contesto).

Quando farete una ricerca semantica, Google analizzerà a fondo la relazione fra le parole, come funzionano insieme, e cercherà di capire il loro significato. Google capirà che in inglese "their" e "they're" hanno due significati diversi, e quando "New" e "York" sono scritti insieme, il loro significato cambierà.

La ricerca semantica non è un concetto del tutto nuovo. Già nel 2008, i motori di ricerca dimostravano un certo interesse per la lingua naturale piuttosto che per le parole chiave. Tuttavia, ci stiamo rendendo conto della sua importanza quasi solo ora, grazie a Google. E Google di fatto sta prendendo nota, vista anche la risposta a Siri con Google Assistant, che uscirà per dispositivi Android alla fine del prossimo anno.

"Il grafico della conoscenza"

Il sistema di supporto di questa ricerca semantica sarà il Grafico della conoscenza di Google, un conglomerato di informazioni volto a rispondere a possibili ricerche che le persone potrebbero fare. Non soltanto Google comprenderà che cosa viene cercato, ma il Grafico della Conoscenza avrà anche l'obiettivo di darvi più informazioni contestuali su queste ricerche, non semplicemente una lista di 10 altri siti web che potrebbero rispondere alla stessa vostra domanda.

Quali sono le implicazioni per il SEO?

Le parole chiave sono facili da manipolare.
Non si può dire lo stesso per le intenzioni.
Per riuscire a posizionarsi bene in una ricerca semantica, non dovrete semplicemente mettere le vostre keyword nel posto giusto, dovrete rendervi conto di quali sono i reali significati dietro quelle keyword e creare un contenuto appropriato ad esse. Questo mette un accento particolare sulla vostra ricerca per parole chiave.

Quando le persone fanno una ricerca, vogliono rispondere a qualche domanda, semplicemente utilizzando la versione troncata della domanda stessa.
La ricerca per parole chiave dipende essenzialmente dai dati, secondo la popolarità dei termini presenti nella loro domanda.
La ricerca per parole chiave nella ricerca semantica dovrà concentrarsi su che cosa la persona intende dire quando sta fa facendo una ricerca con quella specifica parola chiave.

Per esempio: Yoga.
Che cosa potrebbero trovare le persone che cercano "yoga"?
-Che cos'è lo yoga?
-I diversi tipi di yoga
-Come fare le varie posizioni dello yoga
-I migliori pantaloni per fare yoga
-Esercizi video di yoga

Le possibilità sono infinite.

Quando inquadrate il vostro contenuto nel mondo della ricerca semantica, esso deve riuscire a rispondere alla specifica domanda che le persone fanno in relazione a quella parola chiave.
Ad ogni frase che scrivete chiedetevi: c
ome può questa rispondere alle domande di una persona? Dovreste fare attenzione alla lingua naturale anche se quegli utenti continueranno ancora ad usare soltanto le keywords.

Con il grafico della conoscenza, Google stesso sarà d'ora in poi in grado di rispondere a domande, al posto di affidarsi ad un altro sito web per avere l'informazione.
Quindi, non soltanto dovrete competere con aziende per il posizionamento, l'esposizione e i click su Google, ma anche con Google stesso. E gli utenti non abbandoneranno subito qualcosa a loro familiare, come una pagina risultati, per andare su un sito web di cui non hanno mai sentito parlare prima.