Engage. Nell'accezione del social media marketing, il coinvolgimento degli utenti alle nostre attività, per dirla in modo brutale e grossolano. Dato molto più interessante rispetto al numero di utenti che ci seguono. Questo spesso è direttamente correlato al grafo di "influenza" che esercita un marchio/prodotto/azienda.
Engage e Influence. Le due parole che stanno cambiando il mondo del marketing.
Nick Cifuentes l'approfondisce in modo esemplare.

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Grazie all'avvento dei social media, il marketing del passaparola è diventato uno strumento con il quale i consumatori possono far valere la loro influenza. Nelle loro sperimentazioni, i brand sondano lo spazio digitale per scovare "influencer" di ogni tipo. E di questi ne sono parecchi. Spesso sono gruppi di nicchia delle élite social che pubblicano contenuto in maniera continua. La loro passione per i prodotti è spinta dal desiderio non solo di primeggiare in quel particolare settore, ma anche di essere visti come persone influenti.

Influenza digitale. Cos'è.

Sto parlando degli influencer digitali. Questi esperti nella creazione dei contenuti si occupano di una vastissima gamma di prodotti; sono le élite social che in diversi contesti (blog, Youtube, Twitter, Facebook, Pinterest etc) parlano di tecnologia, cibo, istruzione, arti, sport, lifestyle, automobili etc…le loro categorie non si contano. Pensate a qualsiasi settore vi venga in mente: c'è la possibilità che esista un influencer esperto di quella categoria.

Quando hanno bisogno di qualcuno con cui parlare dei loro prodotti, le aziende puntano a queste élite sociali, e cercano di accaparrarsele prima che lo faccia la concorrenza; gli influencer sono sempre pronti a rendersi disponibili in cambio di soldi, viaggi, prodotti gratuiti, eccetera. Considerato il loro seguito sui social network, spesso piuttosto consistente, per i brand vale la pena fare questo tipo di investimento. Spesso questi circoli social superano la fase dell'"amicizia digitale" e finiscono per farsi pagare, a volte caro, per un posizionamento sulle loro piattaforme.

Sembra inquietante ma in realtà non lo è. Questo tipo di impegno da parte dell'azienda deve essere comunque preso con le pinze. Le aziende spesso non comprendono il significato di "influenza digitale" e finiscono per fare progetti alla cieca. Ma quando si definisce una strategia, è importante fare un passo indietro e porsi le seguenti domande:

  •  Che cos'è l'influenza e che come si fa ad essere influenti
  •  Chi è influente sui social network e perché?
  • Come si può misurare il livello di influenza o la capacità di influenzare qualcuno?
  • Quali effetti ha il passaparola digitale sulla mia azienda?

Come posso misurare il tasso di coinvolgimento nei miei clienti più influenti?

Non è scienza astrusa: in realtà è qualcosa di molto semplice, ma le aziende, spesso e volentieri, si scervellano troppo su come funziona l'influenza. Tendono a rispondere a queste domande con in testa gli obiettivi sbagliati, e magari giungono alla conclusione che un influencer sia semplicemente qualcuno che farà aumentare le loro vendite: certo, non hanno del tutto torto, ma questo è un tipo di obiettivo su cui gli influencer in realtà non avranno ripercussioni. Bisognerebbe piuttosto pensare agli influencer come rappresentanti del vostro brand, della sua personalità, dei suoi valori, della sua integrità, e interagire con il pubblico grazie al loro aiuto. Pensare al coinvolgimento in questi termini renderà i vostri risultati più genuini; altrimenti, tutte le volte che un influencer pubblicherà un qualunque post ci sarà un'azienda pronta ad accaparrarselo.

Che cos'è il coinvolgimento?

Se avete affrontato le questioni precedenti nella giusta maniera, potrete finalmente fare il passo successivo, ovvero sviluppare di un piano di influenza.

I 6 requisiti di cui avrete bisogno:

1. Punti di forza.
Comprendete qual è la vostra posizione attuale: è fondamentale per iniziare a sviluppare il vostro piano. Se non conoscete il vostro campo o le vostre peculiarità, sappiate che state decisamente partendo con il piede sbagliato.

2. Pubblico.
Decidete chi volete raggiungere. In questo senso, cercate di pensare più spesso in modo controcorrente. Se avete delle caratteristiche uniche e il vostro pubblico è piccolo, dovreste abbandonare i confortevoli confini del vostro approccio aziendale e chiedervi "in che modo il mio messaggio può avere un'influenza diretta? Come è possibile diffonderlo?".

3. Strategia.
Create una strategia che metta in connessione voi, i vostri consumatori e le loro comunità. Pensate al vostro messaggio, coltivate un'idea, e prendete in considerazione un pubblico con degli interessi che divergono dall'offerta principale del vostro brand.

4. L'indentificazione degli influencer.
Identificate gli individui che possiedono esattamente le caratteristiche che state cercando. Questo può essere un momento complesso all'interno del processo, sia che lo gestiate da soli sia che chiediate aiuto a terzi; le 4 parole magiche saranno "portata, rilevanza, messaggio, risonanza".

5. Campagna.
Seguite le vostre campagne passo dopo passo e osservate quello che funziona e quello che non funziona; successivamente, dedicatevi all'ottimizzazione.
Dovete costantemente monitorare la vostra campagna, sia che stiate agendo singolarmente sia che stiate chiedendo un aiuto esterno. Le campagne degli influencer sono sempre flessibili e possono essere cambiate in corso d'opera in qualunque momento; non pensiate mai che siano fatte, finite e dimenticate.
Siate proattivi e sempre sull'attenti.

6. Misurazione.
Misurate le vostre campagne usando gli indicatori chiave di performance più adatti.
Ecco un punto delicato dove molte aziende potrebbero sbagliare: se saprete in anticipo qual è il vostro obiettivo finale e ciò di cui avrete bisogno per soddisfare i vostri dirigenti, vi risparmierete un bel po' di grattacapi. Monitorate tutte le attività e gli sviluppi della vostra campagna e tentate di capire quello che ha funzionato e quello che invece non ha funzionato.
Non preoccupatevi di ricevere brutte notizie: c'è sempre qualcosa che non va in una campagna di influencer marketing, ed è proprio questo il motivo per cui dovrete sempre essere pronti ad apportare modifiche, come già detto nel punto 5.
I manager del brand sono sempre orgogliosi di presentare i loro prodotti migliori, ma non vi preoccupate di mostrare anche i prodotti peggiori. Dopo tutto, potrete imparare qualche lezione utile e apportare i cambiamenti necessari per non dovervene più occuparne in futuro.

[fonte: http://www.clickz.com/clickz/column/2220098/understanding-digital-influence-and-how-to-engage]

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