Quando ieri ho letto la notizia di Instagram che, dopo aver cambiato i termini di utilizzo, voleva diventare il più grosso competitor di istosckphoto.com, non volevo crederci.

Dai, che se ne fanno? Non è un modello di business così avido di denaro.
Non tanto quanto sta diventando Facebook con tutte le promozioni di vario genere di cui sta infarcendo le nostre pagine. Una manna per il business e non sembra - al momento - un grande fastidio per gli utenti.

Certo che sulle nuove condizioni di utilizzo e regole della privacy l'hanno scritto: "you agree that a business or other entity may pay us to display your username, likeness, photos (along with any associated metadata), and/or actions you take, in connection with paid or sponsored content or promotions, without any compensation to you"

Stamattina leggo su ispazio.it che il co-fondatore di Instagram, Kevin Systorm va dicendo questo (la traduzione è di spazio): "Instagram sta lavorando ad un nuovo sistema che permetterà ai normali utenti oppure ai Brand di promuovere le proprie foto per aumentare i Mi Piace o di promuovere i propri profili per aumentare i follower. Ad esempio, supponiamo che una catena di negozi di articoli sportivi voglia promuovere il proprio account per guadagnare follower: in questo caso, Instagram, per rendere più rilevanti i nuovi follower, andrà ad agire sugli interessi. Questo significa che tramite l’accesso ai nostri Like, ai Follow e le foto, riusciremo a visualizzare inserzioni affini ai nostri interessi. Pertanto il banner che promuove l’account della catena di negozi sportivi verrà visualizzato soltanto dalle persone che seguono “Nike”, “Adidas” e così via, oppure dalle persone che si sono fotografate e taggate in una palestra o ancora persone che hanno scattato o “preferito” foto di contenuti sportivi"

Ha molto più senso in effetti. E alla lunga sicuramente più redditizio che vendere le foto dei miei figli.
featured ads, come già fa Facebook, in pratica.

Parlano dell'uso dei dati degli utenti e delle immagini. Lo fa già Facebook e in pochi fanno crociate contro questa roba.
Quando io faccio un'inserzione a pagamento su Facebook posso scegliere che appaia come "attività sociale". Significa che altri tuoi amici si vedranno nella timeline "Anche Tizio ha dato il mi piace alla tal pagina" (e la tal pagina è quella che io sto pubblicizzando).
Facebook usa il tuo nome e la tua immagine per il business di altri. Esattamente come si dice nelle nuove condizioni di Instagram.
Anche le informazioni personali dell'utente vengono utilizzati dal business che fa l'inserzione a pagamento: si sceglie l'età, il luogo di residenza, gli interessi...
Intendo questo.
Che sia scritto da cani non ci piove.

Ma dai, che business sarebbe se tutti cancellassero il loro account perchè Instagram vende le tue foto alla agenzie per fare cataloghi, adv e volantini?

PS
Prendo il Pensiero di Daniele Purrone da Facebook per certificare l'idea che queste condizioni siano il frutto di uno svarione pesante: "Peraltro nei termini c'è una parte che, davvero, va oltre il ridicolo. Se sei sei minorenne "certifichi" che i tuoi genitori ti hanno dato il permesso di postare quelle foto. Voglio vedere un tredicenne che va in banca e "certifica" che i genitori gli hanno dato il permesso di avere una carta di credito, e voglio vedere quale banca potrebbe mai dire "eh, ma è lui che ha certificato!". Questi Terms Of Use sono scritti da incompetenti, la cosa è chiarissima."

[origine immagine in primo piano: http://www.autocorrectfail.org]

 

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