investimenti sul web

Analisi di webmarketing & investimenti sul web: questi sconosciuti

C'è sempre una asincronia di pesi e di valutazioni, nel percepito dell'imprenditore medio, quando si parla di web.

Facciamo un esempio di fronte ad un nuovo progetto da intraprendere, come nel caso dell'apertura di un nuovo negozio di abbigliamento, c'è dapprima un'analisi del mercato, del posizionamento, del target...E poi c'è  - generalmente - un investimento cospicuo costituito da affitto, mercanzia, mobilio, dipendenti...Insomma se ti dicono che per aprire un negozio di 80 metri quadrati in centro ad un piccola città italiana devi prevedere di spendere 100.000 € il primo anno in molti potrebbero dire che non è assolutamente troppo.
Portando le stesse dinamiche sulla volontà di aprire un e-commerce di abbigliamento non avviene -nella maggior parte dei casi - nulla di tutto ciò. Ci si concentra sull'acquisto di un e-commerce "per provare" e si "buttano lì" 3.000/7.000 €. Se si parlasse di spendere 100.000 € il primo anno la stragrande maggioranza di questi nuovi imprenditori del web lascerebbero perdere.

Perché questa dicotomia profonda tra le due condotte? In fondo, nel primo caso, alla fine ci ritroviamo con un  negozietto in una piccola cittadina, ne secondo un negozio affacciato sul mondo che può vendere ovunque!

"La paura di volare"

Forse dipende dal fatto che - come mi faceva notare ieri Renato Baresi -  nel "reale", che si parli di marketing o di investimenti di business, ci sono esperienze e conoscenze consolidate che fanno sentire le persone sicure di quello che fanno.

Anna Ongaro, me la traduceva con una canzone di Jovanotti che cita la "vertigine" (come voglia di volare e non paura di cadere)

Entra sicuramente in gioco la "non conoscenza del mezzo", la "paura del nuovo" e altre irrazionali ragioni che fanno sentire sicure le persone con quello che dominano da quando sono nati: la realtà di prossimità. Quella fisica, quella che si tocca.

Eppure il sogno c'è. La voglia di andare online e provare a vendere è un prurito che tocca sempre più persone, spinte dal desiderio di emulare o inseguire storie miliardarie di successo. Ma anche qui con un forte distaccamento dalla realtà: come puoi voler diventare - per restare in campo abbigliamento - il nuovo Yoox, investendo il primo anno 10.000 €?  Yoox li spende di pubblicità al giorno (occhio: è una frase fatta ad effetto, in realtà ne spende molti di più). Anzi: ma come puoi metterti in concorrenza con Yoox con i tuoi 10.000 €? Non ti vedranno, non ti troveranno, se non occasionalmente. Probabilmente avrai un sito con alcuni servizi carenti.

E' ovvio che dietro a quei 10.000 € di investimento possiamo anche trovare delle storie di successo: il giusto segmento di mercato e una grande padronanza del mezzo, un'ottima intuizione e tanto tempo passato dall'imprenditore in prima persona sul web, con le giuste intuizioni e un target facile da raggiungere grazie a queste, ahimè, non sono il caso più frequente.

Le fiere valgono ancora di più di un sito web?

Ma non voglio parlare di e-commerce. Beh, per lo meno non solo. Vuole essere un esempio.

Lo stesso identico parallelo lo possiamo portare sul resto del mondo digital.

Prendiamo la fiera e il sito web aziendale: sono due strumenti commerciali per raggiungere potenziali clienti e contatti. Strumenti pubblicitari che servono per generare - in linea di massima - contatti.
Una fiera costa, mediamente, tra affitto degli spazi, allestimento, personale in fiera, materiale promozionale etc...dai 20.000 ai 50.000 €. Dura una settimana e tra un anno sotto un'altra.
Ma se ti dico che il sito web funziona 24 ore al giorno, raggiunge tutti i paesi dove si parla la lingua in cui lo hai tradotto, permette di presentare i prodotti sempre al meglio e sempre aggiornati e che una volta fatto non devi rifarlo ogni anno, molti tuoi clienti lo vedranno molte volte anche solo per cercare i contatti se non se li salvano o per vedere la tua ubicazione...perchè spenderci cifre irrisorie?
Da imprenditori con 100 dipendenti mi sono sentito rispondere - alla mia domanda qui sopra - che  la spesa giusta per loro era 2.500 € perché tanto "è bello lo stesso e fa le stesse cose".

Torniamo al punto.

Investire su web cifre irrisorie rispetto agli investimenti sui canali tradizionali (strutturali, pubblicitari, marketing che siano) nel 2013 non ha alcun senso. Il mercato è globale, la sfida è aperta a tutti i mercati e le possibilità di vendita superano le barriere della nostra fisicità.

Capire questo significa affrontare il 2014 con maggiore ottimismo e con una redazione di un piano degli investimenti o di sviluppo assolutamente più sensato.