geotagging danger

Google Latitude, Facebook Places, Foursquare...I servizi di geolocalizzazione per il check-in sono l'ultima frontiera del social networking, grazie alla grande diffusione che hanno avuto negli ultimi anni i telefoni cellulari dotati di gps e le applicazioni che li hanno sfruttate.

Questi servizi sono essenzialmente delle raccolte di "luoghi" creati dagli utenti dove gli stessi utenti - o altri - possono registrarsi quando si trovano in un determinato posto. In questo modo possono vedere chi degli altri loro amici si trova nei dintorni o, semplicemente, comunicare i propri spostamenti alla propria rete di contatti.

Sorvoliamo sulle implicazioni sociologiche, privacy, opportunità e fraintendimenti che possono nascere dal loro utilizzi. Ci sono, funzionano e - se ben utilizzate - sono un'ulteriore spinta verso la socialità. Concentriamoci piuttosto sul versante funzionalità e utilizzo per il business. E teniamo d'occhio l'ultimo arrivato, Color, parlandone nella parte finale di questo articolo di riflessione...


1.FOURSQUARE
Il primo diffuso su larga scala è stato Foursquare, un social network tutto basato sulle relazioni con i luoghi.
E' in sostanza una community in cui gli utenti registrati possono condividere la propria posizione con i propri contatti.
Effettuando il check-in nei luoghi in cui ci si trova, si ottengono punti e riconoscimenti utili a scalare una classifica settimanale, è una sorta di gioco/gara tra i contatti registrati nella stessa città, ovviamente i risultati possono essere condivisi e, grazie al collegamento a FB e Twitter, aggiornati con lo status.
I riconoscimenti o "badge"si ottengono raggiungendo determinati obiettivi, legati per esempio alla frequenza in cui si fa in check-in in determinate categorie di luoghi, si può addirittura diventare sindaco collegandosi nello stesso posto per più giorni di seguito ed effettuando quindi un maggior numero di check-in rispetto agli altri contatti.
Diventare sindaco vuol dire che il proprio avatar viene inserito nella pagina relativa al luogo in questione, e la carica decade nel momento in cui qualcun altro non supera il numero di check-in effettuati.
Il grande vantaggio di Foursquare è la sua facilità di utilizzo, basta installare il software sul cellulare, arrivare in un posto e poi scrivere un messaggio: condividendo così non solo una sorta di mappa delle nostre frequentazioni ma anche informazioni o consigli sui luoghi preferiti e sconsilgiati.

Il fenomeno del geo-tagging (etichettare un luogo) di Foursquare sta prendendo piede tanto è vero che conta già 2 milioni di iscritti e sta inevitabilmente attirando l'attenzione di sociologi, grandi marchi, esperti di marketing e comunicazione.
Foursquare è un valido strumento per promuovere attività commerciali, bar, negozi, ristoranti..consigliando un posto rispetto ad un altro, lasciando commenti e impressioni, creando anche liste private di cose da fare e scrivere dei brevi suggerimenti per gli utenti che seguono check-in nel luogo stesso o in quelli vicini.

L'impatto di servizi come Foursquare è tuttavia ancora incerto: dando informazioni estremamente localizzate. Questa rivoluzione tuttavia avviene tramite servizi su cui l'utente non ha controllo ultimo: sono gestiti e posseduti da aziende private. A loro affidiamo le nostre mappe, i nostri dati, il nostro desiderio di colorare il mondo. Spiega Howard Rheingold, uno dei massimi guru del Web: "è una rivoluzione piena di benefici, ma è anche un ulteriore assalto alla nostra privacy, alla nostra solitudine ed è un'altra fonte di distrazione. Credo che alla fine la conoscenza e lo studio faranno la differenza. Le persone che usano la tecnologia riusciranno a capirne le implicazioni, su loro stessi e su tutta la società?".

2.GOOGLE LATITUDE
Integrata con Google Place, è una nuova tool per cellulari creata da Google che consente di mappare in tempo reale se stessi e gli amici o i propri familiari, che verranno proiettati su Google Maps.
Lanciato in grande stile e messo a disposizione subito in 27 paesi nel mondo (Italia compresa), una volta effettuato il login è possibile invitare i propri contatti Google a condividere la propria posizione, appariranno sulle varie mappe le icone dei contatti che potranno così essere contattati via email o sms.

Google Latitude fa forza su Google Maps e sulle schede che ci sono al suo interno. Ma manca decisamente la socialità di Facebook e quella di Foursquare. Se Google non riuscirà ad avviare il suo social network - al quale punta da qualche anno - resta un puro esercizio di stile per chi segue Google Latitude. Ha introdotto i check in (anche automatici per determinati luoghi impostati) ma al momento il servizio non sembra decollare. Anche perché solo gli amici possono vedere i tuoi spostamenti - in virtù della ovvia difesa della privacy. Ma come essere amici ed avere una rete di amicizie se manca - alle spalle - un social network? :-)
In quest'ottica va sottolineato che il punto di forza è pur sempre il Social Network inteso come condivisione globale, ciò significa che anche se l'approccio avviene attraverso il "mobile" è comunque necessario dare un seguito al contatto creato, attraverso una presenza completa basata su un buon sito istituzionale sul quale si vuole guidare il potenziale cliente, e sui social media. In questo modo il potenziale feedback del cliente non resta fine a se stesso ma entra a far parte delle conversazioni aziendali dando loro maggior visibilità e valore.
E' comunque interessante ipotizzare un suo utilizzo in ambito più ristretto. Un'azienda può mappare gli spostamenti dei suoi trasportatori che fanno check-in in determinati luoghi e farli seguire dai clienti che devono ricevere la merce che possono iscriversi al servizio che ha questo unico scopo - senza perdersi nella rete di relazioni sociali alla Facebook.
O la madre che vuole monitorare gli spostamenti del figlio per essere tranquillizzata sul dove si trova - previa la compiacenza del figlio - senza che venga comunicato a tutta la sua rete di amici Facebucchiani. Ecco, visto come una fuga dai più per puntarla alla targetizzazione del servizio non sarebbe poi così male. Di certo non è felice Google di questa interpreatazione, visto che - di fatto - la relega come servizio di nicchia e specialistico.

3.FACEBOOK PLACES
A differenza di servizi simili come Foursquare caratterizzati da un meccanismo ludico che spinge al check-in compulsivo per conquistare un badge o diventare sindaco di un luogo, Places è una semplice feature dello strumento publisher (quello che ci permette di lasciare un classico messaggio di stato).
Permette di aggiungere automaticamente al proprio status le informazioni sul luogo in cui ci si trova in quel momento. Lo status viene quindi mostrato sul proprio wall, sul news feed dei propri amici e sulla pagina Facebook Places.
Nella propria pagina è anche possibile sapere chi si trova in un certo posto in un dato momento, si possono taggare gli amici che si trovano con noi in quel luogo, e questo fa si che il nostro status aggiornato appaia anche sui wall dei nostri amici.
La forza di Facebook Places si basa sulle relazioni già esistenti con gli utenti, essendo Facebook senza ombra di dubbio il social network ad oggi più esteso.
Il suo essere la piattaforma più diffusa sembrerebbe sbaragliare i concorrenti:
perchè dovrei registrarmi su Foursqure quando con Places ho già il luogo legato alla pagina dell'azienda o dell'entità nella quale mi trovo in questo momento?
e quando questa pagina è seguita da tot utenti e posso relazionarmi scrivendo sulla bacheca o seguendo i suoi status?
quando posso taggare gli amici che sono con me in questo momento?
Insomma, la socialità di Facebook è una carta vincente e tutto indica che potrebbe soppiantare Foursquare senza troppi problemi (In Italia, dove Foursquare non ha mai attecchito si passerà probabilmente direttamente a Facebook Places).

Grazie poi a Facebook Deals (una applicazione che fornisce agli utenti offerte speciali legate al luogo in cui si trovano) in combinata, Facebook apre un altro fronte della guerra sociale: sfida Groupon, permettendo al social network di Zuckerberg di avere un ruolo chiave anche sul mercato della pubblicità locale.
In pratica ci sarà la possibilità per gli iscritti di acquistare i Deal attraverso il social network con la possibilità di condividerli anche con i propri amici.
Le attività commerciali potranno a loro volta collegarsi a Facebook e inserire i propri Deal. Ed è proprio questo a grandi linee quello che si fa su Groupon.
Non si limiterà quindi ad offrire l'offerta a chi fa il checkin in quel luogo ma andrà oltre, permettendo, esattamente come Groupon di seguire le offerte di un determinato luogo.

Difficile per ora prevedere chi potrà spuntarla tra i vari contendenti, anche se le centinaia di milioni di iscritti a Facebook potrebbero permettere a Zuckerberg di allungare il passo…

PS
4. COLOR
Quando si è di fronte ad un'idea geniale non conta quanti soldi si sono utilizzati o quanti se ne hanno a disposizione. Ma quando sono i soldi che tentano di convincere il mondo che un'idea è geniale, fa strano.
E' il caso di Color, una nuova applicazione per iPhone e Android che "promette di trasformare il vostro smartphone con macchina fotografica in un sistema per condividere informazioni su scatti e video". Un "social" senza "network" praticamente, dove tutto il network viene gestito dal GPS visto che si condivide con gli altri utenti che sono nel raggio di 45 metri.
Niente di male, sembra un'altra applicazione sociale tra le decine - o centinaia - che ci sono.
La differenza è un progetto pubblicitario da 41 milioni di dollari che potrebbe sostenere una campagna di comunicazione globale (già in atto invero: articoli sulle riviste, product placement su alcune delle maggiori serie americane...).
L'ho testato nelle ultime settimane a Vicenza e provincia. Non ho mai trovato nessuno, nelle vicinanze, che ce l'avesse.
Quindi la grande sfida di Color sarò, probabilmente questa: funzionare solo sui dispositivi portatili senza avere un sito di riferimento per la gestione dell'account.
Onore al merito a chi ha creduto così tanto in una nuova idea da investirci tutti quei soldi. Mi piacerebbe conoscere qualcuno di quegli investitori: vorrei dirgli che ho delle idee interessanti anche io sulla carta :-P