Il confronto tra i candidati alle primarie del centrosinistra visto ieri su Sky segna una nuova era della comunicazione in Italia.
No, non parlo della novità rappresentata dai 5 in piedi e dal ritmo serrato delle domande.
Anche quello è uno spartiacque.
Ma a noi interessa la comunicazione pubblicitaria, la comunicazione aziendale, quella che muove la leva degli investimenti dei produttori piccoli e grandi e che in un momento di crisi dei consumi e calo delle commesse non sanno che pesci pigliare per presentarsi al mercato.
Cosa ci ha detto la trasmissione di Sky che può essere utile ad interpretare il mondo a cui vogliamo rivolgerci per parlare dei nostri prodotti?
Che i social network non possono più essere tralasciati.
Ieri sera l'hastag #csxfactor era tra i più utilizzati al mondo.
Al top anche i nomi dei protagonisti.
Significa che una grande fetta di pubblico, molto grande, guardava il confronto live con uno smartphone o un tablet in mano e commentava in diretta su Twitter quello che stava succedendo, mettendo a fianco dei loro commenti un tag per renderli rintracciabili  dagli altri che stavano osservando l'andamento seguendo quel tag specifico.
Era già chiara con Xfactor, sempre su Sky, questa tendenza.
E non stiamo parlando di futuro: succede già.
Alla sera, mentre guardate il vostro programma televisivo.
Le persone usano i social network in qualunque momento della giornata, in qualunque occasione.
Durante una riunione, facendo la pausa caffè, guardando la tv, partecipando ad una conferenza, andando ad una fiera, gironzolando per il mondo in vacanza o per lavoro, quando sono con i figli, passeggiando...Oltre che per lavorare: caricare i video aziendali su Youtube, tenere aggiornata - a loro volta - la pagina aziendale di Facebook, rispondendo ai clienti anche via Twitter...
Tutti utilizzano strumenti differenti e seconda dell'audience a cui si stanno rivolgendo e il tipo di contenuto che vogliono diffondere alla loro rete.

E' pur vero che è una situazione a macchia di leopardo, sia generazionale che culturale: non tutti sono ovunque e gli stessi strumenti vengono avvicinati in modo differenti.
Le aziende non possono più permettersi d'ignorare questo aspetto della comunicazione.
I mercati sono conversazioni, oggi più che mai. E chi domina le conversazioni domina i mercati. Conversazioni libere lasciano i mercati in balia dei concorrenti.
Ciò costringe le aziende ad reinventarsi come editori di contenuti.
Non è facile ma già fanno cose che poco c'entrano con il loro core business.
Esattamente come finora si sono presentate organizzatrici d'eventi per le fiere o fornitori di servizi extra gratuiti per vendere i propri prodotti.

Non so come è andato il dibattito in tivù, nel senso che non so se ha spostato voti e trasmesso idee a chi ha ascoltato.

Ma forse è la cosa meno importante: è stato una cartina tornasole di quelle che sono le abitudini sociali del pubblico, di quello più istruito, più smart e veloce, trasversale a tutti i settori di business.

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