Questo pezzo è proprio ben fatto ed interessante, perché parla di tutti noi.
Vi siete mai chiesti: "Perché sto mettendo il mi piace alla pagina Facebook di un'azienda?" E' una domanda la cui risposta rilette inequivocabilmente il rapporto dei consumatori - noi - con il Brand propriamente detto. Negli ultimi decenni la tendenza della pubblicità è stata quella di infarcire il band di significati per cercare l'empatia con il proprio pubblico. Da Lovemarks in poi. Con i social network e la "socialnomic" le relazioni tra consumatori e marca escono allo scoperto.
Perché mettete il mi piace ad un brand?
Scopritelo nell'analisi di Peter Noel Murray pubblicata su Inside the Consumer Mind e ripresa da psychologytoday.com.

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Che la vostra fonte primaria di informazioni sia la televisione, la stampa o internet, in molti hanno parlato dei "social media" come causa del cambiamento del nostro atteggiamento come consumatori. Il leader, in questo senso, è Facebook.

Una caratteristica tipica del comportamento del consumatore su Facebook è quella di apprezzare con un "mi piace" le pagine, cliccando sul simbolo con il pollice in su.
Tra quelli che visitano Facebook, il 43% ha apprezzato una pagina postata da un brand o una azienda.
Questo tipo di comportamento del consumatore è ormai molto diffuso.
Considerate che Coca Cola ha 39 milioni di "like", Disney ne ha 33 e Starbucks si attesta a 28 milioni.

Ma che cosa significa mettere un "pollice verso" su un brand su Facebook?
Che cosa motiva i consumatori a cliccare sul pulsante "like" e perché questo è importante per chi si occupa di marketing?

A livello più basilare, i consumatori apprezzano davvero i brand.
Il rapporto che i consumatori hanno con i brand va ben oltre gli attributi funzionali dei prodotti.
Una serie di studi ha dimostrato empiricamente che le dimensioni della personalità (simili a quelle che sono alla base delle relazioni umane) stanno alla base della percezione del brand.

Il motivo per cui i consumatori mettono "mi piace" sulle pagine brand di Facebook può essere approfondito estendendo la metafora "essere umano-brand" per considerare il concetto psicologico dello scambio e delle relazioni in comune.

Negli scambi relazionali, le parti ottengono qualcosa in cambio per le loro azioni. In tale contesto, la ragione per cui i consumatori "apprezzano" le pagine aziendali è scontata. I brand li premiano. Ecco alcuni esempi recenti apparsi su Facebook.
Un consumatore che clicca "mi piace" sulla pagina aziendale del cibo per cani Alpo avrà diritto ad alcuni buoni omaggio.
Se "vi piace" la pagina di Domino's Pizza potrete partecipare ad un concorso per vincere un viaggio VIP ad un festival musicale.
Estee Lauder offre una trousse gratuita e per ogni gusto sulla sua pagina, ma per poter partecipare il consumatore deve prima cliccare sull'icona "like".

Gli studi dimostrano che il 67% dei consumtatori che hanno cliccato "mi piace" su una pagina aziendale su Facebook l'hanno fatto proprio per poter vincere dei concorsi.

Mark Valva, presidente di Revolution Digital, agenzia che crea pagine Facebook per una serie di brand americani di spicco, ci dice "Un buono o un' altra promozione sono un incentivo per far sì che i visitatori di Facebook vengano coinvolti nella pagina di un brand. Premia gli attuali consumatori e spinge gli utenti dei prodotti della concorrenza a provare un brand diverso. Si spera che questo a sua volta porterà il consumatore a partecipare attivamente ad una conversazione con il brand sulla sua pagina Facebook".

Questa "conversazione" del brand su Facebook è espressione di una relazione in comune. L'azione del consumatore va ben oltre l'Io che esprime interesse nel marchio, esattamente come potrebbe succedere con un'altra persona.

Ma come fa l'attrazione di un consumatore verso una pagina brand a diventare (grazie ad una promozione) una relazione in comune dove si svolgerà la conversazione?
La personalità del brand, ovvero le caratteristiche umane associate al brand, rappresenta il DNA della relazione consumatore-brand. E sta anche alla base del processo di conversione.

L'importanza della personalità del brand è stata dimostrata in alcune ricerche che hanno spiegato che maggiore è la congruenza fra le caratteristiche della personalità (che descrivono l'io reale o ideale del consumatore) e quelle del brand, maggiore sarà la possibilità che il consumatore scelga quel brand.
Questi studi svelano anche che il valore auto-espressivo della personalità del brand è un fattore chiave nello sviluppo della fedeltà alla marca.

Molto prima dell'avvento di internet, i consumatori si connettevano fra di loro tramite i brand.
Magari non si conoscevano personalmente ma avevano un buon grado di comprensione reciproca grazie al brand in comune.

In alcuni casi questi legami erano organizzati in maniera casuale ma erano concettualmente stretti, come gli atteggiamenti collettivi mantenuti dai proprietari della Volkswagen Maggiolino alla fine degli anni '60 e '70.
In altri casi, l'associazione collettiva iniziava in club organizzati a livello locale in piccole cittadine sparse per gli Stati Uniti, come i primi pionieri dei computer "Mac" (e gli anti-PC).
In altre situazioni ancora, i consumatori esprimevano l'interesse verso un brand individualmente e poi scoprivano altri fan sulla loro stessa lunghezza d'onda con i quali entravano in contatto.
Così è nato per esempio il club di patiti di praline M&Ms , un' organizzazione che adesso si trova in una dozzina di paesi.

Quindi, una connessione personale ad un band si sviluppa in un legame molto stretto con altri consumatori che condividono lo stesso attaccamento al brand stesso. Questa dinamica è alla base delle relazioni collettive di brand nel quale l'interesse nel e l'affetto per il brand vengono espressi durante incontri, scambiandosi reciprocamente informazioni e preoccupazioni riguardanti lo stato di salute del brand così come per quello di altri consumatori simili.

Valva sostiene inoltre che l'obbiettivo è quello di convertire gli utenti di pagine di brand su Facebook che sono particolarmente attratti dalle promozioni in consumatori che diffonderanno l'amore per il brand con le loro discussioni. -Una certa percentuale di quelli che mettono "like" su una pagina aziendale postano anche dei commenti, rispondono a domande sui prodotti o sulle campagne pubblicitarie, fanno quiz e rispondono ai sondaggi.
Questi consumatori sono la vera chiave per la comunicazione del brand.

Facebook ad oggi possiede 845 milioni di utenti.
Alcuni sono attratti da pagine brand che offrono delle promozioni interessanti.
La relazione di questi consumatori con il brand potenzialmente può andare ben oltre le offerte e i buoni per esprimere vero interesse e apprezzamento verso il comportamento comunitario.
Altri consumatori su Facebook sono già emotivamente fedeli al brand. Anche senza alcun tipo di incentivo, questo gruppo è sempre pronto a manifestare il proprio interesse postando commenti o partecipando ad altre attività in comune.

Facebook descrive il suo business come uno strumento che permette agli operatori di mercato di "impegnarsi nei confronti dei consumatori interessati".
Nel lessico dei social media, questi consumatori vengono chiamati "zeloti del brand", evangelisti le cui "conversazioni" aumenteranno la fedeltà fra i consumatori attuali e attrarranno nuovi consumatori ad unirsi alla famiglia del marchio.
Il modello di marketing di Facebook si basa sull'idea che il percorso per diventare zeloti inizi con un semplice "mi piace".

[fonte: http://www.psychologytoday.com/blog/inside-the-consumer-mind/201203/facebook-the-psychology-social-media]