e-commerce dark side

Un bel pezzo di Armando Roggio su Pratical E-commerce che svela alcune cattive abitudini che spingono che fa e-commerce a passare dal lato oscure della forza...

Per gli e-commerce fare marketing non è per niente facile: tutti i negozi online cercano disperatamente di costruire delle relazioni con i clienti, migliorare il traffico in entrata e vendere di più.

Di tanto in tanto, le aziende non rispettano determinati principi etici, magari senza nemmeno rendersene conto. Qui di seguito vi presentiamo dunque le 4 tattiche di marketing sleali che delle aziende corrette dovrebbero evitare.

Il pagamento dei follower

La prima di queste tattiche per promuovere il proprio e-commerce, consiste nel pagare i follower e i fan sui social media. Il termine inglese con cui si indica questa pratica è "cherry blossoming" ed è nato in Giappone, dove alcune aziende, squadre sportive e celebrità assumono dei fan professionisti, chiamati sakura, che in giapponese significa "fiori di ciliegio".

In termini di social media, questi "fiori di ciliegio" possono essere utenti di Facebook o Twitter pagati per mettere un "mi piace" o condividere i post di un'azienda, oppure possono essere account generati automaticamente con l'unico scopo di aumentare il livello di influenza che un'azienda ha sui social media.

Ci sono dozzine di aziende che vendono "fiori di ciliegio" online per gli e-commerce Ci sono dozzine di aziende che vendono "fiori di ciliegio" online

Le aziende che usano questa tattica pensano di riuscire a guadagnarsi una maggiore credibilità e, di conseguenza, a convincere un numero sempre maggiore di utenti attuali e potenziali ad iscriversi ai concorsi, alle newsletter e infine diventare veri e propri acquirenti.

e-commerce acquisto contatti Un rivenditore di scarpe e stivali online ha improvvisamente un numero di fan quasi 11 volte superiore a quello di Zappos. Anche se questo potrebbe essere il risultato di un social marketing ben fatto, potrebbe anche essere frutto dell'acquisto dei fan.

Invece di cercare di comprarvi un pubblico, provate ad usare i concorsi, le offerte e contenuti interessanti per attrarre fan e followers.

Link farming

Il link farming (letteralmente "coltivazione di link") è una pratica che consiste nel creare decine o persino centinaia di piccoli siti o blog con l'unico scopo di produrre link che reindirizzano ad un certo negozio online, sperando così di migliorare il posizionamento di quel sito sui motori di ricerca.

Un esempio di link farming è quello in cui i negozi assumono blogger professionisti o scrittori per gestire diversi blog che trattano dei prodotti venduti da un'azienda; questi blog reindirizzano gli utenti direttamente al sito dell'azienda stessa.

Questa tattica cerca di convincere i motori di ricerca che il sito di un e-commerce è più autorevole e importante di quanto non sia nella realtà.

Invece di usare questi mezzucci, provate a postare un buon contenuto direttamente sul sito del rivenditore o sul suo blog.

Clienti pagati per scrivere recensioni al proprio e-commerce

Le recensioni dei clienti si sono dimostrate funzionali ad aumentare le vendite. Gli acquirenti credono alle opinioni dei loro colleghi/amici/familiari più di quanto non credano nelle descrizioni dei prodotti.

Sfortunatamente, alcune aziende sfruttano tutto questo, comprando recensioni, "commerciando" recensioni oppure scrivendone di false.

Per esempio, Overstock.com ha ricevuto delle critiche per aver offerto un buono sconto del 10 % a dei liceali che avevano scritto delle recensioni sui suoi prodotti. Le organizzazioni a favore del marketing etico considerano questa strategia alla stregua dell'acquisto delle recensioni.

All'inizio del 2012, VIP Deals. un rivenditore di Amazon Marketplace, è stato aspramente criticato per aver pagato dei clienti che avevano scritto recensioni positive sui suoi prodotti.

È molto meglio convincere i consumatori a scrivere recensioni piuttosto che cercare di "barattarle".

Acquisto di link

I link in entrata possono aiutare un sito a posizionarsi meglio sui motori di ricerca. Alcune aziende poco etiche fanno praticamente qualunque cosa per ottenere molti link in entrata, alcune si offrono persino di comprarli.

Quando cercano di acquistare link, le aziende pagano un sito individuale oppure un network di siti per inserire link negli articoli che possono essere legati al prodotto del rivenditore oppure non avere nulla a che fare con esso. L'obiettivo principale è collegare le parole chiave direttamente al sito del rivenditore.

Per esempio, se un articolo parlasse di un paio di scarpe, ogni volta che la parola "scarpa" venisse citata quel termine potrà reindirizzare il lettore al sito di un rivenditore online.

In alcuni casi, l'acquisto di link viene svolto tramite un'agenzia apposita: le agenzie contattano blog con una certa reputazione o siti recenti che si offrono di scrivere degli articoli gratuitamente. Gli articoli tratteranno di argomenti che verranno stabiliti dalle agenzie, ma includeranno un link o due ai loro clienti.

Piuttosto che comprare link, le aziende dovrebbero concentrarsi sulla creazione di un contenuto originale che si meriti davvero l'attenzione dei lettori.

[fonte: http://www.practicalecommerce.com/articles/3847-Bad-Marketers-4-Evil-Tactics-from-Marketing-s-Dark-Side-]