Sempre più aziende si rendono conto di quanto sia importante, non solo avere un sito web che presenti in modo adeguato l’azienda e i prodotti/servizi commercializzati, ma ottimizzare la loro presenza online per trovare nuovi clienti.

Lo dimostrano i trend delle ricerche su Google, dove la parola "SEO", anche in Italia, supera il volume di richieste di “web marketing”, attestandosi agli stessi livelli del generalista "marketing". E, quando si cerca un professionista che si occupi dell’ottimizzazione del proprio sito per i motori di ricerca, la query più gettonata è “consulente SEO”.

seo vs marketing
Da dove iniziare quindi se avete bisogno di orientarvi nel mondo dell’inbound marketing e della SEO e se volete portare la vostra azienda a competere con gli altri che vendono gli stessi vostri prodotti e servizi online?
Io direi dai consigli dei professionisti che alla ricerca “consulente SEO” occupano i primi posti della SERP di Google.
Nel podio italiano (e quindi, per me, sono i tre migliori), troviamo - al primo posto della classifica di SEMRush - il sito di Massimo Fattoretto.

consulente seo semrush febbra
Ecco 5 domande – e le relative risposte di cui dovete far tesoro – che, se avete intenzione "pensare SEO" per la vostra azienda, dovete leggere. Parola di Massimo Fattoretto.

massimo fattoretto consulente seo

DOMANDA:
1. La maggior parte delle aziende che negli ultimi 10-15 anni si è dotata del sito web istituzionale, raramente ha orientato il lavoro fatto alla “rintracciabilità” del sito in base ai servizi/prodotti offerti: in troppi si sono limitati al semplice sito statico di presentazione istituzionale, salvo poi lamentarsi che da internet non sono mai arrivati contatti. O troppo pochi. Quale, secondo te, il cambio culturale che devono affrontare queste aziende prima di contattare un consulente SEO?

RISPOSTA:
"Per molte aziende (anche medio-piccole) il cambio culturale sta già avvenendo, per le altre la svolta ci sarà quando sentiranno i loro competitor dire: grazie al web sto ricevendo un sacco di contatti, o abbiamo aumentato il fatturato di x%.
Il cambio culturale avverà (purtroppo) quando saranno toccati nel vivo dai loro competitor. Nel web sono sempre più presenti le tematiche quali SEO e Web Marketing, ma se notate molte volte le aziende preferiscono destinare gran parte del denaro a campagne pubblicitarie tipo anni 90, quindi classiche pubblicità cartacee o via radio.

Queste aziende devono capire che oramai anche la TV è superata e il ROI che si ottiene investendo nel web non ha termini di paragone in merito all'efficacia e alla portata della stessa pubblicità".

2. Il marketing su web non è più un terreno da pionieri come negli anni ’90: oggi è un canale di promozione, di vendita e commerciale importante dove ci sono grossi player con grandi investimenti. La piccola e media azienda rischia di essere tagliata fuori? O si può fare SEO anche con piccoli budget? Come?

"La SEO può essere sviluppata anche con piccoli budget, investendo sulla Local. Ovviamente ogni azienda deve capire fin dove può arrivare, mi spiego meglio, il ristorante sotto casa (sono di Venezia) non vorrà comparire con le ricerche a Napoli, quindi definendo un piano strategico iniziale sarà tutto più chiaro.

I migliori clienti sono quelli curiosi, dove magari chiedono una formazione per poter continuare da soli l'attività e richiedono dei checkup trimestrali per verificare la strada intrapresa".

3. Spesso arrivano proposte aggressive alle aziende da parte di aziende che propongono pacchetti pronti di attività SEO pubblicizzando risultati sicuri a prezzi relativamente bassi (la vostra azienda prima su google etc..). C’è da fidarsi? Ovvero: quali sono i parametri con cui un’azienda dovrebbe valutare l’affidabilità di consulenti SEO o agenzie che si occupano di posizionamento, per non incorrere in fregature colossali?

"L'unico parametro che dovrebbero richiedere le aziende ai SEO è quello di vedere i casi personali del SEO a cui si affideranno.

I SEO potenzialmente sono i professionisti più pericolosi per un'azienda, perchè i danni che potrebbero fare sono molto elevati.
Per questo motivo le aziende dovrebbero fare prima questa domanda.

A mio modo di vedere, un SEO che non ha progetti personali non è un SEO!

Altri parametri poi possono essere i profili social e la reputazione del SEO in rete, vedere se è attivo ed attento alle novità.

Affideresti mai la tua casa ad un custruttore che non ha mai fatto case prima?".

4. Meglio puntare su keyword che intercettano più possibili clienti ma più competitive o puntare sulla coda lunga e su query meno competitive e meno costose? Oppure il rischio è che poi manchi un’adeguata conversione? Ovvero: meglio regnare all’inferno o tentare la scalata al paradiso?

"La SEO non è fatta di keyword, è l'insieme di competenze che porterà l'utente a diventare cliente del nostro stesso cliente.

Le keyword ovviamente servono per capire quali sono le ricerche più ricercate per il settore del cliente, ma tutte le operazioni successive non possono basarsi su queste, ma bensì su delle tematiche ben più ampie delle singole keyword".

5. Il lavoro di SEO mira – a definizione scolastica – ad aumentare gli accessi ad un determinato sito. Ma la conversione del contatto in una richiesta di preventivo è qualcosa che esula dall’attività di SEO? O il professionista dovrebbe “trascendere” il campo ristretto dell’ottimizzazione per avere uno sguardo più ampio sul web marketing dell’azienda al fine di ottimizzare gli accessi e le conversioni, con uno sguardo alla redditività o al ritorno? Insomma, cosa dici ai tuoi clienti?

"Penso di aver risposto nella domanda precedente. Il SEO com'era inteso 5 anni fa è morto. Ora le competenze che devono avere i SEO sono multidisciplinari ed abbracciano ad esempio una parte di social, una parte di UX e una parte di Analytics per offrire la miglior panoramica all'azienda nel web".

6. Monitorare il lavoro svolto da un consulente SEO. Spesso si demanda allo stesso consulente – difficilmente le piccole medie aziende, che sono la maggior parte in Italia, vanno da due consulenti, l’espero SEO e l’analista del lavoro SEO ;) – l’analisi e l’interpretazione dei risultati raggiunti. Qualche consiglio per costruirsi in casa dei framework semplici ed avere dei parametri di valutazione del lavoro svolto – senza per questo penalizzare chi porta avanti un’attività che di regole certe ne ha poche?

"Solitamente dal numero dei contatti ricevuti o dalle vendite che ci sono state, i clienti verificano già se l'operato è stato buono o meno, poi  svolgo sempre della formazione di base per far capire le schermate più importanti dei software di tracciamento ed insegnargli così a verificare la bontà del lavoro svolto.
I migliori clienti sono quelli skillati che capiscono il perchè si implementi una determinata attività rispetto ad un'altra.
Per esperienza personale i successi migliori sono arrivati quando dall'altra perte il referente era skillato".

7. Domanda libera. Una cosa che ritieni sia importante da dire ad un imprenditore in ambito ottimizzazione per i motori di ricerca. Un pensiero con cui lasciarli.

"Chiedete sempre ai SEO che contattate se hanno progetti personali, per quali clienti hanno lavorato ed i risultati raggiunti.
E' molto importante affidare la visibilità della propria azienda nel web a professionsiti e non a persone messe li per far le 8h in azienda ed andare a casa una volta finite le 8 ore."