Penultima puntata sull'influencer marketing sul mio blog, per ora.
Dopo aver visto cos'è ed averne decantato le lodi, aver capito come procedere e come ottimizzarlo, andiamo a prenderla da un'altro punto di vista.
Quello di Chris Brogan, CEO di Human Business Work.
Ah, per chiarezza: io non penso che il marketing degli influencer sia un castello di sabbia e di fuffa. Anzi. Ma come tutti gli strumenti non può essere l'unico ne il risolutivo per la vostra azienda o il vostro prodotto. Il buonsenso, prima di tutto.

C'è molta carne al fuoco quando bisogna dire quello va e quello che non va nell'"influence marketing". In breve, il concetto che sta dietro a questo tipo di marketing è che se voi (l'azienda) date il vostro prodotto o servizio a qualcuno che vanta un pubblico di una certa portata e importanza, la vostra associazione ne trarrà beneficio. Ma questo è l'obiettivo più scontato. Tornerò sull'argomento fra un attimo. Lasciate ora che vi spieghi come tutto questo può diventare rischioso molto in fretta.

LA PARTITA SI GIOCA TUTTA SUI BLOG E SUI SOCIAL NETWORK

Una prima sfida è rappresentata dal fatto che i blog e i social network non hanno regole implicite o esplicite riguardo alla corretta gestione di queste interazioni, e le persone troppo spesso sono portate a credere e pensare che in realtà di regole non ne esistano. Negli USA, la Federal Trade Commission ha pubblicato delle linee guida riguardo a questo tipo di interazioni, ma non sono precise e così le persone le possono interpretare in maniera arbitraria.

Al riguardo ho sempre avuto un atteggiamento piuttosto coerente nel corso del tempo. Se esiste un motivo per cui io devo essere di parte o comunque avere qualche ragione esplicita e ovvia per esprimere un pensiero, lo dico apertamente. Se vendo qualcosa, per esempio, metto (affiliato) o (link affiliato) dopo il link dove sto portando a termine la vendita. A volte, se ho molti link affiliati nello stesso post, posso spiegare benissimo questo concetto. Ho anche una pagina -Info- molto ben fatta che spiega con maggior precisione quali sono i miei potenziali condizionamenti.

Ma a volte le persone non fanno di questi sforzi.
A volte, promuovono un prodotto o un servizio o qualcosa che hanno l'opportunità di ottenere direttamente grazie ad un'interazione, e scelgono di non rivelare (o omettono) la relazione che ci sta dietro.

In altri casi, le persone non apprezzano la trasparenza ma si preoccupano ancora che due righe di testo, un tweet o qualsiasi cosa di simile potrebbero essere faziosi, e quindi non agiscono per paura di sembrare vendute, senza nessun tipo di trasparenza. In ogni caso, ci sono altre persone che nel web non hanno la minima idea di tutto questo e cliccano sopra qualcosa solo perché non c'è nessuno che ha spiegato loro relazioni di condizionamento di questo genere.

Come la penso? Io sono un grande fan della trasparenza. Nel post di ieri per esempio scrivevo che:

(Per quelli che fanno domande del genere: abbiamo ricevuto una sistemazione gratuita e Cheryl che lavora nel Gift Shop ci ha regalato un cappellino, ma che sia chiaro, nessuno mi sta pagando per scrivere questo pezzo. Voglio semplicemente raccontarvi un soggiorno davvero piacevole).

Danny Brown e io abbiamo discusso di trasparenza nel passato (non di persona, ma in alcuni post di botta e risposta, ma anche tramite tweet e "mi piace" (eccone un esempio).

Danny ha delle posizioni ancora più rigide rispetto alle mie riguardo alla trasparenza (incredibile ma vero),e lo apprezzo tantissimo per questo. Credo che ciò derivi dalla sua esperienza legata alle RP e al giornalismo, anche se non ne sono sicuro. Quello che so di sicuro è che ci crede fermamente, e che se mai si trovasse in disaccordo con me, me lo farebbe capire tranquillamente. Questo è il motivo per cui dovrei scrivere questo post, per rinfrescare i miei pensieri e/o per sentire cos'altro Danny e voi avete da dirmi.

TRASPARENZA E INFLUENCE MARKETING

Ho parlato di trasparenza più di qualche volta negli ultimi anni. Credo che se vogliamo rispettare la nostra comunità e creare materiale di valore, dobbiamo essere chiari spiegando che c'è una ragione precisa che sta dietro al modo in cui raccontiamo le nostre esperienze.

LE CONSEGUENZE DELL'INFLUENCE MARKETING PER L'AZIENDA

Qualche anno fa ho scritto un post che mi era stato commissionato da IZEA in collaborazione con KMART. È stato visto in maniera estremamente negativa dai miei compagni blogger e dai media. Ormai per le persone la mia carriera era finita, mi avevano detto che ero sul viale del tramonto come "brand" e che mi ero venduto.

Nel frattempo, dalla prospettiva di KMART E IZEA, il progetto si era rivelato un successo. Le vendite erano aumentate. Alcune persone avevano iniziato a guardare con altri occhi il brand; insomma la mia vita è andata avanti, nonostante ci fossero persone che continuavano a credere che io fossi l'antiCristo per avere condotto un esperimento di marketing su un -SCANDALO!- blog di marketing . Comunque sia, ecco come avevo risposto a tutte quelle torce e forconi.

Ma tornando a noi, questa parte del post si sta chiedendo che cosa un'azienda possa ricevere dall'Influence Marketing. La maggior parte delle volte, si ricercano due tipi di ricompense: un po' di attenzione da parte del pubblico degli "influencer" e un po' di condivisione del brand derivante dall'apprezzamento di queste persone di un certo prodotto o servizio. Per le aziende si tratta di un territorio rischioso da esplorare ed è anche un po' complesso da gestire per quelli che scelgono di associare sé stessi ad un brand. Ho scritto qualcosa a proposito nell'articolo di copertina del numero di febbraio 2012 della rivista SUCCESS, riguardo al marketing dei VIP.

MA INSOMMA CHI SONO GLI INFLUENCER?

Invitandomi al loro resort e pagandomi l'alloggio per la mia visita (io mi sono pagato le spese aeroportuali, il vitto etc.) il Port Royal Resort stava cercando di vedere cosa poteva ottenere invitando blogger e i redattori di media digitali nella sua struttura. Hanno scelto me, immagino, con gli stessi criteri utilizzati anche da altri: sanno che mi rivolgo ad un gruppo di persone sveglie e sanno che do molta importanza alla mia reputazione. Le due cose insieme assicurano loro che quando devo dare un'opinione sulla loro organizzazione (e in generale sull'area del Golfo del Texas), sarà probabilmente molto sincera.

Più precisamente, sono sicuro che apprezzerebbero molto se il mio post portasse le persone del "non l'avrei mai preso in considerazione" a pensare "ora questo posto è nella lista delle mie prossime mete vacanziere, della location del mio prossimo evento...".

Dunque chi sono gli influencer? Sono io? A volte. Siete voi? Spesso. È un concetto fluido. Per esempio, qualsiasi canzone che Dave Thomas apprezzerà su Spotify, io l'ascolterò e alla fine la comprerò. In modo simile, se i blog di Steve Garfield o C.C. Chapman parlano di nuovi prodotti fotografici che un'azienda ha dato loro da provare, sicuramente li prenderò in considerazione.

Mi chiedono sempre perché non mi piace molto iKlout. Il motivo è che penso che la piattaforma abbia dei difetti relativi ai criteri con cui determina il livello di influenza. Nel suo caso infatti vengono misurate soltanto le conversazioni. Se io twitto un link su alcuni prodotti di una categoria, e molte persone lo ritwittano o mettono mi piace, tutto questo vale per determinate il mio livello di influenza.
(Questo credo sia l'immagine meno accurata mai proposta per descrivere Klout. Leggete Return On Influence di Mark Schaefer, l- ink affiliato di Amazon di Chris- per una descrizione più precisa).

In realtà, penso che siate voi a determinare chi è più influente. Quando leggerete il mio post su Port Royal penserete una delle seguenti cose:

  • Non mi interessa sapere dove Chris e Jacq si sono presi qualche giorno di vacanza.
  • Mi piace quello che ha scritto Chris, ma non me ne potrebbe fregare di meno. Vivo in India.
  • Stavo pensando ad una meta per le prossime vacanze, magari ci do un'occhiata.
  • Sono un fan sfegatato di Chris Brogan, ho persino il suo pupazzetto, giuro che domani mi compro un appartamento vicino a Port Royal.
  • Parlando di cose serie. Come faccio ad avere altri follower su Twitter?

Ma siete voi a determinare tutto questo. Nessuna delle mie futili chiacchiere offuscherà le vostre menti e vi renderà miei schiavi. E anche se così fosse, se alla fine decidete di visitare quel resort a me non interessa guadagnarci sopra. Anche se la mia opinione su alcuni prodotti o servizi può offrirvi delle immagini positive, sarete voi che prenderete la decisione finale, non è vero?

Solo perché sono stato invitato a salire sulla crociera Disney Dream qualche tempo fa, non significa che le persone si sono precipitate sulle navi e hanno prenotato viaggi da qui agli anni avvenire. Siete voi che decidete cosa fare con l'influenza che ricevete.

CONTINUERO' AD ACCETTARE ED APPREZZARE LE ESPERIENZE INTERESSANTI

Nel passato, il mio rapporto con voi e con le aziende è diventato talmente forte da permettermi di vivere alcune esperienze davvero molto interessanti. Ho fatto un tour della sede centrale di Maker's Mak con Jason Falls. Ho passato del tempo a studiare USA Today e ho potuto guidare una serie di macchine fighissime a GM (esperienza che ha convinto IL SOTTOSCRITTO a comprare una Chevy Camaro SS del 2010, quindi forse in questo caso è stata GM ad essere l'influencer).

Ho vissuto decine di altre esperienze simili. Gli ultimi anni sono stati pieni di eccitanti opportunità per andare dietro le quinte di alcune aziende e iniziare a condividere tutto questo con voi.

Tutto ciò non avrà fine tanto presto. Quando mi inviteranno ad esplorare qualcosa di interessante lo condividerò con voi. Vi farò decidere se vorrete lasciarvi influenzare dal mio articolo.

[fonte: http://www.chrisbrogan.com/fuss/]
[origine immagine: http://cdn.sheknows.com/articles/image/image023-small-.jpg]

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