movimento 5 stelle

[non parlo di Beppe Grillo ma del Movimento 5 Stelle. E non parlo dei suoi eletti. E nemmeno della protesta.]

Io Beppe Grillo lo trovo simpatico e divertente.

Che abbia il 17% in Sicilia o il 25% nazionale, il suo irrefrenabile ottimismo mi piace un sacco.
L'ho spiegato qui.

E non credo che il Movimento 5 Stelle sia un partito di protesta.

Si, avete capito bene.
Ripeto: non credo proprio sia un partito di protesta.
Sì, nel senso, lui, Beppe Grillo, protesta (tanto e contro tutti) e molto del suo successo elettorale è dovuto sicuramente al fatto che arriva alla pancia della gente.
La protesta la raccoglie.
Ma non è nel suo dna.
Magari è nel dna di Grillo (magari???), ma nel cuore del Movimento 5 stelle (il programma) io non respiro protesta.
E del fattore protesta e "vaffanculo" mi interessa poco o nulla, ora.

Io vorrei capire il Movimento 5 Stelle, anche se credo che molti dei suoi eletti non l'abbiano proprio fatto. Almeno quelli che paventano la possibilità di allearsi con qualcun altro...
Molti dei nepoarlamentari e neosenatori sono ancora convinti che sia un movimento di protesta.
E sono arrivati a Roma credendo di rappresentare un movimento di protesta e che abbia un senso intavolare dei discorsi con altri partiti su alcuni punti del programma del loro Movimento.

Ma non credo che  il suo programma debba essere letto per i punti che presenta.
Voglio dire, non alla lettera, almeno.

Avete presente i due modelli di società che si scontravano fino a poco più di 20 anni fa? Due modelli nelle premesse inconciliabili, quello socialista da un lato e liberista dall'altro? Quello dello stato e della giustizia diffusa per tutti e quello capitalista che inneggia alle differenze di vocazione e destino? Si dai, avete capito, non serve andare oltre....

Ora in Italia e nella maggior parte dei paesi occidente non c'è più la scelta tra due modelli di società.

Opssss...volevo dire, non c'era fino a qualche anno fa.

Restiamo in Italia.
PDL e PD (e ancora di più Monti, ma anche Ingroia e Fare) presentano differenti approcci alle tematiche del vivere contemporaneo, dalla crisi allo sviluppo, dal benessere agli investimenti, dalla finanza alla fiscalità, dal chipiùneha al piùnemetta all'interno dello stesso quadro.
Quello della società transcapitalista, neosociale, parademocristiana, postsocialista o come diavolo volete chiamare il quadro europeo di riferimento.
La Lega stessa non mette in discussione il modello economico, comportamentale e sociale comune agli altri partiti.
Solo che lo porta in una visione di stato più piccola, acclamando nazioni regionali.

Nella sua essenza il Movimento 5 Stelle parte dagli stessi principi che hanno portato molti giovani ai disordini di Seattle contro il nuovo ordine mondiale dei Grandi (che anche quello non c'è praticamente più) per arrivare a mettere in discussione in modo organico alla base il nostro concetto di società e di sviluppo economico.

Non mi piace un metodo che aborra il confronto con gli avversari.
E non mi piace neppure chi è convinto sempre di avere ragione a prescindere.
Quindi Grillo mi fa un sacco ridere ma non mi piace come si presenta.
Però piace ad un sacco di gente e ne raccoglie la protesta e questo, indubbiamente, è funzionale alla loro causa.
Ma non possono fermarsi qua.

Credo anche che l'unicità di pensiero che dimostra sia figlia del l'impossibilità di confronto concreto, proprio perché di due modelli di società antitetici si tratta.

Che confronto c'era tra chi sosteneva che gli uomini dovevano essere tutti uguali e quelli che dicevano che tutti dovevano essere diversi?
Voglio dire, si puntavano le armi nucleari contro.

Sono, di base, due visioni delle realtà completamente all'opposto.

Non volere il Pil come misuratore del benessere di una nazione, reclamare il diritto alla felicità all'interno della costituzione, non mettere il lavoro al centro della vita dell'uomo ma il suo tempo e una vita in armonia con l'ambiente, reclamare il diritto di un popolo di andare lento e in armonia con il mondo che ti circonda, ispirarsi a modelli di abitare che non invadono l'ambiente e ti restituiscono il massimo confort nella vita tra le mura domestiche, rivendicare il diritto all'informazione e al suo accesso diretto per tutti i cittadini come uno dei motivi fondanti dello stato.

E' proprio un'altra cosa.
E' proprio un altro mondo.

Ecco, io la discussione la porterei su questo piano.

E non sulla protesta. Anche se molti di loro devono ancora accorgersene.

A Grillo (o a Casaleggio? o ad entrambi? ma è poco interessante, nel senso: anche se non lo pensano questo è quello che a mio avviso hanno costruito) non interessa se la situazione di ingovernabilità fa male ai mercati.
Meglio: va bene così.
Questi mercati sono viziati, sono malati e chissenefrega dei mercati.

La felicità è un'altra cosa.

A me Grillo fa sbellicare dalle risate ma la visione della società di cui dice di essere megafono è roba grossa...

Al di là dal 10%, del 15% o del 30% di votanti.