Nel podio italiano (e quindi, per me, sono i tre migliori), troviamo il sito di WpSEO.
Ecco 7 domande - di cui dovete far tesoro - rivolte al loro CEO e Consulente SEO, Paolo Dolci.

Paolo Dolci Consulente SEO WpSEO

DOMANDA:
1. La maggior parte delle aziende che negli ultimi 10-15 anni si è dotata del sito web istituzionale, raramente ha orientato il lavoro fatto alla “rintracciabilità” del sito in base ai servizi/prodotti offerti: in troppi si sono limitati al semplice sito statico di presentazione istituzionale, salvo poi lamentarsi che da internet non sono mai arrivati contatti. O troppo pochi. Quale, secondo te, il cambio culturale che devono affrontare queste aziende prima di contattare un consulente SEO?

RISPOSTA:
"L’attuale situazione del mercato, in particolare per le PMI, è caratterizzata dall’errata concezione del sito web, visto più come un qualcosa da avere piuttosto che come strumento da sfruttare. Se 10 anni fa i clienti sentivano la necessità di far realizzare un logo, la carta intestata e il biglietto da visita adesso percepiscono la necessità di avere anche il “sito web”.
Il cambio culturale che le aziende devono avviare è quello di mettersi in gioco e sapere che ci sarà da imparare.
E’ difficile per un imprenditore che ha il doppio della nostra età, che ha affrontato positivamente 20 anni di attività e solo negli ultimi anni accusa la crisi, sentirsi spiegare che il modello di business che gli ha regalato tante soddisfazioni in passato è ormai superato o comunque va adeguato.
Ancora più difficile sarà fargli comprendere che a salvarlo saremo noi, una banda di trentenni con cui mettersi in gioco. Calarsi nel nostro mondo e imparare i nostri strumenti sarà l’unica strada per riuscire a far convivere il loro business con i nuovi strumenti di marketing digitale. Il nostro pane quotidiano".

2. Il marketing su web non è più un terreno da pionieri come negli anni ’90: oggi è un canale di promozione, di vendita e commerciale importante dove ci sono grossi player con grandi investimenti. La piccola e media azienda rischia di essere tagliata fuori? O si può fare SEO anche con piccoli budget? Come?

"Come nella vita reale ci sono le grandi catene e i piccoli negozi, sul web c’è la corrispondente trasposizione. Per alcuni aspetti, un vantaggio dal web lo ottengono più i piccoli che si ritrovano ad avere strumenti come ads, possibilità di monitoring, etc che una volta erano solo alla portata dei colossi. 
Fare SEO con piccoli budget è certamente possibile, tutto gira intorno al contesto, agli obiettivi e alla pazienza che avrà nel perseguire un percorso in tal senso.
Con piccoli budget si hanno “piccole ambizioni” solo se si lavora per brevi periodi ma affrontando un cliente sul lungo termine e valutando strategicamente tutti i piccoli passi da raggiungere, si possono posizionare nel tempo tante long tail che permetteranno man mano di mirare sempre più in alto".

3. Spesso arrivano proposte aggressive alle aziende da parte di aziende che propongono pacchetti pronti di attività SEO pubblicizzando risultati sicuri a prezzi relativamente bassi (la vostra azienda prima su Google etc..). C’è da fidarsi? Ovvero: quali sono i parametri con cui un’azienda dovrebbe valutare l’affidabilità di consulenti SEO o agenzie che si occupano di posizionamento, per non incorrere in fregature colossali?

"Risultati e Formazione. Purtroppo ritengo che il nostro settore sia molto inflazionato da pseudo consulenti che offrono pseudo corsi e un cliente che parte con l’approccio “intanto proviamo spendendo poco” spesso arriva da noi dopo una grossa delusione che inevitabilmente comporta anche una perdita di tempo e di soldi. Come evitarla?
Una prima cosa da fare è quella di chiedere:

  • che risultati ha raggiunto l’agency nella sua carriera?
  • cosa mi garantisce?
  • in che tempi?
  • in che modo identificherà le parole chiave che fanno al mio caso?
  • che tipo di strategia intende utilizzare?

La seconda è quella di scappare da chi vende “pacchetti” di link, fan, followers, ecc o che per due lire promette magici posizionamenti ai primi posti. Noi di WpSEO prima di fare una proposta commerciale analizziamo il cliente, definiamo gli obiettivi studiandone la fattibilità e valutiamo quali passi vanno percorsi per raggiungerli. Infine la formazione. Web, Social e Mobile diventeranno (e lo sono già) sempre di più il mezzo per fare acquisti. Molte aziende, però, ancora non sono pronte, stanno iniziando a capire adesso l’importanza di tali strumenti e questo può essere un processo che richiede tempo, in funzione della dimensione dell’azienda, dall’architettura dei processi interni e dalla propensione al cambiamento. La componente Web all’interno delle aziende sarà sempre più ampia e diventerà necessario per le aziende investire nella formazione interna per farsi trovare pronti o, ancora meglio, anticipare i tempi".

4. Meglio puntare su keyword che intercettano più possibili clienti ma più competitive o puntare sulla coda lunga e su query meno competitive e meno costose? Oppure il rischio è che poi manchi un’adeguata conversione? Ovvero: meglio regnare all’inferno o tentare la scalata al paradiso?

"Tutte e due no? ☺ Non escludo mai nessuna tecnica o strategia. E se i clienti possono perseguirne più di una ben venga. In linea di massima, l’approccio è quello di determinare un piccolo set di parole competitive e ad alto volume e da queste estrarne tutte le possibili long tail. Su queste informazioni, e in base alle nostre valutazioni di fattibilità, impostiamo tutte le strategie di marketing, copywriting, etc per raggiungere in velocità buoni posizionamenti per le long tail cercando fin da subito, in parallelo, di iniziare a mettere i tasselli giusti per arrivare pronti e corazzati per “la scalata al paradiso”. Anche se per il Cliente spesso è difficile da accettare, come ha detto anche Davide Pozzi, bisogna puntare sulle key che convertono e sempre più spesso la risposta è la coda lunga.".

5. Il lavoro di SEO mira – a definizione scolastica – ad aumentare gli accessi ad un determinato sito. Ma la conversione del contatto in una richiesta di preventivo è qualcosa che esula dall’attività di SEO? O il professionista dovrebbe “trascendere” il campo ristretto dell’ottimizzazione per avere uno sguardo più ampio sul web marketing dell’azienda al fine di ottimizzare gli accessi e le conversioni, con uno sguardo alla redditività o al ritorno? Insomma, cosa dici ai tuoi clienti?

"La definizione scolastica è corretta ma ormai è superata. Un Consulente SEO deve essere il coordinatore, il direttore d’orchestra, di un team di professionisti e quindi dalla sua deve avere competenza e cognizione di causa, sia sulle questioni prettamente tecniche, sia su marketing, social etc... Il Consulente SEO è un ibrido tra un programmatore, uno statistico, un pubblicitario e un commerciale".

6. Monitorare il lavoro svolto da un consulente SEO. Spesso si demanda allo stesso consulente – difficilmente le piccole medie aziende, che sono la maggior parte in Italia, vanno da due consulenti, l’esperto SEO e l’analista del lavoro SEO ;) – l’analisi e l’interpretazione dei risultati raggiunti. Qualche consiglio per costruirsi in casa dei framework semplici ed avere dei parametri di valutazione del lavoro svolto – senza per questo penalizzare chi porta avanti un’attività che di regole certe ne ha poche?

"Attualmente lo stesso Cliente ha in mano talmente tanti strumenti e possibilità di monitoring che sarebbe difficile per un SEO raccontare falsità, quindi sì, è vero che spesso è demandata allo stesso Consulente SEO, ma è anche vero che è facilmente contro verificabile. Resta altrettanto vero che c’è una grossa differenza tra l’essere in grado di estrarre dei dati e il saperli manipolare ed analizzare in funzione degli obiettivi prefissati".

7. Domanda libera. Una cosa che ritieni sia importante da dire ad un imprenditore in ambito ottimizzazione per i motori di ricerca. Un pensiero con cui lasciarli.

"Come ribadito in più occasioni, gli imprenditori devono essere pronti a sfruttare il web e per farlo hanno bisogno di un Consulente Seo con la C maiuscola. Questo va scelto valutandone risultati ed esperienza, non in base agli attestati di partecipazione a qualche magico evento di settore di 8 ore. Proprio per questo la cosa che devono fare è formarsi, o meglio lasciarsi formare, in maniera cosciente su queste nuove tecnologie in modo da capire a fondo quali sono i principi che muovono la SEO e il WebMarketing perché solo in questo modo è possibile ottenere il massimo da una collaborazione professionale di questo genere. Un Cliente che comprende il tuo lavoro è fondamentalmente una risorsa in più che si chiude in stanza con te e i tuoi collaboratori durante le sedute di brain storming. Per questo motivo, insieme agli amici di NetEnjoy stiamo preparando dei percorsi formativi innovativi per aiutare potenziali clienti e addetti al settore ad addentrarsi con coscienza nel mondo della SEO, del Web Marketing e del Web in generale. I Webengers stanno arrivando...".

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