Pasquale - Joker SEO - Scarpati, se lo incontri in web ti mette un po' in soggezione, perché di far girare la sua foto non se ne parla proprio. E non è rassicurante chattare con l'immagine di (SEO) Joker davanti. Mi aspetto sempre che succeda qualcosa di imprevedibile e senza senso. E invece ti trovi davanti ad un consulente SEO di quelli con gli attributi.  Scarpati è Co-founder di Qonnecta, fanatico delle opportunità e - soprattutto - un conservatore in serp. Insomma poca poesia e molti link in entrata :-)

Ecco le 7 domande riservate ai consulenti SEO (anche se adesso si concentra a sviluppare progetti in house con la sua azienda), per aiutare l'imprenditore che ha cominciato a capire che esiste la possibilità di operare sul sito - e non - per aumentare il traffico di visitatori interessati - grazie alla SEO - ma non ha ancora capito che priorità darsi e come distinguere un bravo consulente da chi vuole solo fregarti.

 

Pasquale Scarpati Consulente SEO

 

Domanda
1. La maggior parte delle aziende che negli ultimi 10-15 anni si è dotata del sito web istituzionale, raramente ha orientato il lavoro fatto alla “rintracciabilità” del sito in base ai servizi/prodotti offerti: in troppi si sono limitati al semplice sito statico di presentazione istituzionale, salvo poi lamentarsi che da internet non sono mai arrivati contatti. O troppo pochi. Quale, secondo te, il cambio culturale che devono affrontare queste aziende prima di contattare un consulente SEO?

Risposta
1. Credo che il cambio culturale lo stiamo vivendo in questi ultimi anni: le aziende, anche se con le idee confuse, si affacciano al web con la speranza di poter alimentare il proprio business. Purtroppo ci vorrà abbastanza tempo per poter avere risultati decenti, troppa fuffa in giro e nella maggior parte delle aziende con le quali ho lavorato non c’era un referente che ne capisse un’acca della materia.

Spesso agli appuntamenti interlocutori si presentava il boss sorridente in versione “oggi vi frego”, con qualche tizio che sapeva a malapena cosa fosse un social network o “Goggle” in qualità di esperto di fiducia. Ovviamente ci siamo sempre rifiutati di lavorare con personaggi del genere.

Fino a quando un imprenditore non riesce a capire che la gente che prima si innamorava per strada, ora lo fa su Facebook e Whatsapp, che la gente non compra più nulla prima di informarsi online e che è inutile stare nella piazza più grossa del paese se fai mangiare poltiglie di roba non definita… di cosa stiamo parlando?

2. Il marketing su web non è più un terreno da pionieri come negli anni ’90: oggi è un canale di promozione, di vendita e commerciale importante dove ci sono grossi player con grandi investimenti. La piccola e media azienda rischia di essere tagliata fuori? O si può fare SEO anche con piccoli budget? Come?

2. Non è più terreno da pionieri, è vero. Ma se è vero che non c’è limite all’evoluzione ed alla fantasia umana, direi che c’è sempre posto per tutti. Si può fare SEO anche con piccoli budget, ma dipende dagli obiettivi: cosa ti aspetti di ottenere? Pensi di poter gestire quello che otterrai? Riuscirai ad onorare sul campo quello che hai conquistato online? In che settore sei? Cosa intendi per piccoli budget?

Tutto troppo relativo e complicato quando si parla di SEO. Spiegare alle persone cosa è questo mondo, come dovrebbero lavorare online e per quale motivo una cosa funziona ed un’altra no, è veramente difficile.

Come dovrebbe veramente essere difficile generalizzare e semplificare il nostro lavoro con frasi fatte e senza alcun valore se non implicate in un contesto decisamente più articolato.

Lasciate perdere i “basta fare le cose con criterio”- “content is king” – “scrivi contenuti di qualità” – “fatti linkare da siti autorevoli”.

Sveglia ragazzi, siamo nel 2015! Fare SEO oggi è complicato. Ma solo per chi non la sa fare.

3. Spesso arrivano proposte aggressive alle aziende da parte di aziende che propongono pacchetti pronti di attività SEO pubblicizzando risultati sicuri a prezzi relativamente bassi (la vostra azienda prima su Google etc..). C’è da fidarsi? Ovvero: quali sono i parametri con cui un’azienda dovrebbe valutare l’affidabilità di consulenti SEO o agenzie che si occupano di posizionamento, per non incorrere in fregature colossali?

3. Io partirei, semplicemente, da una domanda: “Se tutti possono acquistare quello che tu stai per comprare, perché dovresti essere tu quello a vendere nel tuo settore?”

Troppe volte hanno contattato anche nostri clienti storici. All’inizio mi incavolavo come una bestia, poi mi son detto “ma a chi volete rompere le...”ed ho spiegato la situazione al cliente, lasciandolo alle sue scelte. Non vale la pena mettersi a discutere con gente che non offre nulla, gente che vuole pacchettizzare la SEO come se fossero caramelle. Hai una gelateria? Caramelle colorate! Gestisci un ecommerce di prodotti naturali? Pillola verde! Sei titolare di una ditta di pompe funebri? Caramella nera, ed una grattata ai gioielli.

I paramentri per valutare l’affidabilità di un consulente ci sarebbero, ma quelli che dicono la verità sono relativi alla prova su strada. Non puoi dire “tizio è buono, caio è scarso”se non hai mai provato i suoi servizi.

Io non mi fiderei di quello che si dice su una persona online, è veramente troppo facile oggi con i social network diventare “il migliore” :D

4. Meglio puntare su keyword che intercettano più possibili clienti ma più competitive o puntare sulla coda lunga e su query meno competitive e meno costose? Oppure il rischio è che poi manchi un’adeguata conversione? Ovvero: meglio regnare all’inferno o tentare la scalata al paradiso?

4. Di natura sono un’opportunista, quindi ti direi inferno. Ma sono letteralmente ossessionato dalle sfide.

Ma la risposta esatta è, anche in questo caso, “dipende”. Non si può generalizzare tutto: è una questione di equilibrio: regnare all’inferno o tentare la scalata al paradiso dovrebbero tradursi in “come santo diavolo faccio a raggiungere i miei obiettivi?”

5. Il lavoro di SEO mira – a definizione scolastica – ad aumentare gli accessi ad un determinato sito. Ma la conversione del contatto in una richiesta di preventivo è qualcosa che esula dall’attività di SEO? O il professionista dovrebbe “trascendere” il campo ristretto dell’ottimizzazione per avere uno sguardo più ampio sul web marketing dell’azienda al fine di ottimizzare gli accessi e le conversioni, con uno sguardo alla redditività o al ritorno? Insomma, cosa dici ai tuoi clienti?

Clienti non ne ho più, in Qonnecta siamo focalizzati sul costruire e monetizzare progetti in house.
Ma come linea di pensiero, ti dico senza peli sulla lingua che l’aumento del traffico e la lead optimization sono per me due attività distinte, che dovrebbero essere affidate a figure distinte all’interno di una web agency.
Non dovremmo più pensare al consulente SEO come al tizio che sa tutto e può fare miracoli. Si lavora in team, altrimenti si parte già svantaggiati su determinati tipi di progetti.

5. Monitorare il lavoro svolto da un consulente SEO. Spesso si demanda allo stesso consulente – difficilmente le piccole medie aziende, che sono la maggior parte in Italia, vanno da due consulenti, l’esperto SEO e l’analista del lavoro SEO ;) – l’analisi e l’interpretazione dei risultati raggiunti. Qualche consiglio per costruirsi in casa dei framework semplici ed avere dei parametri di valutazione del lavoro svolto – senza per questo penalizzare chi porta avanti un’attività che di regole certe ne ha poche?

5. Vuoi che ti risponda da consulente o da cliente? :D

Scherzi a parte, il consiglio è quello di fissare degli obiettivi e darsi dei tempi. Si lavora per ottenerli e non è detto che si debbano ottenere per come li si erano stabiliti. Costruirsi framework in casa per avere dei parametri di valutazione del lavoro svolto secondo me non serve a nulla.

Conosci il detto “se una donna te la vuole fare, te la fa anche sotto al naso”?

Ecco, a buon intenditore.

6. Domanda libera. Una cosa che ritieni sia importante da dire ad un imprenditore in ambito ottimizzazione per i motori di ricerca. Un pensiero con cui lasciarli.

Se volete costruire un business online o alimentare/trasferire/modificare qualsiasi vostra attività in rete, abbiate sempre chiari:
- Chi siete
- Cosa sapete fare/avete che gli altri non hanno
- Obiettivi (e tempi) che pensate di poter raggiungere
- Poche chiacchiere e tanto lavoro
- Affidatevi solo a professionisti di un certo spessore

Tutto il resto è noia.