Odio Wired perché presenta un mondo magico e fatato, dove l'innovazione è un sogno totalizzante che spinge verso il futuro.
Odio Wired perché mostra una realtà immaginaria dove gli innovatori sono grandi sognatori pronti a cambiare le nostre vite con un tocco di magia e ci riescono pure con estrema facilità.
Odio Wired perché parla di un sistema paese che lotta verso l'eccellenza e a testa alta.
Odio Wired perché mostra un web considerato importante, motore degli affari e che sta cambiando le coscienze delle masse.
Odio Wired perché non mostra altro che un mondo tecnoglamour dove la tecnologia, l'innovazione, lo spirito e la voglia di cambiare il mondo è il pane quotidiano di tutti i personaggi e i progetti presentati.

Ma quando lo ripongo tutto finisce e Wired torna ad essere un fumetto in più sullo scaffale, con il mondo tutto suo, lontanissimo dalle difficoltà degli architetti, geometri ed operai del web che giorno dopo giorno combattono contro un percepito che li relega ad un livello infimo di professionalità.

Wired torna ad essere un sogno, distante da una realtà che vede la stragrande maggioranza delle piccole e medie aziende scegliere a chi affidare le soluzioni tecnologiche in base al prezzo.
Wired diventa nuovamente una cartina tornasole che mostra la miseria di un'economia reale che viene soffocata dalle tasse e ogni bella idea deve combattere prima ancora contro il sistema che non con il mercato.
Wired assurge a specchio deformante dell'innovazione realmente percepita dalla maggioranza delle aziende come un costo non necessario.

Insomma, odio Wired, perché mi fa vivere quella dicotomia dello spirito che mi lacera tra quello che vorrei fare ogni giorno e quello che invece, come tutti, umilmente faccio.

PS
Stamattina ho comunque rinnovato l'abbonamento un paio d'anni...perché senza il sogno...che vita è?