consulente SEO

Ecco 9 fattori che potrebbero influenzare la SEO e il web marketing nel corso del 2015. Rand Fishkin su Moz ha elaborato 10 previsioni, da cui prendiamo spunto per presentare le nostre 9.

1. Ci saranno le prime università no profit o pubbliche con diploma in internet marketing, con inclusi i corsi di SEO

Negli USA ce ne sono alcune coma la Fullsail di Phoenix che offre il diploma in internet marketing, ma non sono lauree con grosso peso. Il giorno in cui università come Stanford o Washington offriranno una laurea in web marketing sarà la consacrazione di questa professione. Se anche in Italia, oltre alle lauree in scienze della comunicazione, si arrivasse a tanto, significherebbe che chi si occupa di programmi scolastici, capisce che oggi è uno dei lavori che nel marketing richiedono la maggiore professionalità e studio continuativo.
Pensate che su LinkedIN il SEO è in quinta posizione tra le competenze presentate e il ditigal/online marketing in sedicesima. Dovrebbe essere un barometro per le università in grado di recepire le esigenze del mercato.

2. Google continuerà a migliorare i risultati immediati della sua ricerca puntando agli strumenti interattivi a disposizione.

Come oggi si può avere direttamente l’indirizzo e il numero di telefono di un’azienda tra i risultati di un’interrogazione a Google, nel 2015 le risposte immediate offerte sulla SERP sono destinate ad aumentare: ad esempio la possibilità di riservare un tavolo, di prenotare un’auto (integrandosi con Uber) o di affittare un film (ad esempio con Flixster).

3. Nel 2015 Facebook includerà nella ricerca qualche tipo di risultato proveniente dal web (non contenuti presenti su Facebook)

Nel 2014 Facebook ha smesso di presentare i risultati di Bing nelle ricerche. Probabilmente quest’anno arriveranno altri dati a sopperire i contenuti da fonti esterne che non sono più raggiungibili con Bing. Avranno un loro crawler o troveranno un modo innovativo di presentare contenuti interessanti per i loro utenti? Staremo a vedere…

4. Crescerà notevolmente l’indicizzazione di tweet, hashtag e profili di Twitter.

Negli ultimi 6 mesi sempre più tweet appaiono nei risultati delle riceche. Twitter.com entrerà probabilmente tra i primi 5-6 grandi domini della classifica di Mozcast.

5. L’Unione Europea (o qualche suo stato) prenderanno altre decisioni per la regolamentazione di Google e questo creerà modifiche sostanziali nei risultati di ricerca per gli utenti europei.

Nel 2014 la UE ha sancito il diritto all’oblio e spesso in Europa si assistono a leggi o regolamenti che vorrebbero arginare lo strapotere di Google (basta pensare ai recenti avvenimenti in Spagna sulla vicenda delle Google News): in un contento politico così vivace è facile che ci saranno regolamentazioni che stravolgeranno alcuni risultati della SERP. Cosa difficile da vedere negli USA dove Google è diventato il secondo più grande sostenitore di lobby del paese e un influencer magistrale di politici.

6. Ricerca Mobile, dispositivi mobile, le connessioni protette SSL e HTTPS e le app mobile si compenetreranno sempre di più, rendendo sempre più difficile da trovare le origini del traffico.

E’ prevedibile che entro la fine del 2015, molti dei maggiori publisher di contenuti vedranno aumentato il loro traffico diretto anche del 40%, anche se non sarà possibile identificare da dove abbia origine. E’ una delle grandi sfide per chi si occupa di web marketing: ti aumento il traffico ma non so dirti da dove ne a provartelo.

7. I Pin sponsorizzati faranno di Pinterest un colosso emergente nel mondo dei social e della pubblicità sociale, in particolare un player importante per chi si occupa di e-commerce.

A gennaio Pinterest ha aperto ad un numero limitato di utenti beta la possibilità di sponsorizzare i pin. Questo sarà uno dei grandi cambiamenti del 2015 sia per l’ambito social che per il web marketing in generale.

8. Foursquare sarà acquistato, si fonderà con un altro servizio o chiuderà nel 2015 (probabilmente una delle prime due)

Chi ama i social media non può non aver utilizzato Foursquare per fare il checkin muovendosi da città a città. Un sacco di gente, dopo i primi anni eccitanti, ha smesso di usarlo e chi lo utilizza lo fa sempre meno frequentemente.

9. Amazon si prende il traffico direttamente senza passare da Google.

Molto acquirenti non ricercano su Google quello di cui hanno bisogno. Vanno direttamente dentro ad Amazon. E’ una quota di ricerche che Google ha perso - e che continuerà a perdere. Anche perchè chi naviga in mobilità (quote sempre maggiori di mercato) magari sceglie di entrare con l’app. Lo stesso si può dire per Ebay e per altri servizi. Questa non è la morte di Internet - come sosteneva il direttore di Wired qualche anno fa - ma sicuramente è un trend che va tenuto d’occhio e sul quale bsogna riflettere.