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Che cosa significa fare pubblicità nel 2013?
In cosa e come è cambiato il mondo della comunicazione pubblicitaria negli ultimi 5 anni?
In tutto, per certi punti di vista.
Per nulla, per altri aspetti.
Inizio oggi un viaggio di brevi spunti tra le pubblicità, partendo con una rassegna degli strumenti tradizionali oggi più utilizzati.
Nulla di definitivo e nulla da prendere come verità assoluta.
Solo il punto di vista maturato dalla mia esperienza.
Voglio dire: ci sono aziende che sopravvivono o fanno grande business anche utilizzando solo gli strumenti che qui presento come obsoleti.  Non vuole essere un vademecum di quello che dovete fare con la vostra azienda ma fotografare una tendenza.
(NB: ogni azienda necessita di una strategia da individuare per minimizzare costi e massimizzare i risultati)

1- Le fiere di settore

E' difficile dire che questo modello di marketing relazionale sia in crisi. Ci sono fiere che continuano a funzionare alla grande e altre meno. Il mito che grazie alle connessioni fisiche sempre meno costose e veloci e alle connessioni digitali che permettono relazioni in real time continue le fiere sarebbero state dismesse mi sembra tramontato.
La gente vuole incontrarsi, scambiarsi una stretta di mano, parlare di persona. Skype non riesce a sostituirlo.
E neppure il viaggio mirato per incontrare un fornitore o un cliente sostituisce una passeggiata tra gli stand di colleghi e concorrenti.
Non ancora.
Forse mai.
Insomma la fiera, nella maggior parte dei casi, anche quando costosa, viene considerata una necessità dalla maggior parte delle aziende che, nel caso di mancanza di budget, continuano ad agoniarla.

2- L'advertising sulla carta stampata

Qui è più dura.
Non perché non venga riconosciuto il valore di una bella pubblicità rivolta al pubblico finale o sul giornale di settore ma per il costo di queste operazioni. La pubblicità sulla carta stampata implica una certa continuità dell'investimento. Che, tradotto ai minimi termini, significa un costo costante. E per raggiungere solo il pubblico che in un determinato momento ha in mano quel giornale
Con una generale riduzione dei budget è una delle prime cose a cadere.
Paga decisamente dazio al costo elevato della continuità richiesta e alle preferenze che vengono date ad altri strumenti, ritenuti più performanti.

3- Cataloghi e Company profile

Erano l'emblema della comunicazione aziendale 1.0.
Il catalogo dei prodotti e il company profile per presentare l'azienda.
Non è vero che non si stampano più. Diciamo che sempre più aziende optano per un sito corporate che il company profile lo sostituisce e per un catalogo online (o un e-commerce) che rendono obsoleto e meno aggiornato il catalogo stampato. Dato anche il suo costo.
Chi, per qualche ragione, non porta online il catalogo, oggi lo sostituisce spesso con un file pdf per i clienti, una app per l'ipad ed altri stratagemmi digitali che fanno risparmiare migliaia o decine di migliaia di euro di stampa.

4- Gadget aziendali

Ok, lo ammetto, mi hanno sempre fatto anni '80, mi evocano un gusto retrò, però lo ammetto: funzionano.
Vedo una drastica riduzione di penne e matite da pochi soldi ma restano i gadget fatti bene, quelli che costano tanto, abbinati magari ad acquisti importanti.
Ma per quanto costosi e raffinati restano cose non necessarie date a persone che spesso non sanno che farsene.
Calendari e calendarietti, agendine e penne usb continuano indubbiamente ad invadere le nostre scrivanie, ma decisamente molto meno.
A molti danno l'idea di spreco, di soldi spesi (e che inevitabilmente ricadono sul costo dei prodotti che veicolano), complice anche una certa coscienza ecologista critica diffusa.
Vuoi che la crisi a volte serva a qualcosa...

5- Outdoor (ovvero i cartelloni ai lati delle strade)

E' una formula che continua a funzionare: se siete interessati ad un determinato pubblico geografico mettere un bel cartellone lungo una strada garantisce una visibilità garantita. Il messaggio ha un problema, lo stesso di altre forme di comunicazione tradizionale: continua a dire, a parlare con voce univoca, senza possibilità di coinvolgere il pubblico in qualche tipo di discussione. E poi è tanto legato al territorio. Oltre che alla quantità di informazioni che si riescono a trasferire. Ottimo per un'immagine pubblicitaria, poco testo, poche informazioni. Se siete un ristorante, un negozio o un brand che cerca visibilità in centro a Milano durante la settimana della moda è ancora un ottimi mezzo per farsi notare.
Per il B2B e i servizi aziendali non è mai stato un veicolo preferenziale e continua a non esserlo.

6- Pubblicità radiofonica

Continuo a trovarla particolarmente vincente per un evento. Continua a funzionare, pagando il peso della crisi. Ma per chi ha budget da investire è un mezzo che molti faticano ad abbandonare. Con la riduzione dei budget soffre del problema della frammentazione del pubblico e della tendenza di questo di ascoltare network nazionali dove la presenza può risultare costosa. Non è la via scelta dai più e per avere ottimi risultati non è a così basso costo.
Ma non è ancora morta.

[continua...]

[qui la parte due]