Continuo il breve viaggio tra i principali strumenti di marketing a disposizione di un'azienda nel 2013, con questa sorta di borsino tra i meno e i più gettonati
La prima parte la trovate QUI.
E ora andiamo avanti con altri...

7 - Il sito web aziendale o di prodotto

E' stata la prima forma pubblicitaria su web delle aziende.
Resta un buon investimento. Ma forse non basta più.
Voglio dire: un sito aziendale fatto bene sostituisce egregiamente un bel company profile, ma nella maggior parte dei casi non basta a prendere nuovi clienti. A presentarsi bene sì.
Ma dare un ruolo attivo al sito web di presentazione è anacronistico nella maggior parte dei casi. Ma, nel contempo, difficile farne a meno.

8 - Sito catalogo o e-commerce.

Se si hanno dei prodotti oggi bisogna mostrarli, parlarne, lasciare che i navigatori lo vedano e lo visitino.
Se è possibile vendere direttamente online, che sia B2B o B2C, meglio farlo. Oggi funziona, e sempre di più sarà un canale preferenziale.
Anche se si vuole vendere solamente ai propri clienti è possibile selezionare modalità ibride (prezzi solo a chi è registrato, registrazione non libera, produzione del solo preventivo senza concludere il pagamento etc...).
In Italia ci sono ancora grandi margini di crescita, paghiamo un notevole ritardo rispetto ad altri stati europei, dove anche nel B2B c'è una penetrazione notevole di ordinativi online.
Ma in linea di massima sono poche le aziende per le quali non avrebbe senso e alle quali non consiglierei una qualche formula di vendita online.

9- Newsletter (e-mail marketing)

Arrivare dentro all'e-mail di un possibile interlocutore "spacca".
Diciamo che gli strumenti di analisi che negli ultimi anni ci restituiscono il livello di efficacia delle email che mandiamo, ha frenato molto le email casuali agi indirizzi info@ di turno.
Tassi di lettura delle email che viaggiano anche sotto il 5% sono soventi con un database non selezionato e argomenti settoriali mandati a database generici.
Utilizzata in modo corretto con utenti che hanno scelto di ricevere le nostre email, che sanno da dove provengono e con titoli e contenuti che interessano il nostro campione a cui la newsletter è indirizzata...è uno strumento altamente efficace.

E adesso...gli ultimi due strumenti, i miei preferiti, attualmente.
Ma voglio fare un piccolo test.
Posso? Ma si dai
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Up to you.

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10 - Blog [e marketing contenutistico]

Il blog oggi è la voce di un'azienda. Può essere anche un sito di contenuti con una forma differente dal blog. Ma oggi dare voce a prodotti e servizi è un passaggio fondamentale per il marketing.
Le persone su web cazzeggiano o cercano informazioni, oltre che usare servizi. Se quando cercano informazioni su un determinato prodotto trovano un articolo del vostro blog che lo presenta, avete fatto bingo.
Di solito possono essere informazioni sul prodotto o notizie utili per il vostro target. Posizionamento del vostro brand, SEO, percepito da parte del pubblico, empatia tra l'azienda e il pubblico, materiale per andare poi nei social network con dei contenuti...questi sono tutti vantaggi che possono derivare dall'avere un blog o un sito di contenuti.
E' decisamente una delle strade principali per fare pubblicità oggi. La più nuovo forse...ma anche no.
Nel senso: oggi il marketing contenutistico, quello che sapete, la presentazione del vostro prodotto, un aiuto ai vostri clienti va sparata su un sito visibile a tutti in un rapporto di diffusione della conoscenza 1 a molti.
Ma da sempre il commerciale di un'azienda, quando si trova di front a un cliente usa il "marketing contenutistico", dimostrandosi competente in materia o dando informazioni al cliente che possono essere un vantaggio competitivo per lui, ad di là del prodotto.
I blog non hanno inventato nulla, solo portato su web.
Non ignorate questo.

11 - Social media marketing [e marketing relazionale]

Il fatto che iscriversi ai social media sia gratis, che condividere qualcosa sia gratis, che chiedere l'amicizia a qualcuno sia gratis....non significa che gratis sia il motivo per cui i social media sono interessanti per un'azienda.
Il fai da te sui social media produce spesso degli orrori di bacheca che travalicano lo spam e certamente non aggiungono alcun valore a quelle aziende che lo praticano.
Ho visto anche fior fiore di consulenti che fanno imboccare alle aziende percorsi deleteri per l'immagine dell'azienda.
Quando si va sui social media si fa marketing relazionale. Si costruiscono relazioni. Si dialoga alla pari con altri utenti e si dialoga di cose che agli altri utenti possono interessate.
Si è sempre fatto marketing relazionale, solo che con i social network anche questo diventa 1 a molti.

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Ripeto quanto detto nel primo articolo: nessuna scientificità su queste considerazioni, ne pretesa di giudizi definitivi. Un confronto con la mia esperienza, sul nordest e nel Veneto, in un contesto dominato dalla piccola e media azienda e da un B2B molto diffuso.

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