SEO. Search Engine Optimization.
Ottimizzazione per i motori di ricerca.
Soprattutto, oggi, per Google.

Si usa il termine per indicare tutta una serie di tattiche, attuate con l'obiettivo di migliorare la posizione delle pagine di un sito web sulla pagina dei risultati di ricerca di Google (la SERP), data una determinata parola/frase chiave di ricerca.

Il nostro mondo è un mondo che fa un largo uso di espressioni gergali.
SEO è un altro acronimo di tre lettere che la gente butta lì, a volte senza pensarci troppo,senza magari sapere che cosa significa davvero SEO.
Allora, che cosa SEO significa? Che lavoro fa poi davvero un consulente SEO?

SEO è un acronimo di tre lettere, abbreviazione di Search Engine Optimization .

Search engine optimization significa, in italiano: Ottimizzazione per i motori di ricerca.
Tradotto in pratica è quel lavoro che ti porta a cercare un posizionamento più elevato nei motori di ricerca per il tuo sito web.
Per ottenere questo tank più alto si apportano modifiche al tuo sito we, per rendere più facile per i motori di ricerca capire i tuoi contenuti (marketing contenutistico SEO oriented).
Inoltre, può significare attivarsi per ottenere link da altri siti web (link popularity).

 

1# 3 Regole SEO Semplici

Le basi sono abbastanza semplici e se si seguono alcune facili regole, andrà benissimo.

1- Scrivi per gli essere umani

Primo, scrivere per gli esseri umani.
Non dovete scrivere per un robot, anche perché quel robot cerca di capire cosa cerca la gente.
E' la gente che arriva sul tuo sito web, che lo condivide, che lo legge, che lo commenta
Quindi, si deve scrivere per loro.
Ciò significa che si scrive come si parla con le persone e si scrive di ciò che la gente vuole sapere.
Se qualcuno nella vita reale ti fa una domanda, riesci a rispondere nel modo giusto?
Ebbene, su internet, è la stessa cosa.
Quindi, annota le domande che la gente potrebbe farti e poi rispondi sul sito.

2- Pensa come un umano

In secondo luogo, devi pensare come un essere umano.
L'intenzione degli utenti è quello che si cerca quando si fa SEO, proprio come nella vita reale.
Quello che voglio dire quando uso la parola "intenzioni degli utenti"?
Beh, ti farò un esempio.

Una volta ho messo piede su un piazzale di auto usate, perché volevo vedere che macchine c'erano a disposizione e a quali i prezzi venivano vendute. Non stavo cercando di acquistare, e non avevo tanto tempo. Volevo solo guardare.

Il venditore invece aveva deciso che doveva concentrarsi su come ottenere la sua commissione vendendomi una macchina.
Pensava di essere capace a spingere ad acquistare un veicolo. Ma ha perso tempo e mi ha infastidito, perché non ha valutato i miei bisogni e i miei desideri

Un paio d'ore più tardi ce ne siamo andati risentiti, ovviamente senza comprare un'auto, perché non era quello il nostro obiettivo. Se mi capita di parlare di quel posto, lo sconsiglio.

Se il venditore fosse stato intelligente, avrebbe capito a che punto eravamo del processo di acquisto.
Non eravamo in modalità acquisto quella sera.
Eravamo alla ricerca di informazioni di acquisto e se lui si fosse limitato a darci informazioni, magari, qualche tempo dopo, saremmo andati da lui a comprare l'auto.

Quando qualcuno arriva sul vostro sito web, spesso hanno un intento che è diverso dall'acquisto. Spesso è informazione. Ecco perché bisogna creare contenuti di valore. I contenuti di valore sono importanti per gli esseri umani e fanno bene alla SEO.

3. Avere un obiettivo per la vostra attività di SEO misurabile

In terzo luogo, e forse più importante, i vostri sforzi di SEO hanno la necessità di puntare ad un obiettivo misurabile.
Questa non è un'attività di ottimizzazione diretta, ma è quello che ti permette di continuare a investire in essa.
Ogni pagina del tuo sito dovrebbe avere una sorta di invito all'azione, una call to action, che si cerca di intercettare le intenzioni dell'utente e fornisce dei numeri utili agli obiettivi aziendali.

È possibile utilizzare diversi strumenti per tenere traccia di questi risultati, ma la cosa importante è la premessa: ogni pagina ha una sorta di iscrizione o un altro invito all'azione. In questo modo posso guardare quanti contatti genera, a discapito dell'impegno messo nella realizzazione di quella pagina e della sua promozione, oltre che del suo continuo aggiornamento.

È facile vedere che cosa sta funzionando, se stai monitorando in questo modo il sito.
È facile, quindi, investire in ciò che funziona .

b# Mai lavorare sporco

Quando si fa SEO si incontrano, generalmente, differenti ambiti del sapere digitale: sistemistica (file apache, configurazione del serve, file .htaccess), programmazione html (tag, metatatag...) e javascript, marketing relazionale (ottenere link da altri siti, comunicati stampa, articoli ospitati su blog di settore con link al nostro sito...), scienze comportamentali, semantica e contenuti. E poi sicuramente dell'altro.

Già, i contenuti. Perché se mancano i contenuti che contengono quelle parole - e giochiamo pulito -, non possiamo certamente sperare di essere trovati con le ricerche che le includono.

Si nota sempre una tensione - più o meno latente - tra chi si occupa di SEO e Google. "SEO Google" sono due parole che fanno fatica a stare assieme nella stessa frase. Da un lato le aspirazioni di chi vorrebbe che le pagine del suo cliente ottenessero risultati straordinari per valorizzare il lavoro fatto e poter staccare fatture in serenità. Dall'altro Google, che è interessato dare al suo utente il risultato migliore data una ricerca effettuata.

Perché l'obiettivo di Google è sempre quello: che l'utente che effettua una ricerca sia soddisfatto dei risultati proposti nella prima posizione e successive. Se i risultati di una ricerca non sono pertinenti, il senso di frustrazione dell'utente potrebbe ripercuotersi sull'utilizzo futuro del motore di ricerca.

Quando un esperto di SEO vi dice che i link in entrata al vostro sito sono importanti è perché Google ha deciso di utilizzare quella metrica per dare importanza alle pagine di un sito web. E quando vi spiega che più importante è il sito da cui ricevete il link, maggiore è il risultato che si riceve in termini di miglioramento della vostra posizione sulla SERP è perché Google ha scelto il sistema dell'autorevolezza della fonte. Ma, come è successo le keyword inserite all'interno delle pagine Html (chi si occupava di migliorare la posizione dei siti, gonfiava le pagine dei siti con parole chiave di qualsiasi genere per cattura l'attenzione dei motori di ricerca), che sono andate a contare sempre meno per l'algoritmo di Google, così è successo per i link in entrata: Google, per perseguire il suo obiettivo, affina continuamente i parametri con i quali valuta la posizione da assegnare ad un sito con una data ricerca.

Prima di mettersi in testa cose strane, un lavoro di SEO serio dovrebbe secondo me partire dalla domanda: la pagina che voglio indicizzare in buona posizione su Google, è quella che chi fa quella determinata ricerca vorrebbe trovarsi di fronte? Ovvero: la mia pagina risponde alla richiesta dell'utente che digital le keyword per le quali voglio lavorare su quella pagina?

Facciamo un esempio.

Se io cerco su Google "Hotel Abano" mi appaiono questi risultati organici (ovvero non a pagamento)

google seo: ricerca abano hotel

Ora, guardiamo i risultati: al primo posto mi da l'elenco degli hotel ad Abano di TripAdvisor, fatto dalla gente, per la gente. Più o meno. Ma nelle intenzioni sicuramente. Quindi mi da l'elenco degli hotel con i commenti delle persone che ci sono stati. Direi che ci becca. Anche al secondo posto, troviamo un sito che parla di Abano con l'elenco di una serie di hotel. Ci azzecca anche qui. Al terzo posto, onore al merito un Hotel. Che a differenza di molti altri presenta parecchi contenuti in homepage. Ora, se io apro un hotel e mi faccio un sito, aspirare alle prime tre posizioni è dura: almeno fino a che non avrà un sacco di recensioni, di link da blog e viaggiatori che mi recensiscono, visitatori che mi cercano etc...Ma, soprattutto, la pagina del mio Hotel, prima di quelle che ci sono, è quello che sta cercando l'utente di Google? Meglio che una comparazione tra hotel fatta su TripAdvisor? O di un elenco di Hotel su un sito che porta informazioni utili su Abano?

E' tutto molto naturale...

Ovvio, non deve essere una convinzione commerciale. Anch'io di pancia dico "Se uno scrive SEO dovrebbe trovare in prima posizione questo articolo". Ma ci sono un sacco di siti, pagine, posizioni, commenti, opinioni, saggi, testi, articoli che ne hanno parlato prima di me in modo esaustivo. E magari fornendo indicazioni anche più utili di questo articolo. O forse no. Ma se sarà un no, probabilmente, questo articolo potrebbe essere condiviso, ottenere link su altri altri che parlano di SEO citando una posizione per loro idiota o intelligente, essere cercato dagli utenti...

Quello che voglio dire è che la tecnica, lo studio dell'architettura dell'informazione, tirare a lucido il codice html delle pagine, lavorare sulla quantità di link indotti follow o nofollow....e qualsiasi attività di SEO si possa fare avrà dei risultati a lungo termine, solo se pensata per l'utente che cerca le informazioni che la nostra pagina offre.

E' un po' come impegnarsi per fare la raccolta differenziata, consumare meno con il riscaldamento, avere un comportamento eco-responsabile per migliorare il pianeta. Fare SEO in modo coerente e con l'obiettivo di aiutare gli utenti aiuta a fare del web un posto migliore.

L'obiettivo di Google non è cambiato

Molti marker che si occupano di SEO sembrano confusi dalle continue modifiche all'algoritmo di Google che ogni tot mesi implementa cambiamenti significativi che porta penalizzazioni a pagine che prima - magari - ottenevano delle performance notevoli.
Quindi, sì, le tecniche SEO possono essere cambiate nel corso del 2014 ma Google non è cambiato: Google vuole sempre e comunque offrire a chi effettua una ricerca i risultati più rilevanti all'inizio. E lavora costantemente per migliorare questo servizio. Non dobbiamo mai dimenticare che l'obiettivo di Google è che le persone utilizzino il suo motore di ricerca: e lo fanno perché funziona. Se qualcuno "imbroglia" tentando di far acquisire alla sua pagina meriti/visibilità che non dovrebbe avere, Google fa di tutto per impedirlo. E i cambiamenti alla strategia di SEO rientrano semplicemente in semplici adattamenti del proprio lavoro, pensando che anche Google fa di tutto per premiare chi lo fa bene con i contenuti giusti.
Tecniche come l'acquisto in massa di link dai siti "fabbriche di link" o lo scambio indiscriminato di link tra siti, per non parlare dell'imbottitura di parole chiave nei metatag, andavano contro al suo obiettivo (dare risultati pertinenti a chi effettua ricerche). Come ha risposto Google? Con i vari update che hanno cambiato il lavoro di chi si occupa di SEO: Panda, Penguin, penalizzazioni manuali...

Per una SEO efficace no ad un dipartimento isolato

Le conoscenze di SEO base devono essere diffuse tra tutti i dipartimenti che si occupano di marketing su web, perché interessa tutti gli aspetti del business online, dallo sviluppo della grafica, alla presentazione della proposta commerciale della propria azienda online, dall'architettura dell'informazione al PR online, senza dimenticare chi si occupa di tecnologia server/hosting...

3# La SEO è una pensiero a 360°

I migliori professionisti SEO non sono necessariamente tecnici (anche se qualcosa di tecniche devono conoscere) o profondi conoscitori degli algoritmi nel dettaglio (anche se devono capire di cosa si parla). I SEO del futuro sono ... marker! I cambiamenti tecnici e le strategie che combinano tecnica ed obiettivi generali devono avere una vision globale che si sposi con tutte le necessità di marketing online.

Il miglior membro del team che si occupa di SEO è un marker a tutto tondo, in grado di essere in sintonia con il pubblico in modo significativo, validare le ipotesi con prove reali e costruire una ricca e coinvolgente esperienza di vendita. L'esperto SEO efficace che trionferà nel 2015 si concentra su grandi vittorie a lungo termine ed è teso costantemente alla costruzione di un pubblico di utenti per il vostro brand. Non si occupa di trucchi o espedienti per una salita rapida nella SERP di Google che porti risultati nel breve termine.

Chi si occupa di SEO dovrebbe essere stimolato ed incoraggiato ad utilizzare il suo istinto di marker, al di là di tutte le formule SEO.

Tutte le formule SEO si rompono (alcune prima, altre dopo)

Gli uniche formule che non si rompono sono

- tutte quelle che portano un beneficio tangibile per l'utente. Per esempio la produzione di contenuti editoriali utili per il proprio pubblico.
- quelle che portano benefici multipli, non solo a livello SEO. Come, ad esempio, un editoriale su una pubblicazione molto popolare. Questo può veicolare benefici sia per la SEO sia per l'aumento dell'esposizione del brand, engagment con il pubblico, posizionamento del brand...

Tutta una questione di utente: cosa significa?

Tutta una questione di utente è un paradigma a cui fare molta attenzione. Significa che chi si occupa di SEO deve tenere a mente anche l'esperienza utente (perché è l'utente che clicca e che sceglie il risultato sulla SERP, è l'utente che sceglie se quel contenuto gli interessa e rimanere sulla pagina oppure se andarsene dopo pochi secondi...), deve pensare che il sito deve essere un'esperienza utente gradevole.
Insomma: per i risultati a lungo termine bisogna lavorare pensando all'utente non al Googlebot.
Creare un sito pieno di risorse e che aiuti gli utenti a svolgere i loro compiti è un punto fondamentale per avere l'attenzione di Google.
Se hai un SEO che è attivo è inutile relegarlo in un dipartimento a parte che si occupa solo di "ottimizzare" quello che gli altri fanno, e non può perseguire neppure una strategia di rapide vittorie e colpi bassi.

Una SEO efficace è una SEO che lavora con Google, che aiuta Google e non che lo combatte: in questo modo resisterà agli aggiornamenti e ai cambi di algoritmi, oltre che alle mode di marketing.