L'invasione degli alias giocattolo su Instagram: fenomenologia di un successo. Cosa possiamo imparare da SocalityBarbie e dal suo boyfriend italiano SocalityKenny per la nostra attività di web marketing e di personal branding.

socalitybarbie socalitykenny

SocalityBarbie, per quei pochi che se lo fossero perso, è l'account di Instagram gestito da una fotografa statunitense che è diventato famoso e virale in tutto il mondo dopo un'intervista alla bambola fatta da Wired (potete leggerla QUI). Il messaggio rilanciato da centinaia di siti di informazione (e dalle televisioni) in tutte le lingue dell'orbe terracqueo è stato: "questa bambola Hipster usa Instagram meglio di te". SocalityKenny è un personaggio decisamente italiano che sposta in alto l'asticella dello humor, e che promette di fare faville nel mondo di Instagram.

I LOVE spending a quiet afternoon at the town library, sometimes I even happen to READ. Happy that there still are magazines like @wireditalia, with pictures, 'coz otherwise I'd be bored to death with all those books with no pics. I never read books without pictures, not even the Holy Bible. Jesus loves pictures, I love pictures, Jesus loves me. And we both love you. #IT Mi piace passare del tempo nella biblioteca cittadina. Ogni tanto anche leggo. Per fortuna ci sono anche riviste come Wired perché se fossero solo libri senza figure mi annoierei a morte a stare qui. Senza figure io non leggo neppure la Bibbia! Gesù ama le figure, io amo le figure, Gesù mi ama. E tutti e due amiamo voi! #lovejesus #jesusfriend #lovecommonpeople #reallife #socality #vscocam #igers #love #instagood #instagrammers #me #life #creative #cute #happy #beautiful @wired #goodmorning

Una foto pubblicata da SocalityKenny (@socalitykenny) in data:

La riprova sociale

Ora, cerchiamo di capire il motivo di tanto successo. Ci sono centinaia di account con giocattoli che simulano situazione reali. Questa Barbie ha un profilo di Instagram da fare invidia alla maggioranza delle ragazze che posta foto che dovrebbero trasmettere queste impressioni su di loro:

    • sono graziose,

 

  • dicono cose intelligenti,

 

 

  • esprimono alti valori morali

 

 

  • sono cool

 

 

  • hanno hobby invidiabili

 

 

  • si divertono,

 

 

  • sono sexy...

 

 

Insomma un sacco di positività generata nell'ambito sociale di riferimento: diventare una velina "de noialtri" è ora alla portata di tutte quelle che sanno usare Instagram ed hanno una rete di contatti che riescono a sfruttare. Per i ragazzi spesso è più difficile, ma la gran parte di essi comunque ha lo stesso obiettivo: intelligente, senza problemi, che si diverte eccetera... Gli americani lo dicono con una parola semplice: socialproof. Ma anche noi italiani riusciamo a farci capire con una parola semplice: riprova sociale. Ed è lì la questione del perché postiamo su Instagram foto della nostra vita più o meno privata che raramente ci vedono come degli sfigati. Cioè, poi magari ci sono anche quelli, ma non mi capita di seguirne, generalmente.

La foto...e il testo: bastano a fare la differenza?

Cos'ha in più SocalityBarbie rispetto alla stragrande maggioranza degli account reali che fanno foto simili? L'occhio del fotografo alle spalle di SocalityBarbie si vede. La qualità spesso c'è (ok, non sempre, sopratutto nel fotoritocco che fa accapponare la pelle a volte...). Di sicuro c'è più qualità delle grande maggioranza dei profili ai quali si è ispirata. E poi, essendo una bambola da mettere in posa, può fare di tutto. Non sempre nella quotidianità riusciamo ad essere interessanti a prescindere, perché siamo inseriti all'interno di contesti a volte tristi e grigi. Non sempre abbiamo qualcuno che ci fotografa. Non sempre possiamo dire quello che pensiamo (la teoria dei palcoscenici ha sostituito quelle delle maschere e va bene così, quando parliamo di identità sociale: al lavoro, a messa, al bar con gli amici...rappresentiamo noi stessi in maniera differente; si è persone diverse e punto, senza che ne parliamo troppo). Come dicevo, ci sono centinaia di account di giocattoli su Instagram, ma questa bambola ha una storia e dimostra una spiccata personalità. Ed è questo che la rende vincente. Ma non sarebbe geniale se si limitasse a questo. In realtà il passaggio successivo è che aderendo al movimento Socality la Barbie diventa riflessiva, esprime concetti più o meno profondi, anche questi specchio deformato degli usi degli utenti di Instagram (per scoprire di più sull'argomento Socality la cosa migliore è andare al loro sito web facendo click QUI per approfondire) Ora, ditemi la verità: quanti di voi, con l'esposizione del proprio personal brand su Instagram, riescono ad avere una personalità così netta, spiccata e marcata e far trasudare da ogni foto chi siete e cosa pensate? Senza la parte Socality...beh...si perderebbe molto del personaggio. La forza del tutto è data dall'unione tra le foto (che portano una bambola a fare le stesse cose di un essere umano per mostrarsi ad altri esseri umano nel modo migliore possibile) e i testi (che riprendono il concetto della possibilità di essere migliori grazie - per dirla breve - alla socialità e alla fede in Gesù).

L'inversione delle aspirazioni: dall'ideale al reale (della bambola) e dal reale all'ideale (delle persone)

Abbiamo un'inversione di ruoli: dal mondo fatato e magico del castello, della villa e del camper di Barbie c'è questo bellissimo messia di plastica che diventa uomo (ovvero donna) per camminare tra la gente, con i suoi vizi e le sue virtù. Dall'altra abbiamo la gente che non vuole mostrare la triste realtà fatta di infelicità, ansie, sudore, fatica, speranze e sogni infranti etc...e costruisce su Instagram una vita falsa, quasi come bambole.

SocalityKenny

Tra le decine di tentativi di imitazione ce ne è uno italiano, che prende spunto da SocalityBarbie: si chiama SocalityKenny e porta a livelli più alti la fede, l'introspezione e la positività espressa, facendone in tutto e per tutto una vera iperbole. Diventa quasi una presa in giro della presa in giro. Con SocalityKenny si aggiunge un livello di lettura superiore e il personaggio sposta sull'universo maschile la lente d'ingrandimento sui vizi e le viste degli instagrammer maschi. Tiene la parte Socality - per inserirsi nel filone della positività socialtrendy - preme sull'acceleratore della fede ed aumenta i selfie e le foto a petto nudo, per mostrare il fisico. Merita di essere seguito, anche perché finché non è famoso (leggasi: fino a che qualche giornale non lo intervista e si monta la testa) mi sembra più "libero". Tra Ibsen e Pirandello: il bambolo di plastica che cerca un'identità nella iperbolizzazione dei comportamenti dellla bambola di plastica che prende in giro le pose della gente reale.  Prende in giro i blogger (il loro perfetto per un profugo, quelli più famosi non sanno l'italiano), se la prende con quelli che su Facebook non sanno tacere all'indomani di un attentato, ce l'ha con quelli che non scrivono correttamente in italiano e se ne fregano continuando a scrivere. Il tutto senza capire che lo sta facendo.

I LOVE spending a quiet afternoon at the town library, sometimes I even happen to READ. Happy that there still are magazines like @wireditalia, with pictures, 'coz otherwise I'd be bored to death with all those books with no pics. I never read books without pictures, not even the Holy Bible. Jesus loves pictures, I love pictures, Jesus loves me. And we both love you. #IT Mi piace passare del tempo nella biblioteca cittadina. Ogni tanto anche leggo. Per fortuna ci sono anche riviste come Wired perché se fossero solo libri senza figure mi annoierei a morte a stare qui. Senza figure io non leggo neppure la Bibbia! Gesù ama le figure, io amo le figure, Gesù mi ama. E tutti e due amiamo voi! #lovejesus #jesusfriend #lovecommonpeople #reallife #socality #vscocam #igers #love #instagood #instagrammers #me #life #creative #cute #happy #beautiful @wired #goodmorning

Una foto pubblicata da SocalityKenny (@socalitykenny) in data:

 

Ma la capiscono tutti? O la metà lo segue perché è cool?

Ora, torniamo al successo di socalitybarbie.

Qual è il meccanismo che porta così tanti follower ad un account che, per quanto ben fatto, si limita alla presa in giro degli stessi che danno il like?

Il punto è capire se piace per come si presenta o per la sua parodia. Perché qui proviamo a fare web marketing (e social media marketing) e quindi ci piacerebbe capire cosa funziona sui social, quali sono i meccanismi che portano al successo un account e al fallimento di un'altro
Dopo l'articolo di Wired che l'ha resa popolare, quel milione di follower arrivati in pochi giorni sono lì per la satira o perchè è brava / figa / è un'ispirazione per loro?

Che tradotto...lo capiscono oppure no?

L' ‪Analfabetismo Funzionale‬ non è una cosa su cui scherzare.
La metà delle persone che leggono questo articolo, un commento sui social o che guarda il profilo di SocalityBarbie rientra nel termine senza saperlo.
Si parla anche di ‪#‎illetteratismo‬ e si intende indicare le persone incapaci di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società. "L'analfabeta funzionale, pur sapendo leggere un articolo di giornale, non riesce ad estrapolarne i concetti base, e dinnanzi a situazioni di ordine generale, tende ad utilizzare solamente la propria esperienza personale per poter elaborare un giudizio."
Sono quindi alquanto scettico che la perfetta presa in giro della ricerca continua della social proof su Instagram, architettata con la bambola, sia colta ed apprezzata dai più.

Cosa possiamo imparare per la nostra attività di social media marketing da Socality Barbie e Socality Kenny?

  • A non prenderci troppo sul serio, mi verrebbe da dire. Anche se sei un'azienda o un brand famoso, pensa che quello che pubblichi lo stai pubblicando per far vedere che sei bello e bravo. Esattamente come i tuoi follower, più o meno inconsapevoli.
  • Ad avere una personalità marcatamente vera, senza troppo nasconderci dietro alla patina di un'aspirazione: dopo qualche anno di Instagram non se ne può più. Oggi viene derisa bonariamente da socalitykenny e da socalitybarbie. Domani questi atteggiamenti verranno trattati alla stregua di chi pubblica gattini e foto di animaletti domestici a di continuo.
  • A fare foto "fatte bene": è vero che il gusto estetico, andando verso la massa, tende allo zero. Prima di cominciare a mostrare al pubblico i vostri meravigliosi scatti studiate proprio quei tre concetti base di fotografia (la regola dei terzi, la focale di campo, l'esposizione, l'uso della luce naturale...). E che poi non serve diventare un grande fotografo (non mi pare che lo sia neppure quella di socalitybarbie...) ma saper distinguere una foto del cavolo da una passabile.
  • Non esagerare con i selfie. Quando hai fatto un selfie al mese con quel tuo taglio di capelli, basta. Non serve riproporlo da angolature differenti ogni due giorni. Sei sempre tu quello. Trova qualcuno che le foto te le faccia. Anche i bamboli non pubblicano solamente selfie.
  • Racconta qualcosa di nuovo ogni volta che fai una foto: raccontare storie è determinante. Abbinando la giusta foto con il giusto testo fai entrare il lettore in un mood, gli spieghi qualcosa. Sono anni che gli esperti di marketing ci dicono di fare "storytelling": bene, sull'account di socalitybarbie lo avete visto davvero.
  • Che per fare il botto serve qualcuno che parli di te e più autorevole è chi ne parla, più corri il rischio di diventare famoso. Ma non farti trovare impreparato: devi esserci ciccia e sostanza quando qualcuno arriva sul tuo account.
  • Che Instagram è davvero lo strumento social a più alto tasso d'engagement che avete oggi tra le mani.

E poi, cos'altro impariamo secondo voi dal caso di SocalityBarbie?

 

PS
Dopo aver raggiunto il milione e duecentomila follower il progetto SocalityBarbie è stato chiuso. La ragazzina che aveva creato il personaggio (poco più che ventenne) ha completato il suo percorso, dicendo tutto quello che doveva dire. D'altronde la continua presa in giro delle pose degli Instagrammer non poteva continuare all'infinito. Ci resta SocalityKenny, anche se è decisamente più difficile da capire e forse destinato a rimanere di nicchia.