Pubblicità su Facebook: obbligato sponsorizzare

Pubblicità su Facebook: obbligatorio sponsorizzare i post

La pubblicità su Facebook, sponsorizzando i vostri post su Facebook è diventata una necessità da qualche anno a questa parte.
Se non ve ne siete accorti…beh…avete un problema.
E se avete un social media manager e poi non sponsorizzate i vostri post, lamentandovi del fatto che li vedono poche decine di utenti, forse è il caso di rimodulare i pesi della vostra spesa di web marketing…

Prima di tutto…Come impostare una pubblicità su Facebook?

Pubblicità su Facebook: come impostare una campagna pubblicitaria

Per prima cosa dovete essere proprietari di una pagina. La pubblicità infatti è associata alle pagine.
Dato per assodato questo prerequisito, il primo passaggio è quello di impostare una nuova campagna pubblicitaria (nel caso sia la prima volta Facebook vi chiederà anche, durante il processo di pubblicazione, i dati di fatturazione e i dati della carta di credito).Pubblicità su Facebook: crea inserzioni

Il passaggio successivo è quello di scegliere la tipologia di campagna che volete sponsorizzare

Pubblicità su Facebook: scegli tipologia

Le tipologie disponibili sono:

  • Metti in evidenza i tuoi post
  • Promuovi la tua pagina
  • Indirizza le persone al tuo sito web
  • Incrementa le conversiynioni sul tuo sito web
  • Ottieni installazioni della tua applicazione
  • Incrementa l’interazione con la tua applicazione
  • Raggiungi le persone vicine alla tua azienda
  • Incrementa la partecipazione all tuo evento
  • Fai in modo che le persone richiedano la tua offerta
  • Ottieni visualizzazioni del video

Scelto il tipo di inserzione, dovete scegliere la pagina da associare (una di cui siete amministratori) e il contenuto da proporre (nel caso di “Metti in evidenza i tuoi post” – una delle formule più utilizzante assieme al “Promuovi la tua pagina” e “Indirizza le persone al tuo sito web”).

Pubblicità su Facebook contenuto

 

Definizione del pubblico

Si entra quindi nel cuore della nostra pubblicità su Facebook, andando ad impostare in che zona del mondo fare apparire l’inserzione e a che pubblico rivolgersi. In altre parole, andiamo a definire un pubblico in base ad una serie di parametri che ci permettono di identificare un target molto specifico per ogni inserzioni.

Pubblicità su Facebook pubblico

Quindi si può definire la zona, l’età, il sesso, lingua, dati demografici, interessi, comportamenti e connessioni.

Per la zona, l’età, il sesso e la lingua, non credo ci sia bisogno di ulteriori spiegazioni, no?

Definizione dei dati demografici per la pubblicità su Facebook

Per gli altri dati demografici, potremmo scegliere tra:

  • Relazione (Orientamento sessuale e situazione sentimentale)
  • Istruzione (Livello di istruzione, Ambiti di studio, Scuole o università, Anni dell’università)
  • Lavoro (Datori di lavoro, titoli professionali e settori)
  • Casa (Composizione nucleo familiare)
  • Affinità di etnia
  • Generazione
  • Genitori
  • Politica (solo per gli USA)
  • Avvenimenti importanti

E già con i dati demografici, entrando nel dettaglio, si possono segmentare in molto estremamente deciso e preciso le proprie inserzioni.

Definizione degli interessi

Gli interessi sono l’elemento “libero” più interessante. Tutto ciò che Facebook recepisce come interesse da parte di un potenziale pubblico, anche ristretto, è possibile selezionarlo grazie all’autocompletamento (si inizia a scrivere l’interesse che vogliamo definire e il form ci restituisce tutte le parole che contengono quello che abbiamo scritto, tranne quelle già inserite negli interessi).

Il primo interesse restringe la base dei destinatari, ogni altro interesse aggiunto estende la base di pubblico a cui ci rivolgiamo, visto che gli interessi vanno a sommarsi.

Definizione dei comportamenti

Pochi ma essenziali voci principali qui

  • Attività digitali
  • Attività stagionali ed eventi
  • Espatriati
  • Utenti di dispositivi mobili
  • Viaggi

L’aggiunta di un primo comportamento va in detrazione rispetto a quanto definito con i segmenti precedenti, ma la conseguente aggiunta di altri comportamenti, allarga la base dei destinatari.

Definizione delle connessioni

Si possono scegliere connessioni con

  • Pagine di Facebook
  • Applicazioni
  • Eventi

Budget ed impostazioni dell’inserzione

Quanto si vuole spendere (impostando un limite giornaliero o il massimo della spesa per la campagna), la durata dell’inserzione, se pubblicare le inserzioni continuativamente o in determinati orari, sono le informazioni base della campagna.

Oltre a quello, possiamo dire a Facebook  in base a quale elemento vogliamo pagare l’inserzione.

pubblicità su facebook spesa

Le scelte sono pagare un tot in base a:

  • Interazione con un post
  • Copertura giornaliera
  • Visualizzazioni
  • Clic

Ovviamente qui dipende dal tipo di inserzione. Se prevedente di ricevere molti clic, magari perché avete una foto che può attrarre il vostro potenziale pubblico, magari conviene scegliere di pagare le visualizzazioni. Se puntate ad un pubblico più ristretto e per voi l’importanza del click sul post è fondamentale magari la scelta tra interazioni o clic è più opportuna.
Il consiglio? Contattate un consulente per il social media marketing per ottimizzare la pubblicazione delle inserzioni.

E ora andiamo a capire perché dovete fare pubblicità su Facebook.

Perché fare pubblicità e sponsorizzare i post su Facebook?

Dovreste sponsorizzare i vostri post su Facebook perché quello che pubblicate sulla pagina aziendale viene visto, in modo organico, da veramente poche persone, tra quelle che vi hanno dato il “Mi piace” all’azienda.
Con pagine dove il numero di Mi piace è minimamente considerabile, si parla dell’1-2% del totale.
Ovviamente, se il contenuto viene condiviso e piace alle persone, la portata organica del vostro post aumenta.

Ma quante volte vi capita di pubblicare un contenuto che fa esultare le folle, stimola la condivisione di massa e diventa virale?
Soprattutto, quante volte capita alla piccola e media azienda, prettamente B2B, di poter giocare con contenuti coinvolgenti ed affascinanti da stimolare la voglia di condivisione della gente?

Per “spaccare” è quindi innegabile che un aiuto arriva dalla natura della pagina, ovvero dall’ente che rappresenta.
Senza nulla togliere alla bravura di chi la gestisce, è ovvio che se sei la Ceres hai notevoli punti di vantaggio rispetto alla pagina aziendale della “Bulloneria F.lli Rossi“. Non che con i bulloni non si possano produrre contenuti stimolanti, per carità. Ma nel DNA dell’azienda c’è il gusto del rischio per la produzione di contenuti coinvolgenti? Di più: siamo sicuri che la produzione di contenuti coinvolgenti, che travalicano il target di riferimento della bulloneria, abbiano veramente un senso? Cioè: fino a che punto un’azienda dovrebbe avere una voce differente rispetto alla realtà su cui si muove, solo per piacioneria social?

Resta quindi buono quello che scrivevo prima: i post delle pagine aziendali hanno bisogno – quasi sempre – di una spintarella, per trovare quel minimo di distribuzione che giustifichi l’impegno non solo della condivisione, ma – spesso – della produzione di contenuti a monte.

Perché Facebook limita la portata organica dei post?

Perché quando la nostra pagina pubblica un post questo non viene mostrato da Facebook a tutte le persone che hanno dato il “Mi piace” alla pagina?

Stando alla spiegazione che Facebook stesso da a questo problema in una pagina dedicata.

La ragione principale è che si condividono sempre più contenuti ogni giorno. Fino a qualche anno fa – dicono – ci limitavamo a condividere quei contenti o pensieri importanti, che reputavamo il caso di condividere. Grazie anche agli smartphone e alla facilità di accesso, le condivisioni, negli ultimi anni, sono aumentate di numero e si condivide molto di più. Condividiamo molti più momenti e molto più materiale. In media ci sono più di 1500 post di vario genere che potrebbero apparire sulla timeline di ogni persona, ogni volta che questa si collega al suo account. Per chi ha molti amici e molti mi piace, il numero dei post potrebbe salire a 15.000 ogni volta che si collega. Significa, molto semplicemente, che la concorrenza dei singoli contenuti, per apparire sul newsfeed delle altre persone, è in continuo aumento.

Quindi il newsfeed è stato progettato per mostrare alle persone che si collegano quello che in linea teorica potrebbe maggiorente interessare loro, limitando a circa 300 storie il materiale da mostrare, da tutti i loro collegamenti.

Per rendere il feed più coinvolgente Facebook è continuamente impegnato nel lavoro di “ripulitura” per non far apparire quello che l’ungete potrebbe considerare spam o contenuto poco coinvolgente.

E così, visto che abbiamo i dati sulle pagine, sappiamo che il reach organico si stabilisce senza problemi sull’1-2%.

Allora, noi che siamo maligni, pensiamo invece che il calo drastico di visibilità che hanno le pagine, sia per far pagare la visibilità ed ottenere più soldi.

Ma Facebook non ci sta. E si difende. Con quale candore!

I“Il traffico organico è in caduta perché Facebook vuole fare più soldi?
No. Il nostro obiettivo è sempre quello di fornire la migliore esperienza per gli utenti che utilizzano Facebook. Noi crediamo che offrire la migliore esperienza agli utenti porti beneficio anche alle aziende che utilizzano Facebook. Perché aumentano le possibilità di essere attivi ed impegnati nel proprio newsfeed sia per le persone che per le aziende.”

Certo. . È indubbio che una migliore esperienza utente aiuta tutti. Ma sarebbe interessante vedere i dati sulla diffusione organica dei post delle persone, così per comparare se davvero si cerca la migliore esperienza per gli utenti o se si cerca di fare cassa.

Al momento, qualunque sia la ragione, il fatto è questo: siamo qua che parliamo delle inserzioni sponsorizzate su Facebook come una necessità delle aziende. Cosa che Facebook male non fa.

Meno “piacioneria social” e più strategia su Facebook.

Bisogna avere le idee chiare prima di andare sui social network. Che canali usare, come usarli, con che contenuti popolarli e sapere bene cosa si vuole ottenere.
E una volta che si sceglie Facebook (cioè…c’è qualcuno che non lo fa, in fin dei conti?) si dovrebbe sempre e comunque fare riferimento ad un framework, ad un quadro di riferimento, che mi permetta di capire i risultati che ottengo, sulla base degli obiettivi iniziali. Calcolare il Ritorno dell’Investimento (ROI) dei social si può fare.

Non serve, quindi, brancolare nel buio alla ricerca del post simpatico, un po’ cazzaro, tra l’erotico e il sagace, per attirare facili like. Non se sei la “Bulloneria F.lli Rossi” e devi dimostrare di essere uno che comunque con i bulloni ci sa fare. E interessato agli ambiti di applicazione che interessano ai tuoi possibili clienti. Perché il produttore di scaffali sceglierà i tuoi bulloni no se sei simpatico, ma se capisce che sei uno che di bulloni e scaffalature ne sa qualcosa.

Ma un argomento del genere non diventa virale!

Certo che no, ma poi…che te ne frega? Non devi vendere birra, ma bulloni a chi produce scaffalature.

Ecco quindi che il connubio tra i contenuti da pubblicare – ai quali Facebook riserva una diffusione organica penosa tra i tuoi fan – e la scelta del giusto canale a cui rivolgersi – profilando l’inserzione – diventa determinante.

Diventa importante creare il giusto profilo del proprio target di riferimento. E Facebook ti lascia scegliere un sacco di cose, se hai qualche idea. Orientamenti sessuali, stato della relazione, lavoro, interessi, dispositivi…Insomma, spetta al marker definire il profilo del nostro cliente perfetto e Facebook riesce a tirarcelo fuori abbastanza bene.

Ma non dobbiamo sbagliare quello, appunto. E la nostra “Bulloneria F.lli Rossi” non ha un marker, non ha neppure un social media manager, insomma…ha qualcuno che gli ha fatto il sito e l’impiegata con il profilo di Facebook.
Che fare?
Usare il buonsenso potrebbe essere il primo passo, quello più determinante. Leggere un buon libro su come utilizzare la pubblicità su Facebook, potrebbe essere un altro. Trovare su web articoli che ti danno delle dritte su come utilizzare al meglio la pubblicità su Facebook, un altro ancora. E provare a fissare alcuni concetti base.

Come funziona la pubblicità su Facebook

Quando noi “siamo su Facebook” facciamo delle cose e ognuna di queste azioni porta a Facebook informazioni su di noi. che poi verranno utilizzate nell’inserzione pubblicitaria per decidere se mostrarci o no un determinato annuncio.

Compiliamo il nostro profilo utente con le informazioni

info Facebook per pubblicità

Proliferazione per età, occupazione, luogo di lavoro, città in cui vivi, hai vissuto, l’orientamento religioso, sessuale…e poi cosa ti accade, in modo che posso farti arrivare le informazioni corrette che servono ai miei inserzionisti. Hai appena avuto un figlio? Arriva la pubblicità dei pannolini. Ti sei appena fidanzato? La pubblicità di materiale per organizzare il tuo matrimonio potrebbe apparire magicamente. Hai preso un cane? Taaac, la pubblicità del cibo per cani.Le informazioni sono un’utile fonte di informazioni sugli utenti di Facebook, perché sono generalmente aggiornate e sono informazioni date da loro ai loro amici  e conoscenti.

Mettiamo il like alle pagine

Le pagine rappresentano brand ed attività. Se diamo il Mi Piace alla pagina della Ferrari, Lamborghini, Dior e Louis Vuitton, diciamo che ci piace il lusso, ci piacciono le auto sportive, ci piace la moda, ci piacciono Ferrari, Lamborghini, Dior e Louis Vuitton. Quindi ci sono informazioni dirette, dando il like a quella determinata pagina, e indirette, estrapolate associando i contesti differenti a cui abbiamo dato il like.

Partecipiamo ai gruppi

Sapete cosa sono i gruppi di Facebook, vero? Quando vi iscrivete o partecipate ad un gruppo, partecipate o seguite discussioni su un argomento che – evidentemente – vi interessa. Anche queste sono informazioni. Tutto quello che fate porta informazioni a Facebook

Date il like agli status dei vostri amici, scrivete le vostre cose e commentate a destra e a manca, perché tutti hanno sempre qualcosa da dire.

Sapete che ci sono i software di analisi semantica vero? Praticamente analizzano le parole utilizzate, cercando di definirne l’ambito / categoria a cui appartengono e le schedano attorno agli interessi. Il tutto – probabilmente – tarato sui like dati alle pagine e ai gruppi, per tarare il meccanismo e restituire indicazioni più precise possibile.

Avete capito vero?
Tutto quello che gli utenti fanno si converte in informazioni.
Se pensate al vostro utente a cui far arrivare la pubblicità, dovete costruirvi un profilo ideale di utente Facebook: a chi da il mi piace il vostro target? Che status ha? Che abitudini ha? Che sport fa? etc…
Ovviamente, più dettagliato è il livello di informazioni che potete dare a Facebook, più restringete la base di utenti e più facile sarà raggiungerla.

Questo proprio in linea di massima.
Ma è più che sufficiente per iniziare a provare con le prime inserzioni su Facebook.

Con quanti soldi sponsorizzare i vostri post per una pubblicità su Facebook che funzioni?

Allora…Provate a pensare a quanto tempo ci avete impiegato a realizzare un contenuto interessante sul vostro blog aziendale. O quanto avete pagato la sua realizzazione. Ipotizziamo, nella migliore delle ipotesi, che sia un contenuto interessante prodotto in un paio d’ore. Costo tra i 70 e i 100 €. Lo pubblicate sul vostro sito e poi andate a cercare un’audience – che non avete – su Facebook. Direi che almeno 10 € si possono investire per ampliare minimamente la portata no? Se avete una produzione abbastanza costante di contenuti, i 10 € potrebbero essere un buon inizio. E’ vero anche che se puntate a pochi contenuti e fatti bene, uno zero in più non può guastare. Ma se il contenuto vuol fare conversione e portare nuovi clienti, dopo i primi test per aggiustare il tiro, anche due zeri in più non fanno male.
Ovviamente, come tutto: dipende dagli obiettivi e dal vostro piano degli investimenti pubblicitari, ma anche qui…il buon senso!

Avete bisogno di una mano per definire la strategia pubblicitaria aziendale da adottare sui social media?
Per la gestione dei profili e pagine utente della vostra azienda? 
Contattami!

Vuoi saperne di più? (chiedi... è gratis!)

A cosa potresti essere interessato?

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Pubblicità su Facebook: obbligatorio sponsorizzare i post ultima modifica: 2015-08-02T07:00:17+00:00 da Giovanni Fracasso


 

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