peer vs telecom

Dal 1 marzo 2001 la Telecom si riserva "la facoltà di introdurre, per tutte le offerte e/o i profili commerciali che prevedono traffico dati su tecnologia ADSL, meccanismi temporanei e non discriminatori di limitazione all'uso delle risorse di rete disponibili".
Il motivo? Bloccare l'utilizzo indiscriminato di banda per chi fa uso massiccio della rete p2p.
Lo scopo: "garantire l'integrità della rete e il diritto da parte della generalità degli utenti di accedere ai servizi di connettività ad Internet anche nelle fasce orarie in cui il traffico dati è particolarmente elevato".

Sgombero il campo da possibili dubbi su quello che sto per dire con una premessa: i film me li compero in blu ray da Ebay cercando offerte vantaggiose; non compero tanta musica - ascolto di più la radio - ma sono anni che non scarico dalla rete p2p un album; i videogiochi li compero rigorosamente originali e non ho mai pensato di craccarmi l'x-box 360.
Insomma: non sono uno di quelli che scarica in modo massiccio.

Da un punto di vista pratico, ad una prima e superficiale analisi, ben venga una limitazione all'uso della banda web per chi la usa illegalmente...ma la domanda è: e se io utilizzassi i programmi di filesharing per scambiare file grafici pesanti con i miei clienti? O per scaricare l'ultima versione di linux? Insomma, si parte dal presupposto che tutto il filesharing sia illegale e limito quella pratica. Lasciando da parte il fatto che il 99% lo sia, è comunque una presunzione con una limitazione del servizio su un mezzo, indipendentemente dal contenuto. Che era come tentare di fermare la prostituzione chiudendo le case chiuse

I programmi di filesharing sono una grande invenzione per spingere allo scambio della conoscenza e delle informazioni diffuse, in barba ai costi e alla difficoltà di reperibilità di un ftp proprio. Far circolare qualsiasi tipo di conoscenza - anche quella considerata dalla legislazione attuale "illegale" - contribuisce certamente, dal punto di vista ideale, a creare un mondo unico, con valori e informazioni diffuse.

Ma non è questo il punto centrale del discorso. La domanda è: cosa cambia - per la Telecom, operatore e non legislatore, ente economico e non moralizzatore - che io intasi la rete scaricando film o musica dall'iTunes Store?

Nel senso: i filmati di Youtube, di Google, filme e musica della Apple, gli aggiornamenti dei sistemi operativi e di software...e molti altri servizi consumano tanta banda quanto molti circuiti p2p.
Sommiamo a questa decisione la notizia che qualche giorno fa l'Amministratore Delegato di Telecom proponeva che i grandi fornitori di servizi della rete contribuissero ai costi di struttura del web stesso. Di fatto il primo passo per arrivare a decretare la morte della neutralità della struttura della rete.
Però è una dichiarazione che puzza...soprattutto se qualche giorno dopo tenti di bloccare il p2p...
Limitare il traffico del filesharing potrebbe essere il primo passo.
Domattina il porno e dopodomani qualcos'altro.
A discrezione delle logiche commerciali e degli investimenti della Telecom.
Di sicuro maggiormente legato al consumo di risorse che non al fatto che queste siano consumate per pratiche illegali. Il fatto che siano illegali è cioè che fornisce il pretesto.

Qui la Telecom nasconde le sue GRAVI colpe come gestore dell'ultimo chilometro. Aver tardato - sempre per le stesse logiche commerciali e del profitto che l'hanno spinto finora - nella modernizzazione della rete infrastrutturale, nella diffusione della banda larga, in una politica di accesso capillare sul territorio italiano, sono i motivi per cui la sua rete è INTASATA. Banda larga, anzi larghissima. Quello dovrebbe offrire ai cittadini.

Insomma, pare proprio che la guerra di Telecom ai pirati non sarà mossa dallo spirito di giustizia, ma dal tentativo di salvaguardare - nei limiti del possibile - una rete infrastrutturale da terzo mondo come quella Italiana ma con necessità da paese industriale avanzato.

Torniamo alle stesse colpe del sistema di cui parlavamo nei giorni scorsi: l'assenza di una agenda digitale italiana, di una politica degli investimenti e di un piano per lo sviluppo industriale moderno.

Intanto pagano quelli con contratto Alice casa e business.
Sfiga.